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Balli promuove Micai: “Ha imparato a gestire l’ansia, Salernitana deve cambiare ritmo per i play-off”

Quella tra Salernitana ed Empoli è la partita di Daniele Balli per eccellenza. Toscano di nascita ma salernitano d’adozione, l’ex portiere ha vinto il campionato di Serie B in granata nel 1997/1998, prima ne aveva conquistate due – dalla Serie C alla Serie A- con l’Empoli di cui difenderà nuovamente i pali dal 2003 al 2008 centrando anche una storica promozione in Coppa Uefa. Venerdì osserverà con attenzione la sfida dell’Arechi ed in particolar modo la prestazione del collega Micai: “Un portiere sereno è mezza squadra. Alessandro Micai, zitto, zitto, sta regalando punti pesanti alla Salernitana. Adesso ha in mano le chiavi dello scrigno” ha dichiarato Balli in una intervista realizzata dal collega Pasquale Tallarino sulle colonne de Il Mattino. 

La Salernitana di Ventura convince Balli: “Gioca compatta e sta mostrando personalità. Ha ribaltato la Juve Stabia, ha vinto contro il Cittadella anche se non è più la stessa negli ultimi tempi, infine ha superato l’esame di Crotone. Ora è tempo che cambi passo, preparandosi ai playoff che necessitano di accelerazioni. La squadra ha perso Lombardi ma Djuric mi pare solido, Gondo può sostenerlo, Cicerelli e Kiyine hanno qualità. Da portiere “voto” Micai, perché Salerno non dà tregua ma lui ha imparato a gestire l’ansia, si è riscattato e con il tempo è migliorato. Vive in armonia con l’ambiente e tra i pali si vede. Occhio anche al vice Vannucchi, che ha saputo ritagliarsi un ruolo importante, quando è stato chiamato in causa. E’ portiere giovane ma già di personalità: dimostra di poter giocare in B e la vicinanza di Micai, che ha ritrovato lo standard di rendimento dei tempi del Bari, può affrettare l’esplosione”. Il punto debole dei granata: “La difesa statica, molto lenta in alcuni elementi. Potrebbe essere un vantaggio per l’Empoli, se gli esterni offensivi saranno in serata di grazia. L’allenatore Marino ha molte frecce al proprio arco, sia in campo che in panchina

Venerdì l’Arechi sarà ancora vuoto: “Non ho perso la speranza di rivedere gente negli stadi, nei playoff. Ricordo il giorno in cui venni a Salerno la prima volta, da avversario. Era l’anno prima del mio approdo a Salerno, l’Empoli fu poi promosso in A nel 1996/1997. Sfoderai una prestazione superlativa: rigore parato a Ciccio Artistico, poi gli chiusi lo specchio a tu per tu, sotto la curva Sud. Forse per questo mi presero”. Balli racconta così l’arrivo a Salerno: “Vuoi venire? Risposi “arrivo”, ma me la facevo addosso, lo stadio pieno incuteva timore. Salerno mi ha dato tanto e io tutto: con il cuore, con amore. Non ho mai smesso di tifare Salernitana e anche adesso, da ex calciatore, spero nella Serie A stabile, duratura, senza ascensore”. 

E a Salerno Balli ha messo radici: “Era gennaio, via Irno e il centro di Salerno divennero la culla del mio bimbo. Pioveva, tuonava e diventavo papà. Il giorno dopo, il nostro allenatore Delio Rossi mi disse che dovevo presentarmi all’allenamento sul campo dei monaci, a Saragnano. Gli dissi che il calcio, per un giorno, avrebbe potuto attendere. Eravamo forti e compatti, nonostante increspature del carattere e qualche dissidio. Quella squadra che vinse e volò in Serie A, peregrinava parecchio: il mercoledì c’era il rito di San Gregorio Magno, “rotolavamo” verso Sud e facevamo il pieno di entusiasmo”.

Tornando alla sfida in programma venerdì all’Arechi: “È uno scontro diretto e l’Empoli è attardato di tre punti. Spero per l’Empoli: anni bellissimi, la qualificazione storica in Coppa Uefa ed i preliminari con lo Zurigo ma non mi fecero giocare perché bisognava fare spazio ai giovani e giocò Bassi. Spero per la Salernitana: sarebbe un grande colpo battere i toscani, perché darebbe la certezza dei playoff. A furia di sperare “bipartisan”… non so che cosa sperare. In Serie A, allo stadio Arechi, finì in pareggio e conquistammo il primo punto che non si scorda mai, nonostante le paroline che mi dicevano Cappellini e gli ex compagni per farmi innervosire. Al ritorno vincemmo noi 3-2 espugnando lo stadio Castellani, che poi è di nuovo diventata casa mia”.

Il suo futuro: “Dopo tre anni da allenatore in seconda con la Berretti del Pontedera, cerco spazio nel calcio dei grandi. C’è un Balli che gioca a pallone. E’ mio figlio Christian: avrà una chance nei dilettanti. Ogni viaggio comincia un passettino per volta. Spero, invece, che la Salernitana faccia il definitivo passo da gigante, finalmente in Serie A”.

 

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