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L’insostenibile leggerezza dell’essere steward. La denuncia di un ex dipendente della MFC Security all’Espresso

Tempi duri per tutti. Soprattutto per gli steward. E quanto emerge da un’inchiesta pubblicata dall’Espresso e che spiega l’ennesimo fenomeno all’italiana. E che, per riflesso, coinvolge anche la Salernitana, in quanto protagonista principale è la MFC Security & Services di Napoli, società di sicurezza che dallo scorso gennaio opera durante le gare interne dei granata.

L’inchiesta dell’Espresso inizia da un comunicato inviato da un comunicato di “steward anonimi”: “Sono innumerevoli gli episodi di umiliazione e sopraffazione ai danni degli steward. Il culmine lo si è raggiunto nell’ultima partita di campionato, Napoli- Crotone. Alcuni nostri colleghi assegnati a un settore della tribuna hanno subito un’ingiustizia decisamente sgradevole. Dopo il fischio finale dell’arbitro, al termine del deflusso degli spettatori è stato loro imposto di continuare il turno per altre tre ore, senza un euro in più in busta paga. E coloro che hanno provato a ribellarsi, sono stati minacciati: ‘Non vi convocheremo più per i prossimi match, da oggi siete nella nostra black lista (proprio così, non è un refuso)’. Il mobbing e le mansioni borderline sono i nostri costanti compagni di viaggio”.

La società responsabile dei presunti abusi è la MFC Security & Services di Napoli. L’Espresso dopo aver contattato, senza ricevere però risposta, i vertici ha avuto la possibilità di parlare con Marco (il nome, solo quello, è di fantasia), un ragazzo di quarantanni che ha lavorato alle loro dipendenze per dodici anni: “Mi hanno fatto odiare il mestiere di steward. Prima, fino a quattro anni fa, era ancora peggio, il Far West assoluto. Ora il più delle volte veniamo ingaggiati attraverso le agenzie di somministrazione, che garantiscono qualche diritto formale”.

La MFC gli dava 22 euro e 50 centesimi a partita. La Manpower garantisce una base di 10 euro in più: “Se l’incontro cominciava alle 15, dovevamo stare lì alle 11, già operativi e fino alle 18.30, le 19. Le ore di straordinario necessarie per accompagnare la squadra, per aspettare e riaccompagnare la tifoseria ospite? Mai retribuite. Tre ore, almeno, di lavoro gratis. Nemmeno oggi percepiamo supplementi per il lavoro extra. Rifiutarsi? Impossibile: finiremmo nella black lista. Io sono stato messo all’indice anche per non avere fatto entrare gratis gli amici dei capi della MFC. Lavoravo al tornello d’ingresso, mi sembrava la cosa giusta da fare”.

Sui corsi di formazione (obbligatori) che durano 40 ore, forniscono nozioni di psicologia, erudiscono sulle norme anti-incendio, sul pronto soccorso, sulla sicurezza in genere: “L’ho fatto direttamente con MFC. Ho pagato 150 euro, quando altrove sono gratuiti. E non ho ricevuto lo straccio di un attestato”.

Sulle altre esperienze vissute, non solo a livello calcistico: “Al concerto per i 60 anni di Nino D’Angelo, abbiamo prestato servizio dalle 3 di pomeriggio alle 2 di notte per 30 euro a testa. Quando hanno conferito la cittadinanza onoraria a Maradona, abbiamo lavorato sotto il sole ustionante di agosto dalle 3 di pomeriggio all’1 di notte, con 42 gradi, per 25 euro e senza il conforto di una bottiglietta d’acqua o di un tramezzino. Loro hanno intascato fior di quattrini. Noi siamo stati trattati peggio dei vermi. Quando viaggiamo per eventi organizzati fuori regione, ci ammassano dentro pullman vetusti e sgangherati. Rischiamo la vita per quattro soldi. Per il mega-show di Modena di Vasco Rossi, partimmo in 150, riempiendo tre autobus. 30 ore di lavoro più il viaggio. Ero distrutto. Camminavo e cadevo. Avevamo stabilito un cachet, ma la MFC ci ha sottratto, di punto in bianco, 12 euro a persona. Moltiplicati per 150, fanno 1800 euro”.

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