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Calaiò a DAZN: “Non potevo smettere con una squalifica. Voglio fare qualcosa di straordinario con la Salernitana”

La Salernitana non scenderà in campo nel week-end a causa del turno di riposo obbligatorio in quanto il campionato cadetto è formato da 19 squadre. Dazn, la piattaforma di streaming online che si è aggiudicata i diritti televisivi della B, ha avuto modo di intervistare Emanuele Calaiò, uno dei quattro acquisti di gennaio in casa granata.

Nel consueto appuntamento rivolto a scoprire i giocatori delle squadre che “riposano”, registrato circa due settimane fa a Salerno, è toccato rispondere all’esperto attaccante siciliano. Una delle prime curiosità chieste è legata all’esultanza dell’ex Parma, il cui soprannome è l’arciere: “Ricordano tutti il soprannome, meno il mio nome (ride), vuol dire che qualcosa di buono ho fatto. Come si effettua l’esultanza? Bisogna inginocchiarsi e lanciare la “freccia”. Eravamo a casa mia a Napoli con amici, stavamo cercando di trovare un’esultanza nuova, diversa da tutti gli altri attaccanti. In quel momento è nata l’idea di scoccare una freccia ai tifosi: se loro ti imitano significa che li hai colpiti e li hai fatti emozionare come accade a me quando segno”.

Squalificato per cinque mesi, l’attaccante ha vissuto attimi davvero difficili, al punto di pensare al ritiro: “Sono stati cinque mesi difficilissimi, soprattutto quando pensi di non aver ucciso nessuno. E’ stata un’ingenuità, ma non ho fatto nulla di male: al primo grado presi quattro anni, poi due; sono stato sbattuto in prima pagina per mesi. Nemmeno un killer meritava di ricevere questo trattamento. Essere etichettato come uno che voleva combinare una partita è stato veramente ridicolo. Ci sono stati momenti brutti in cui ho pensato di smettere. Ma non potevo finire la mia carriera così. Con il Parma siamo rimasti in ottimi rapporti: volevo ringraziarli perché mi sono stati vicini e mi hanno sostenuto nella battaglia legale”.

Ed ecco la possibilità di vestire il granata: “Avevo voglia di una piazza del Sud, una piazza calda che ti dà responsabilità. Salerno mi è capitata a pennello. Il mio obiettivo attuale e futuro è quello di arrivare a 200 reti in carriera con questa maglia. Curiosità tatuaggio al braccio? Sì (e mostra il braccio), ho tatuato le date con le bandiere delle squadre dei campionati che ho vinto: Torino 2000/2001; Pescara 2002/2003; Napoli (due) 2005-2006 e 2006-2007; Siena con Antonio Conte 2010-2011 e Parma (due) 2016-2017 e 2017-2018. Un po’ di spazio l’ho lasciato, speriamo di realizzare qualcosa in questa piazza così calda: voglio fare qualcosa di straordinario”.

Sul goal più bello, Calaiò non ha dubbi: “Una rovesciata in un Catania – Varese in cui vincemmo 2-1”

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