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Castori scaccia i fantasmi: “Fidatevi, ci salviamo! Ribéry titolare, felice di Gondo perché…”

Fabrizio Castori trasmette grinta già dalla conferenza pre Atalanta. Il trainer vuole il riscatto, dopo tre ko di fila, e ha ben chiaro l’obiettivo da raggiungere, ovvero la salvezza. La reazione della squadra però deve arrivare fulminea.

Scossa immediata

“Ho fatto le mie riflessioni, rivedo le partite, ho notato che ci sono problemi, abbiamo cercato di lavorarci, spetta a me risolverli, se ce ne sono tanti fai fatica a risolverli tutti, partendo piano piano si fanno passi avanti – dice Castori -. L’assetto può contare ma non è tutto, ciò che conta è l’atteggiamento, bisogna avere la giusta attenzione e i requisiti fondamentali per poter far funzionare un modulo. I panni sporchi si lavano in casa, come in ogni buona famiglia, non metto in piazza i problemi. La prima partita l’abbiamo fatta benissimo, le altre due le abbiamo perse contro squadre forti ma il 4-0 di Torino ci umilia: non mi nascondo mai, come ho detto a fine partita non dovevamo beccare 4 gol e questo non va bene, ho analizzato gli aspetti da correggere con la squadra”. Squadra che ha lavorato bene a caccia della riscossa: “I ragazzi si allenano benissimo, l’umore è passeggero, non è una cosa che dura: è un flash, come una macchina fotografica che scatta una foto, è mutevole e non può condizionare una prestazione. Con tutto il rispetto per il generale, sappiamo anche noi che ci vuole un cambio, anche i miei nipotini lo capiscono che bisogna cambiare atteggiamento, cercheremo di correre ai ripari quanto prima. Siamo intervenuti su alcuni aspetti, speriamo di vedere qualche miglioramento già domani al cospetto di una formazione oggettivamente molto forte”.

Missione salvezza

Dopo tre ko in tre partite e ben undici reti subite, sono già partiti i processi per Castori e i suoi ragazzi, dati già per spacciati. Il tecnico non è assolutamente d’accordo: Ai tifosi dico che noi ci salviamo. In tanti mi fermano per strada e mi chiedono, non mi piace vantarmi. Ricevo tante testimonianze di affetto, esortazione a tirare dritto, ripagherò la fiducia. La visita di Marchetti in settimana? È stata utile, ha mostrato vicinanza a tutti e ci ha fatto piacere. So da me che bisogna fare risultati, sono grande e vaccinato. Dobbiamo salvarci e ci salveremo, fidatevi. Non ho mai visto nessuno vincere un campionato o retrocedere dopo 3 partite. A me di retrocedere non passa neanche per l’anticamera del cervello: miglioreremo, su una cosa bisogna metterci le mani sul fuoco, ovvero la fiducia che ho nei confronti della squadra e dei ragazzi, arriveremo sicuramente in fondo”.

