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A Roma incontro su violenza e razzismo negli stadi, c’era anche Balata. Gravina: “Incontro proficuo”

Si è tenuto questo pomeriggio a Roma presso la scuola Superiore di Polizia una riunione dell’Osservatorio nazionale delle manifestazioni sportive dedicata alla violenza e al razzismo che purtroppo, all’alba del 2019, ancora imperano negli stadi italiani. Naturalmente presente il presidente della Figc Gabriele Gravina, con lui c’erano il ministro dell’Interno Salvini, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport Giancarlo Giorgetti, il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, il Capo della Polizia Franco Gabrielli, il presidente dell’Osservatorio Daniela Stradiotto, il presidente del Coni Malagò più i vicepresidenti della Figc Sibilia e Micciché. A rappresentare la Serie B presente Balata, per la Lega Pro Ghireli mentre Tommasi e Ulivieri hanno partecipato in nome di calciatori e allenatori. Infine presenti anche i presidenti della Federazione Italiana Editori Giornali e dell’Ordine dei Giornalisti, Monti e Verna.

Tutti a discutere sugli argomenti caldi del momento: il codice etico dei club, la questione steward, migliorare gli impianti, rafforzare l’istituto Daspo, inasprire le sanzioni per chi commette illeciti e reati, rendere più semplice le modalità per fermare una partita in caso di cori discriminatori (un primo richiamo a gioco fermo con l’altoparlante e un successivo richiamo dei calciatori negli spogliatoi) e infine realizzare un servizio di Crowd Monitoring con l’intento di coinvolgere ambasciatori del tifo.

Al termine della giornata ha parlato Gravina in conferenza stampa: “È stato un incontro molto proficuo nel quale sono stati individuati percorsi comuni e specifici tra i responsabili dell’ordine pubblico e il mondo del calcio: l’obiettivo è soffocare i pochi violenti, valorizzando ed esaltando la condivisione con i veri tifosi – ha detto il Presidente della Figc – Il calcio è partecipazione e vogliamo sradicare tutti i fenomeni di violenza e di maleducazione a qualsiasi livello, sia dentro che fuori gli stadi. Ognuno deve fare la sua parte, pur sapendo che sarà un percorso a medio-lungo termine, e la Federazione sarà parte diligente in questo processo virtuoso che deve essere necessariamente di contrasto, ma anche di investimento nel futuro, con un’attenzione particolare all’educazione e alla cultura sportiva”.

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