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Ruoli arbitrali 2018/19: La Penna e Chiffi in A. Organico scende a 27, ma non mancano sorprese…

Come da prassi, la stagione 2018-19 non può che cominciare con l’ormai immancabile formazione dei ruoli arbitrali, la cui comunicazione ufficiale da parte dell’AIA è stata quest’anno sorprendentemente anticipata all’ultimo giorno di giugno, contrariamente a quanto accade solitamente (il primo di luglio, in concomitanza con l’inizio ufficiale della stagione agonistica, ndr). In seno all’organico cadetto non sono mancate le sorprese che ha riservato la commissione, che, dal canto suo, vedrà per la prossima stagione un nuovo volto: si tratta di Riccardo Di Fiore, tra i migliori assistenti italiani degli ultimi decenni che, dismesso dalla CAN A per sopraggiunti limiti di età, ha preso il posto del mantovano Cristiano Copelli. Nessun cambio al timone, con Emidio Morganti della sezione di Ascoli Piceno confermato in qualità di designatore, unitamente al componente di commissione cesenate Christian Brighi, che completa così l’organico relativo all’Organo Tecnico.

Quanto alle decisioni assunte nella stagione appena trascorsa, non sono mancate le sorprese che la commissione ha riservato alle sue risorse. Prima notizia: l’organico scende da 28 a 27 elementi, in virtù delle sole (e ormai quasi scontate) due promozioni in A, cinque promozioni in B e quattro dismissioni dalla cadetteria. Decisione, questa, ormai nell’aria. Erano obiettivamente troppe 28 unità a dividersi talvolta le briciole in un campionato sì lunghissimo, ma pur sempre caratterizzato da undici gare a settimana. Inoltre, un numero così elevato di componenti comporta giocoforza una competitività ancora maggiore, il che risulta deleterio se si pensa al miserrimo numero di promozioni (appena due), oltreché una minore possibilità di emergere, in particolar modo per quei fischietti che non godono di particolare considerazione da parte dell’Organo Tecnico.

Detto ciò, come ogni anno i due arbitri della finale playoff si sono assicurati il posto nella massima categoria: si tratta di Daniele Chiffi di Padova, arbitro dalle notevoli capacità atletiche e da anni ritenuto un predestinato, e Federico La Penna di Roma 1, che ha cullato il sogno della A per ben sei stagioni, e che finalmente quest’anno è divenuto realtà. Al netto di una direzione della finale di ritorno dei playoff non certo memorabile (beninteso: l’errore relativo al rigore prima concesso e poi revocato al Palermo è da ritenersi gravissimo a questi livelli, ndr), ma che ad onor del vero sarebbe stata di gestione difficilissima per chiunque, la promozione del fischietto romano è ampiamente meritata, dopo una stagione condotta a livelli altissimi: La Penna è arbitro dalle grandi capacità comunicative, piacevole a vedersi per corsa e spostamento sul terreno di gioco, puntuale dal punto di vista tecnico e comportamentale.

A precludere la A ai due ci ha provato per larghi tratti il bolognese Gianluca Aureliano, la vera rivelazione della scorsa stagione. Pur tuttavia, in una stagione in cui la commissione l’ha utilizzato in tutti o quasi i big match del campionato, Aureliano ha oggettivamente pagato un’età troppo avanzata. Troppi i 38 anni del fischietto cosezionale di Rizzoli, con la commissione che ha dunque preferito i più giovani e futuribili La Penna  e Chiffi, rispettivamente classe ’83 e ’84, entrambi del secondo semestre.

