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UFFICIALE. Ecco il gregario… di qualità: le caratteristiche del neo granata Francesco Di Tacchio

“L’U.S. Salernitana 1919 comunica di aver raggiunto l’accordo con il centrocampista classe ’90 Francesco Di Tacchio. Il calciatore ha firmato con il club granata un contratto fino al 2021”. C’è il comunicato ufficiale del club granata sul proprio sito ufficiale: con la contrattualizzazione del centrocampista Francesco Di Tacchio, classe’90, la Salernitana mette a segno – rapportata al torneo cadetto – un’importante operazione di mercato. Calciatore di sicura utilità per i progetti tecnico-tattici di mister Colantuono.

Prima di descrivere le caratteristiche calcistiche del neo granata, elenchiamo brevemente il suo percorso professionale. Di Tacchio esordisce in serie B, stagione 2008-2009, nell’Ascoli affidato alle cure di mister Franco Colomba, che impiega il ragazzo soprattutto nella parte finale del campionato. L’anno successivo, il ventottenne centrocampista pugliese viene ingaggiato dalla Fiorentina, che lo utilizza soprattutto nel campionato Primavera (dove si toglie la soddisfazione di realizzare una doppietta contro la Juventus). Il ritorno al calcio professionistico si materializza nella stagione 2010-2011, quando a puntare su di lui è il Frosinone di mister Guido Carboni e degli ex granata Bocchetti e Calil. Venti le presenze totalizzate, ma quelle dal primo minuto si contano sulle dita di una mano. Occasioni nelle quali funge soprattutto da scudiero del talentuoso Lodi. La carriera del ragazzo non decolla, come testimonia la stagione avara di soddisfazione (12 presenze) vissuta con la maglia della Juve Stabia allenata da Piero Braglia. Il mediano di Trani decide allora di ricostruire la sua autostima partendo dal torneo di terza serie. Nella stagione 2012-2013 comincia con il Perugia, prima di terminare l’annata calcistica nell’Entella diretto da mister Prina. Con i biancocelesti – squadra nella quale militano anche l’ex Vannucchi e Andrea Bianchi – Di Tacchio sfiora la promozione in serie B. Il personale bilancio finale è di 2 reti realizzate (una con la maglia dei grifoni). Promozione raggiunta dalla compagine ligure nella stagione successiva (2013-2014), nel corso della quale Di Tacchio è un perno inamovibile della mediana, prima di un infortunio che lo costringe ai box nel tratto finale del torneo. Il meritato ritorno in cadetteria è premiato con la titolarità del ruolo concessa da mister Prina. La situazione cambia con l’avvento in panchina di Alfredo Aglietti, che preferisce affidare il centrocampo ad altri profili calcistici.

Nel 2015-2016, accettando la corte del Pisa di Gattuso, Di Tacchio ritorna a frequentare il torneo di terza serie. Gli inizi non sono esaltanti, poi il ragazzo guadagna gradualmente la stima dell’ex centrocampista granata, risultando uomo determinante nell’avvincente scalata alla serie B della formazione toscana. Per l’ex irpino si tratta della seconda promozione in carriera. Nella stagione cadetta 2016-2017, Di Tacchio è un punto fermo della squadra di Gattuso. Complice una gestione societaria a dir poco tormentata, la compagine nerazzurra, pur onorando l’impegno fino all’ultima giornata, deve però arrendersi al cospetto del nefasto ritorno in serie C. Le doti calcistiche del ragazzo non passano inosservate, con l’Avellino che nella stagione appena passata agli archivi gli garantisce l’opportunità di continuare a giocare in serie B. Il nuovo metodista granata riscuote la fiducia di Novellino, e successivamente quella di Foscarini, contribuendo alla sofferta salvezza della squadra irpina.

Dal punto di vista tecnico-tattico, Di Tacchio è un metodista di interdizione che si fa valere anche nella distribuzione ordinata del gioco. Egli può giocare da centrale all’interno di un centrocampo a tre (4-3-3/3-5-2), ma anche agire da regista adibito alla doppia fase in un centrocampo a quattro (4-4-2/3-4-3) e nella versione tattica che contempla i tre fantasisti alle spalle di una punta centrale (4-2-3-1). Calciatore di categoria e di discreta affidabilità, il neo granata può essere definito un gregario di qualità. Egli, infatti, oltre a distinguersi per la fisicità e il temperamento che caratterizzano le sue prestazioni, non di rado si rende protagonista anche di giocate decisamente qualitative: precise sventagliate eseguite dal suo piede mancino, ma anche tiri insidiosi e potenti dalla media distanza. Il piccolo limite del ragazzo è rappresentato da una struttura fisica imponente che lo frena a livello di rapidità e velocità. Carenze abilmente mascherate grazie a tempestive letture tattiche, alla disciplina del suo stare in campo e alla concentrazione elevata che lo accompagna sul terreno di gioco. Giunto a Salerno nel pieno della maturità calcistica, Di Tacchio fornirà al tecnico Colantuono anche la possibilità di utilizzare Palumbo nel ruolo di mezzala offensiva.

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