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Castori ottimista: “Buona gara contro avversario agguerrito, Tutino non si aspettava il cambio”

Fabrizio Castori resta ottimista dopo la prova di Vicenza. Il tecnico di Tolentino ha accolto di buon grado la prova offerta dalla sua squadra al “Menti” dove Djuric aveva portato in vantaggio i granata trasformando un rigore prima del gol del definitivo 1-1 siglato da Rigoni. “Abbiamo fatto una buona gara, era una partita difficile contro un avversario agguerrito” ha esordito Castori nella conferenza stampa via Zoom.

“C’è stato tanto ritmo, siamo andati subito al 4 contro 4 in attacco, con grandi capovolgimenti di fronte e molto veloci. Abbiamo sbagliato qualche rifinitura, si poteva andare alla conclusione in modo più pulito, dopo due giorni abbiamo messo alti contenuti di ritmo e agonistici, ho visto la squadra che sta andando in forma, vincere a Vicenza non è facile e bisogna accettare il risultato. A volte quando si corre molto si perde un po’ di lucidità”.

C’è preoccupazione per l’infortunio occorso nel primo tempo a Cristiano Lombardi: “A caldo facciamo fatica a stabilire l’entità, si tratta di un problema muscolare, domani sarà valutato più approfonditamente. Stava acquisendo una condizione fisica migliore, perché se non gioca mai non prende mai la condizione. Avrei voluto fargli fare sessanta minuti, purtroppo c’è stato questo contrattempo. Speriamo non sia nulla di grave”.

Tornando alla partita, Castori ha dichiarato di aver visto una squadra “molto compatta, tosta, difficile da superare. Siamo stati bravi ad andare in vantaggio, potevamo raddoppiare, peccato per il pareggio del Vicenza, abbiamo subito gol su un episodio su palla inattiva che esula dall’aspetto tattico. Rigoni ha fatto il blocco su Casasola e l’ha fregato, ci può stare, eravamo posizionati. Sono contento di come la squadra abbia tenuto il campo”.

Castori dunque torna a casa dal Menti con soddisfazione: “Non sono due punti persi ma un pareggio contro una squadra tonica e pericolosa che ha fatto una partita ad alto ritmo. Nel secondo tempo siamo stati meno pericolosi perché abbiamo fatto qualche errore di troppo in rifinitura. Non abbiamo mai concesso nulla in campo aperto al Vicenza. Il pareggio va considerato perché si è fatto una prestazione importante, continuiamo a migliorare”. 

Le scelte di formazione: “Casasola spinge di più perché ha le caratteristiche, davanti a lui mettiamo un esterno di equilibrio che va a compensare con una coppia elastica, davanti a Lopez che garantisce più copertura c’è un esterno più di squilibrio come Lombardi o Cicerelli. Cice è l’unico che ho sempre utilizzato da quando abbiamo iniziato il ritiro, non l’ho mai cambiato, necessitava di rifiatare un po’. Anche fare un tempo in meno gli avrebbe fatto bene. Mi ha detto “mi si è indurito il polpaccio”, è entrato a freddo, ma poi si è scaldato”.

Capitolo attaccanti: “Gondo domani (oggi, nda) dovrebbe fare un’ulteriore verifica, purtroppo il dottore mi dice che secondo lui non c’è da considerarlo per sabato. Djuric ha tenuto bene, in notturna ero sicuro che l’avremmo tenuta, ora dovremo essere bravi a valutare, è la terza che crea qualche pensiero e dovremo essere bravi a valutare le condizioni dei giocatori. L’ingresso di Giannetti? Quando si è in partite come questa in cui vengono a saltare in tanti in area di rigore si fa fatica a togliere Djuric, nel finale il risultato balla soprattutto sulle palle inattive. Ho messo anche Veseli per recuperare un po’ di equilibrio con un altro marcatore dietro, Milan era cotto e andava un po’ rinfrescato il reparto offensivo”.

Poi un chiarimento sulla sostituzione di Tutino: “Non si aspettava di uscire, è finita lì. Aveva appena guadagnato una punizione ma avevo già deciso di mettere un giocatore fresco da collante perché ci stavamo spaccando troppo. In quei momenti se ti disunisci rischi di perdere. Ho ritenuto Anderson più di trait d’union”.

Infine un passaggio sugli ultimi sviluppi dell’emergenza Covid: “La preoccupazione c’è, cerchiamo di essere attenti nella gestione del nostro quotidiano, ci raccomandiamo di non fare frequentazioni pericolose e di gestire bene perché se si dovesse fermare di nuovo, sarebbe una tristezza. Dico ai ragazzi di stare attenti. Il rigorista? È uno tra Djuric e Tutino, preferisco far tirare agli attaccanti perché se fanno gol sono sempre carichi e acquisiscono fiducia, sempre che li sappiano tirare”.

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