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Colantuono chiama l’Arechi: “Sia nostro fortino! Padova ostico, noi duttili. Cambi a sinistra? Possibile”

Dopo la sosta, riecco il campionato. Domani pomeriggio al Mary Rosy la Salernitana sosterrà la rifinitura in vista della gara col Padova ma le prove generali le ha anticipate oggi nel chiuso dell’Arechi mister Colantuono. Motori caldi, i granata cercano i primi tre punti del torneo. “Spero che questi 15 giorni di sosta siano serviti a far crescere la condizione di tutti gli elementi, soprattutto quelli che erano un po’ in ritardo – esordisce il tecnico in conferenza prepartita – Chiaro che il processo di crescita non può fermarsi qui ma è stato un buon periodo perché alcuni avevano interrotto la preparazione, altri erano proprio fermi prima di venire da noi in estate. Quale canovaccio tattico per domenica? A due giorni dalla gara non mi sento di dare indicazioni. Non mi piace fossilizzarmi su un solo sistema, nelle prime due partite abbiamo cambiato spesso e la squadra deve essere pronta ad assorbire alcune cose perché alcuni avversari possono prenderti le misure. Era in programma provare anche altro (il 4-3-1-2, ndR) durante la sosta . Nelle amichevoli abbiamo lavorato su altro, domenica potremo confermare il 3-5-2 che ha dato indicazioni molto positive ed alcune negative sulle quali lavorare. Ma siamo duttili, possiamo anche cambiare o farlo in corsa”.

A Sarno luci e ombre, domenica scorsa. “Le amichevoli servivano solo a far giocare 90’ a tutti i disponibili, era l’unico obiettivo e il risultato lascia il tempo che trova. La preoccupazione era non farci male perché il campo era sintetico. Ci sono sicuramente cose che vanno migliorate ma il campionato è lungo e noi dobbiamo crescere e mantenere le cose positive che ci sono. Dovessimo avere difficoltà, i ragazzi devono essere capaci di cambiare pelle. Poi se hai dei giocatori che ti permettono di ruotare il modulo senza fare sostituzioni, è la fortuna di ogni allenatore”, afferma Colantuono prima di affrontare l’argomento singoli, con particolare attenzione ai mancini: “Gigliotti potrebbe essere una soluzione in tal senso: può fare il centrale di sinistra in difesa a tre ma anche il terzino a quattro. È abile nella costruzione di gioco. Vedremo. Un altro cambio come quinto a sinistra? Potrebbe essere, tutti devono sentirsi protagonisti e nel progetto, abbiamo tanti giocatori competitivi e doppi nei ruoli, nessuno deve sentirsi proprietario del posto. Giocheremo tante partite a distanza ravvicinata, può essere d’aiuto avere soluzioni diverse perchè quello dell’esterno è un ruolo che prevede grande resistenza e intensità, avere ricambi all’altezza serve”. Casasola è in rampa di lancio per un posto da laterale mancino. Adattato, va detto, essendo Vitale l’unico capace di calciare naturalmente col sinistro in corsa. Vorrà dire che l’argentino spingerà di meno e, se necessario, rientrerà sul destro per crossare.

Per Mezzaroma “bisogna evitare di buttare via i primi tempi”. Colantuono guarda il bicchiere mezzo pieno, tornando sui match contro Palemo e Lecce:“Nelle prime partite abbiamo dimostrato grande compattezza, siamo la squadra che ha concesso meno occasioni agli avversari secondo le statistiche nazionali. Dobbiamo crescere nella manovra, avremo beneficio quando migliorerà la condizione di alcuni elementi. Siamo una squadra abbastanza fisica, è normale che faremo vedere il meglio di noi più avanti. Per come siamo strutturati, neppure il clima ci aiuta. Questa squadra non ci sta a perdere, non molla, la partita di Lecce ne è fotografia: abbiamo preso il secondo gol in Salento quando pensavamo anche di poterla vincere, abbiamo avuto la forza di rimetterla a posto e nel finale abbiamo avuto anche una mezza occasione con Djuric, anche se non avremmo meritato di vincere. Abbiamo risposto bene contro una formazione, il Lecce, di giocatorini freschi e frizzanti. Abbiamo fatto due punti contro due squadre forti”.

Da neopromossa a neopromossa. “Dopodomani col Padova vedremo che chi sale dalla C alla B ha tanto entusiasmo e dà noia – conferma Colantuono – I biancoscudati vengono da discorsi consolidati e da due ottimi risultati. Il Venezia e il Verona sanno che i patavini sono avversario ostico, costruito con grande criterio. Conosco Bisoli, prepara sempre bene le partite, è uno concreto e mi piace come lavora, con poca filosofia e tanta sostanza: troveremo una squadra che farà una partita intensa per 90’, tra le proprie file ha giocatori di qualità come Clemenza che fa salire il tasso qualitativo. Bonazzoli è un giocatore fastidioso e poi non dimentichiamo gente come Pulzetti o Capelli, che ho allenato. Il Padova farà un buon campionato, per portare a casa l’intera posta dovremo sudare molto. Le partite possono prendere la strada che diamo: sarà una partita a semi-specchio, dovremo essere bravi a ricercare gli spazi e stare attenti a non complicarci la partita come a Lecce. Rincorrere, in questo momento dell’anno soprattutto, diventerebbe un problema. Non occorre necessariamente adattarci alle caratteristiche dell’avversario di cui però dobbiamo tenere conto. Non siamo la Juve che può permettersi di andare a giocare contro chiunque senza cambiare mai filosofia: dobbiamo avere la nostra identità ma essere anche umili e tenere conto delle qualità degli avversari”.

Una mano può e deve darla il pubblico amico: “L’Arechi deve diventare per noi un fortino. Abbiamo la fortuna di avere un grosso seguito, una risorsa da sfruttare e alimentare con le prestazioni. A volte saremo brillanti, a volte meno ma la voglia di lottare su ogni pallone e giocarcela contro tutti deve esserci sempre, sia quando sei incudine, sia quando sei martello. Da qui a gennaio dovremo stare nelle posizioni di classifica più importanti per rimanere attaccati a un certo tipo di discorso, dopo il mercato inizierà un altro campionato, nel girone di ritorno per esperienza dico che è un’altra storia”.

Infine, una battuta sul recente caos ripescaggi: “Non conta, non ha comportato nulla, finiremo con lo stesso format. Chi ha deciso ha deciso, prendo atto di quello che dicono i governanti e prepariamo il lavoro su quello che prospetterà il campionato. Non ho tempo di pensare se sia è giusto o meno continuare a 19”.

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