Tra i grandi delusi della stagione c’è sicuramente il genovese Davide Ghersini: lui, un altro predestinato come Chiffi (e verso il quale il compianto Farina non ha mai negato – con le designazioni s’intende – di nutrire grossa stima e considerazione), quel treno della A l’ha perso due stagioni fa proprio a causa di quei maledetti playoff. Leggasi Frosinone-Carpi, un’autentica mazzata ad una carriera che era tutta in discesa ma che s’è infranta una sera di fine maggio in cui, in tutta onestà, l’arbitro ligure ci capì poco o nulla. L’età è ancora ampiamente dalla sua (è un classe ’85, finanche più giovane dei già promossi Chiffi e La Penna), ma ha un estremo bisogno di ritrovare solidità psicologica, ancor prima che tecnica, per poter riavvicinare l’ambita CAN A.

Per quel che concerne le promozioni, sono state al solito cinque i fischietti che hanno raggiunto la cadetteria: dopo una lunga e combattuta bagarre ce l’hanno fatta il bolognese Alessandro Prontera (classe ’86 e fischietto dall’indiscusso talento), il lecchese Lorenzo Maggioni (classe ’84), l’aquilano Federico Dionisi (classe ’88), il termolese Luca Massimi (classe ’88) e l’aretino Manuel Volpi (anch’egli classe ’88), che a sorpresa ha battuto la concorrenza interna di Giosuè Mauro D’Apice (invece dismesso), anche qui per motivi riconducibili all’anagrafe. Primo in graduatoria s’è posizionato senza discussioni il nuovo astro nascente molisano Massimi, che, dopo la direzione della finale playoff tra Siena e Cosenza, ha suo malgrado rimpiazzato il cosezionale Antonello Balice, dismesso dopo appena un anno di permanenza nel ruolo. Troppi due arbitri di Termoli in CAN B? Probabilmente sì, a giudicare dalla decisione presa dalla commissione. Ci si chiede, tuttavia, il motivo per il quale Balice, sul quale pure si nutrivano forti speranze, sia stato promosso lo scorso anno per essere dismesso appena un anno dopo. La geopolitica, a volte, cozza con la logica, arrivando finanche a smentire decisioni prese dalla commissione nell’arco temporale di appena una stagione agonistica.

Oltre alla quantomeno incomprensibile gestione del caso Balice, l’altra vera grande sorpresa è la dismissione del fischietto romano Daniele Martinelli, anche in questo caso per “motivate valutazioni tecniche”. Anche qui, si stentano a capire i motivi che hanno portato Morganti e i suoi componenti a una decisione di questo tipo: Martinelli è (stato) oggettivamente un arbitro di alta affidabilità, che, pur non avendo impressionato nella scorsa stagione, ha fornito nei suoi tre anni di permanenza in B un contributo decisamente superiore a quello di altri suoi colleghi. L’età (Martinelli è un classe ’83, ndr) avrà influito? Probabile. Ma anche qui, perché promuoverlo tre anni fa in B? L’anagrafe, come tutti sappiamo, non cambia né mai cambierà. La decisione, inoltre, lascia stupiti se si pensa che la commissione abbia fermamente deciso di derogare Luigi Nasca: l’arbitro barese, la cui affidabilità di certo non si discute, è pur sempre un classe ’77, e vedrà giocoforza concludere la sua carriera al termine della prossima stagione, dove verrà dismesso per sopraggiunti limiti di età (in CAN B è a 42 anni, ndr).

L’ultima dismissione per ragioni tecniche (e anche quella più attesa) è stata quella di Francesco Paolo Saia della sezione di Ragusa (trasferitosi da un paio d’anni da quella di Palermo, ndr). L’arbitro siciliano, nello specifico, non ha mai realmente entusiasmato la commissione: pur disponendo di notevoli capacità atletiche ma soprattutto qualità di scatto sulla breve distanza, Saia ha pagato troppe gestioni inoculate delle gare affidategli, specialmente per quanto concerne l’aspetto disciplinare. Pur tuttavia, Francesco Paolo può comunque sorridere per due ragioni: in prima istanza la nomina a componente dell’Organo Tecnico in CAN D e, in secundis, per suo fratello Mario, che, rimasto nella sua originaria sezione di Palermo, è stato promosso proprio quest’anno dalla CAN D alla CAN PRO.

