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Istantanee virali di gioie inaspettate: il destino è nelle mani dei granata

Fino all’ultimo respiro. Fino all’ultimo battito. Fino all’ultimo barlume di speranza. Centottanta minuti, probabilmente i più lunghi della più che centenaria storia della Salernitana. L’obiettivo è lì, a vista. Padroni del proprio destino.
La Salernitana torna con i tre punti da Lignano, batte il Pordenone in pieno extratime e balza al secondo posto in classifica a +2 sulla coppia di inseguitrici composta da Monza e Lecce. Un successo meritato per la caparbietà con cui Tutino s’è avventato sull’ultima palla vagante lanciata in the box. Un rigore guadagnato di furbizia e mestiere e trasformato con freddezza dallo scugnizzo partenopeo, coraggioso nell’avocare a sé un pallone pesante quanto un macigno, neutralizzando in un sol colpo lo spauracchio undici metri e la scoppola interna col Monza.

Una giocata da attaccante di razza, da giocatore sui cui squadra e compagni sanno di potersi e doversi appoggiare nei momenti di difficoltà. Ed il secondo tempo della sfida ai ramarri è stato di grande affanno. Eppure la rete lampo di Gondo sembrava aver incanalato il match sui binari preferiti dalla Salernitana, quelli di controllo e gestione. Qualche leziosismo di troppo negli ultimi sedici metri non ha permesso ai granata di mettere in ghiaccio il risultato ed aspettare, smartphone alla mano, il risultato del Brianteo. Anzi, di colpo il destino della Salernitana pareva essersi capovolto. Il pari di Misuraca, il colpo di reni di Belec ad evitare la clamorosa capitolazione. Proprio mentre le forze fisiche e mentali sembravano esaurite, il guizzo della disperazione griffato Gennaro Tutino. Lasciato in panca dopo l’opaca prova col Monza, in uno scatto l’attaccante napoletano ha cambiato i destini della stagione. Rimettendo tutto in gioco e tutto nelle mani granata. Inutile sottolineare cosa accadrebbe se la Salernitana vincesse le prossime due partite contro Empoli e Pescara. La classifica è lì ed ormai la conoscono tutti. Così come gli incroci: il Monza farà visita ad un Cosenza all’ultima chiamata salvezza, il Lecce ospiterà la Reggina ancora in corsa per i playoff. La griglia spareggi ha ancora ben due posti da assegnare, in ballo quattro squadre tra cui il Brescia che all’ultima farà visita proprio ai brianzoli. Arbitro della promozione sarà a tutti gli effetti l’Empoli che, dopo la trasferta a Salerno, ospiterà al Castellani il Lecce per la passerella finale. La truppa di Dionisi ha già in tasca promozione e primato aritmetico, ma guai a pensare ad una gita di piacere all’Arechi.

Al bando tabelle e calcolatrici, servono lucidità e sangue freddo nel momento cruciale della stagione. Vanno gestiti e se possibile arginati gli impeti della tifoseria, lo straripante entusiasmo già scoppiato al triplice fischio dell’arbitro Marini. Sui social impazzano il Vikingo-mood e gli inviti a mantenere la calma e ad utilizzare ogni forma esistente di scaramanzia. Anche l’istantanea di Tutino immortalato in panchina a “toccar ferro” è già virale. Tra sacro e profano, il numero nove granata si è trasformato in un San Gennaro a tinte granata dopo il penalty che ha liquefatto il sangue nelle vene dei tifosi.
Gioia incontenibile, tutto lecito e comprensibile dopo anni di insapori bocconi ingurgitati. Ma purtroppo è ancora presto, troppo presto per far festa. Paradossalmente è quasi un bene che già venerdì si riscenda nuovamente in campo. Meno tempo per far volare mente e fantasia: oggi subito in campo, domani è già rifinitura. Si spera con un Castori in più in panchina: il condottiero granata ha sofferto come un leone in gabbia nel suo isolamento al Mary Rosy. La sua gioia, immortalata da un video anch’esso virale, è quella genuina di chi non ha mai smesso di credere nel suo gruppo anche quando lo scetticismo era il sentimento più diffuso. Non scende in campo eppure l’assenza del tecnico marchigiano s’è sentita eccome, senza nulla togliere al fidato vice Bocchini. Nella gestione emotiva più che in quella tecnica. A due tornanti dalla fine di una lunga scalata, la Salernitana intravede la cima. Guai però a pensare che ora inizi la discesa…

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