L’ avversario e le scelte

Domani a Salerno arriva un’altra big dopo la Roma. L’Atalanta di Gasperini è una delle squadre italiane che esprime il miglior gioco, i nerazzurri sono reduci dall’impegno europeo col Villareal (pareggiato 2-2) e vogliono riscattare il ko di campionato contro la Fiorentina:  “L’Atalanta si affronta a ritmo alto, concentrati. È squadra forte fisicamente e ha qualità, di sicuro bisogna migliorare, non si può concedere nulla – avverte Castori -. Sono giocatori abituati a tour de force e viaggi, ci sono calciatori che giocano in nazionale, non credo che abbiano stress. Magari alla lunga potrebbe essere un vantaggio per noi, l’importante è che noi siamo in condizione di giocare a ritmo alto”. Nella Salernitana potrebbe essere scoccata l’ora di Franck Ribéry: “Ribéry dal primo minuto? Potrebbe essere; un giocatore quando arriva e non è pronto bisogna dargli tempo di entrare in condizione, a Torino ha fatto mezz’ora, domani potrebbe fare di più, solo così gradualmente può arrivare alla migliore condizione possibile. I cambiamenti possono essere fruttuosi, ma non è solo la tattica la risposta: se funziona la testa e la squadra nel suo complesso fa le cose che deve fare, allora ogni modulo funziona. Quando qualche ingranaggio non rende, tocchi il rendimento di tutti. Il processo è naturale, la rosa è stata completata la scorsa settimana. Il campo deve amalgamare la squadra e portarla al miglior rendimento, nessuno ha la bacchetta magica e può pretendere che in un campionato difficile ci si possa subito esprimersi al massimo. Queste difficoltà non sono una novità, me le aspettavo. Ci vuole il tempo giusto per poter migliorare l’affiatamento. Kastanos? Sta entrando in condizione, ho notato un miglioramento, è arrivato con uno stato di forma precario. Per me la corsa è dote imprescindibile, con me se non corri non giochi. È un dogma per me. Ora ne sto apprezzando serietà e qualità, prima o poi verrà il suo turno”. Il tecnico marchigiano si sofferma anche sull’infermeria: “L’infortunio di Capezzi non è così grave da metterlo fuori causa per tanto tempo, la prima diagnosi non è pessimistica, speriamo si riprenda il prima possibile. Abbiamo fiducia nei mezzi che abbiamo per poter risalire la china. L’assenza di Ruggeri? Dispiace, era uno dei più in forma, stava sorprendendo tutti gli addetti ai lavori. Adesso è il tempo di Ranieri o Jaroszynski, che è reduce da un infortunio, valuterò domani all’ultimo se sarà disponibile o meno. Ranieri avrà l’opportunità di dimostrare il suo valore, il calcio è fatto così: le assenze di qualcuno danno chances ad altri. Veseli? Ha ripreso ed è un buon segno, ci vuole ancora un po’ di tempo, spero di convocarlo per mercoledì anche se la migliore condizione è lontana”.

Il mercato

Castori parla anche di mercato. Oggi, dopo l’ok federale, è arrivato il tesseramento di Gondo, elemento che l’allenatore apprezza. Scartata quindi l’ipotesi di un innesto a centrocampo dagli svincolati: “Gondo si completa con tutti gli attaccanti, sono contentissimo, ha caratteristiche diverse da altri attaccanti, sarà preziosissimo. Lo avevamo già l’anno scorso, ha corsa, risorse fisiche, conosce i nostri tempi di gioco. E’ un ragazzo splendido e sono molto contento di averlo. Quando abbiamo fatto scelta di prendere un fantasista come Ribéry è stata una scelta coerente con i discorsi fatti quando abbiamo impostato la campagna acquisti. Tutto è migliorabile, opinabile, suscettibile di modifiche, ma stiamo attenti a dare giudizi prematuri. Sono nel calcio da una vita, non mi sono mai aspettato che i giocatori potessero essere al massimo subito, le mie squadre vengono fuori nel girone di ritorno. Mi faccio scivolare le cose addosso, tiro dritto per la mia strada, sono convinto del lavoro che faccio con i miei ragazzi. È prematuro dire manca questo o quello, sono affermazioni pretestuose, aspettiamo di vedere come andranno i giocatori. Abbiamo preso il fantasista che mancava. Andare a toccare un argomento prima che il campo abbia espresso il suo giudizio insindacabile secondo me è sbagliato. Viola? Non abbiamo mai fatto il suo nome, l’ho letto tutti i giorni sui giornali ma all’inizio ho espresso il mio parere con tutta la stima che ho per il ragazzo che ho avuto anche piacere di conoscere. Se uno prende una linea deve proseguire. Sono tanti i giocatori che abbiamo trattato e non preso, ma ce ne sono altri che possiamo tirare in ballo”.

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