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Il modello Cittadella: continuità e progettualità da cui prendere esempio

Da sorpresa a conferma. E’ questa la storia del prossimo avversario della Salernitana, il Cittadella, squadra di una realtà di provincia di circa 20mila abitanti. I veneti hanno perso la serie cadetta nel 2014/15, retrocedendo dopo sette stagioni di fila. E’ bastato un solo anno di purgatorio per stravincere il girone A dell’allora Lega Pro e fare ritorno in Serie B, sotto la guida di Roberto Venturato. Il tecnico di origini australiane è stato confermato per la successiva stagione con l’obbietivo dichiarato della salvezza da parte della società. A fine anno sarà, a sorpresa, sesto posto e accesso ai play off: il Citta abbandonerà il sogno promozione ai quarti di finale con la sconfitta casalinga contro il Carpi. La scorsa stagione epilogo simile: sesto posto in regular season ed eliminazione stavolta in semifinale playoff per opera del Frosinone, poi promosso. Giocarsi per la terza annata di fila la massima serie è il traguardo del campionato in corso.

Il filo conduttore di questo ciclo positivo è un’idea di gioco propositiva e votata all’attacco, con un giusto mix di giocatori esperti e giovani scommesse. Dalla stagione 2016/17 Paleari, Pasa, Iori e Schenetti sono i punti fermi dello spogliatoio ai quali la dirigenza ha aggiunto nel corso degli anni profili di prospettiva da big di A come ad esempio Varnier, Valzania e Panico o pescati dalle serie inferiori come Kouamé (dal Prato), rivenduto la scorsa estate al Genoa per più di 5 milioni di euro, riuscendo a far fronte anche ad addii importanti come quelli di Alfonso, Salvi, Busellato e Bartolomei. Il mercato invernale poi è spesso servito a puntellare la rosa senza rivoluzioni: nel gennaio 2017 arrivò Luca Vido, ritornato anche a gennaio dell’anno scorso, il colpo di questa sessione è stato Gabriele Moncini della Spal, finora determinante con ben 9 gol. Insomma idee chiare, continuità e progettualità, quello che è mancato negli ultimi anni alla Salernitana. Cittadella docet.

2 Commenti

2 Commenti

  1. Michele

    10/04/2019 at 09:57

    Caro Oreste il paragone con con Cittadella non regge la si vince o si perde non cambia di una virgola il loro “progetto” tecnico tranne catastrofi…Qua da noi lo sai benissimo dopo quattro cinque partite senza ottenere risultati cosa succederebbe…? Esempio Micai prima fenomeno dopo flop… Equilibrio che noi purtroppo non abbiamo… Opinione ovviamente personale…

  2. mai satellite della lazio

    10/04/2019 at 12:47

    Caro Michele, mi permetto di dissentire un pò ..anche se un ciccinino hai ragione, ma..
    A Salerno il tifoso non pretende la luna a tutti i costi ma un gruppo di calciatori, come tanti ne abbiamo visti NELLA NOSTRA STORIA, che sudi la maglia e crei forte empatia con la piazza, mangiandosi campo ed avversari. Poi nel calcio si vince e si perde e qui nessuno chiede la serie A a tutti i costi, ma la lotta.
    A Salerno da quando questa proprietà è approdata in serie B manca proprio il fondamento dello Sport, GIOCARE PER VINCERE. Chiunque lo fa, compatibilmente con i propri obbiettivi.Qui invece.. Siamo un CASO UNICO AL MONDO. Questo nessuno lo dice mai. Ne dovrebbero parlare i media nazionali ma …vabè. Questo ha esacerbato animi già rassegnati e sconfitti spingendoli tutti uniti (o quasi) e cacciar via QUESTA GENTE da Salerno.
    Detto ciò, complimenti per l’articolo, seppur incompleto.
    Mi permetto di ricordare che il Cittadella ha il MONTE INGAGGI PIU’ BASSO DELLA SERIE B (!!!), quindi …
    Qui da noi un ottimo d.g., un buon d.s., una rete scouting seria (no a barzellette) e un settore giovanile DEGNO farebbero faville con il bacino d’utenza e di passione che ci ritroviamo!
    Basterebbe solo fare azienda calcio seria, con un bel centro sportivo di proprietà, e un società lungimirante, e chi eventualmente prendesse la società potrebbe fare i soldi esattamente come ad udine, a bergamo, a napoli, etc. etc. ..purtroppo siamo nelle mani sbagliate, sia politicamente che sportivamente .. ma la città granata ribolle, E NON SI TIRERA’ INDIETRO.

    LIBERATE LA SALERNITANA …E NON SOLO DA LOTITO

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