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Editoriale

Buon anno granata. Ecco il 2021 tra mercato e… “partiti”. Parola d’ordine: equilibrio

Finalmente è arrivata. È l’alba del nuovo anno. L’ottimismo contagioso (quello si, quello è l’unico contagio che oggi può davvero essere utile) impone che si possano definitivamente lasciare alle spalle le tragedie che hanno caratterizzato gli ultimi 12 mesi.
Sul fronte sportivo, i supporter granata hanno potuto brindare al 2021 dalla carrozza principesca dei primi della classe (sebbene in condominio con l’Empoli). E, per rimanere in tema di sogni che si stanno piacevolmente materializzando, la carrozza granata – allo scoccare della mezzanotte – non è tornata ad essere la zucca di Cenerentola. E la Salernitana a Monza ha perso soltanto la scarpetta, ma la favola può ancora essere raccontata. La classifica parla chiaro. I 31 punti in 16 giornate di campionato (prima ancora della leadership, che fa sempre piacere intendiamoci) non sono e non possono essere solo frutto del caso. Sono la farina del sacco di quegli stessi giocatori che a Monza sono sembrati degli autentici brocchi (impacciati e impauriti al cospetto di una supersquadra guidata da… Brocchi) e che a Venezia – solo quattro giorni prima – sono apparsi dei fieri purosangue capaci di cavalcare sulle gondole con la criniera al vento. In Brianza, poco dopo il triplice fischio finale, ha ripreso prepotentemente quota il partito dell’era già tutto scritto; del “ci vogliono cinque giocatori” e del “non vogliono/possono andare in serie A”. Probabilmente, in larga parte, si tratta delle stesse persone che in Laguna, poche ore prima, avevano opinioni ben diverse. Equilibrio!
Questo è quello che personalmente auguro ed auspico per tutto l’ambiente. Equilibrio, ma anche attenzione. È giusto infatti rimanere vigili su quanto sta accadendo e potrà ruotare intorno al mondo Salernitana. È indispensabile che la proprietà manifesti l’intenzione di voler proseguire sulla scia di un campionato da protagonista con i fatti. E potrà dimostrarlo subito. Con il mercato di gennaio che apre i battenti tra pochi giorni e che dirà tanto in tal senso. Ma è anche giusto accendere i riflettori su altro. Sembra infatti che la capolista granata quasi dia fastidio. A tanti. A chi non se l’aspettava e a chi, forse, probabilmente auspicava ben altro, cullando i sempreverdi interessi personali o di bottega (da… lustrascarpe). Occhio dunque agli avversari ed alle sottili manovre politiche che tendono a minare la leadership: sembra quasi diventato un nuovo sport chiamare in causa l’ippocampo anche per parlare del buco dell’ozono (da Galliani e Stirpe, passando per i vari diesse Tosi e Trinchera, la lista sarebbe lunga). Occhio ai nemici vicini e lontani, ma anche al fuoco… amico. Per non parlare della demagogia, un altro virus per il quale non esiste vaccino.
Intendiamoci, nell’immenso universo granata ci sono e ci saranno punti di vista diversi. Com’è giusto che sia. Guai se così non fosse. C’è chi dirà che la squadra è partita con un aereo griffato Lazio, chi se ne infischia del vettore e pensa ai… fattori (imponderabili), chi guarda solo alla classifica da inguaribile sognatore, chi preferisce aggrovigliarsi la mente e rovinarsi la bile vedendo sempre il bicchiere mezzo vuoto. Sarebbe bello immaginare che siano sempre e comunque le facce di una stessa medaglia. Ognuno che la vede a suo modo. Ognuno che tifa per come si sente e ognuno che sente il suo esser tifoso a modo… suo. Non sempre è così purtroppo. Guai a speculare sulla passione. È a dir poco misero registrare che c’è chi dia fiato alle… trombe, alzando o abbassando i toni della polemica (o dell’enfasi), a seconda dei risultati che arrivano o non arrivano in casa granata. Equilibrio.
Per fortuna, anzi no, per bravura, potrebbe essere proprio la squadra – continuando su questa strada – ad ottenere (forse) quell’unità d’intenti sempre troppo sbandierata e mai effettivamente applicata nell’ambiente Salernitana. Ma anche questa non è una novità. Certo, questo significa che la truppa di Castori è obbligata a vincere. Sempre e comunque. Ma anche questo potrebbe non bastare. Non è escluso infatti che anche in quel caso il Solone di turno avrebbe l’ardire di argomentare “si è vinto perché hanno deciso di andare via”. Eppure poco tempo prima si era iscritto al partito opposto. Tant’è.
È stato un anno difficile, inutile ribadirlo. In chiave calcistica, i tifosi sono tuttora costretti a stare lontani dai gradoni. In casa granata, se ne è andata più di una vecchia gloria: Lucio Lambiase, Gennaro Olivieri, Matteo Porpora, Pierluigi Consonni, Gunther Mair, Oliviero Visentin, il grande Pierino Prati. L’augurio per il 2021 è che sia tutto meno triste. Anzi, che sia la Salernitana a vincere. A prescindere dal partito di turno e dagli iscritti… pronti a cambiare tessera a seconda delle circostanze. Buon anno granata.

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