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Addio Phil, il ricordo di Aliberti: “Fu vittima di razzismo, è grazie a lui che andammo in A”

Oggi, il calcio, è cambiato un po’. La mattina salernitana è stata scossa da una notizia che mai avremmo voluto leggere, sentire, conoscere. Phil Masinga, indimenticabile calciatore della Salernitana della stagione 96/97 è venuto a mancare, in silenzio. Una bruttissima malattia lo ha spento all’età di 49 anni e tutto il mondo del calcio è in lutto. In Italia Masinga ha dato il meglio di sé con il Bari in Serie A, poi con la sua Nazionale del Sudafrica ha vinto una Coppa d’Africa e ha partecipato al Mondiale di Francia ’98. Grande persona, grande calciatore e soprattutto uomo determinante nella storia della Salernitana. Perché “se non segna quel gol al Castel di Sangro noi retrocediamo e l’anno dopo non avremmo certamente vinto il campionato di Serie B”. Sliding doors della storia della Salernitana, perché il venerdì prima della fondamentale sfida al Castel Di Sangro Masinga era impegnato con la sua Nazionale a Wembley per una sfida all’Inghilterra. Il presidente Aliberti sapeva che il buon Phil non poteva mancare la domenica successiva e ha fatto di tutto per farlo tornare presto. E quindi: “Ho noleggiato un aereo per andare a Wembley, ho aspettato che finisse la partita e poi l’ho riportato a casa –  ricorda un commosso Aliberti ai nostri microfoni – Poi Varrella lo ha fatto entrare nel secondo tempo e lui ha segnato e ci ha salvato. La A di due anni dopo è nata con quel gol”.

Anche il presidente della Salernitana più importante della storia è rimasto sconvolto quando questa mattina ha appreso la tragica notizia: “Purtroppo da anni ci eravamo persi di vista, sapevo che era rientrato in Sudafrica. Non ero a conoscenza della malattia, quando ho saputo ho provato un forte dispiacere. Era una persona seria oltre che un bravo ragazzo e un grande calciatore”.

Ed è stato proprio Aliberti a scoprire il Masinga calciatore, nel lontano ’96: “Me lo segnalò Raffaele Novelli che insieme all’agente Peppe Viscido mi segnalò questo calciatore che all’epoca era assistito da Vinicio Fioranelli – racconta Aliberti – Giocava in Svizzera ma naturalmente la B italiana era di maggiore appeal nonostante quell’anno non navigassimo in buone acque. All’inizio non si ambientò bene, alcuni pseudo tifosi lo presero di mira e Masinga fu anche vittima di razzismo. Voleva anche andare via per questo ma non si perse d’animo, gli dispiaceva di non essere apprezzato. Poi esplose”.

Un campione dentro e fuori dal campo: “Una persona squisita. Ogni pomeriggio dopo l’allenamento veniva in sede, faceva lezione con la moglie per imparare l’italiano. Quando poi finiva il corso rimanevamo a chiacchierare. Rimase molto legato al territorio e amava tantissimo il calcio: nello spogliatoio era molto benvoluto, fece presto amicizia”.

Oltre al gol col Castel di Sangro anche il sigillo al Cesena e la doppietta al Brescia. Poi il trasferimento al Bari: “Carlo Regalia, persona seria e grande conoscitore di calcio, lo volle al Bari a tutti i costi. Parlai con Masinga e mi chiese il trasferimento, era molto attratto dalla Serie A. Mi fece piacere seguirlo gli anni successivi, ricordo un gol all’Inter bellissimo. Fece una grande carriera, se l’è meritata”.

3 Commenti

3 Commenti

  1. Michele

    13/01/2019 at 17:38

    Caro presidente a Salerno non sono pseudo tifosi ma semplicemente non capiscono poco o nulla di calcio…Vedi Masinga Artistico Molinaro Coda ecc ecc ecc…! Ovviamente parlo di una piccola parte ma comunque fastidiosa… Saluti.

  2. Pino Palumbo

    13/01/2019 at 18:57

    La partita con il Castel di Sangro avvenne l’anno precedente alla promozione in A.Anche se per pochi mesi ha dato tanto alla Salernitana. Contro la Inghilterra dove segno”Anche gioco’solo 20 ore prima della partita citata ma volle lo stesso scendere in campo.Una brava persona che ha amato Salerno.

  3. mai satellite della lazio

    13/01/2019 at 21:22

    R.I.P. Phil!!! Piccolo grande simbolo della SALERNITANA che fu, quando l’emozione di andare allo stadio era incontenibile.. e tu ce ne regalasti una meravigliosa.

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