L’ultima dismissione, stavolta per limiti di età, è invece andata a Riccardo Pinzani: l’empolese, che nel corso della sua lunga carriera ha pagato una più che meritata promozione in A a causa della scellerata divisione tra CAN A e CAN B, è stato comunque insignito del bellissimo tributo relativo alla direzione dell’ultima gara della carriera allo Juventus Stadium tra i campioni d’Italia e il già retrocesso Verona. Le lacrime a fine gara di Pinzani mai potranno macchiare una carriera assai positiva, durante la quale il fischietto toscano ha ampiamente dimostrato di poter dirigere gare di livello superiore.

Per quel che concerne la prossima stagione, tra i fischietti che partono coi favori del pronostico per la promozione in A rientrano senz’altro il molfettese Eugenio Abbattista (a cui è finora mancato il definitivo salto di qualità per poter aspirare al grande salto), Ivano Pezzuto di Lecce (che, dopo alcune difficoltà iniziali, sta finalmente trovando la sua dimensione in cadetteria), Marco Piccinini di Forlì (un talento come pochi, riesce ad abbinare al meglio qualità tecnica e coerenza disciplinare), Juan Luca Sacchi di Macerata (il favoritissimo per la promozione) e il già succitato Ghersini, su cui pendono però non pochi interrogativi in merito alla tenuta psicologica.

Tra le possibili rivelazioni vanno invece senz’altro menzionati Antonio Di Martino di Teramo, Francesco Fourneau di Roma 1, Antonio Giua di Olbia (il fischietto sardo, trasferitosi per alcuni anni alla sezione di Pisa per motivi di studio, è un profilo dal grandissimo talento, verso il quale la commissione e l’AIA tutta ripone grandissima speranza), Livio Marinelli di Tivoli, Fabio Piscopo di Imperia e Luigi Pillitteri di Palermo.

Un gradino sotto, almeno sulla carta, partono Niccolò Baroni di Firenze, Francesco Guccini di Albano Laziale, Valerio Marini di Roma 1, Daniele Minelli di Varese, Antonio Rapuano di Rimini, Riccardo Ros di Pordenone e Marco Serra di Torino. Chiudono il quadro, oltre ai già sopracitati Aureliano e ai promossi dalla Can Pro, i fischietti più esperti, vale a dire quegli arbitri dalla grande affidabilità, ma che per le solite ragioni d’anagrafe nutrono speranze di promozione prossime allo zero. Trattasi, nello specifico, di Aleandro Di Paolo di Avezzano (un altro caso lampante di oggettiva mala gestione, alla stregua di Pinzani) e del già citato Luigi Nasca di Bari.

Capitolo assistenti: lasciano il ruolo per motivate valutazioni tecniche Stefano Bellutti di Trento, Marco Citro di Battipaglia (a cui il CRA Campania ha già assegnato un ruolo in seno al suo Organo Tecnico come responsabile della commissione relativamente agli assistenti), Giovanni Colella di Crotone, Maurizio De Troia di Termoli (che, dopo diverse stagioni ad alto livello, deve lasciare l’organico assieme al suo cosezionale Balice) e Gaetano Intagliata di Siracusa, più volte reo di valutazioni infelici nelle ultime stagioni, risultate suo malgrado determinanti ai fini dell’esito finale delle gare.

Sette sono invece gli assistenti promossi dalla Can Pro, che vanno così a rimpinguare un organico che nell’ultima stagione ha avuto delle défaillance a causa di alcuni infortuni imprevisti. Festeggiano Salvatore Affatato della sezione di Verbano-Cusio-Ossola, Filippo Bercigli di Valdarno, Fabrizio Lombardo di Sesto San Giovanni, Giuseppe Mocaddino di Pesaro (che “vendica” la dismissione dell’arbitro cosezionale Andrea Mei, in lotta fino all’ultimo per la promozione in cadetteria), Daniele Marchi di Bologna, Gamal Mokhtar di Lecco e Marcello Rossi di Novara.

 

 

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