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Cerci-Heurtaux, una leadership tecnica mai sbocciata: sono loro la grande delusione della stagione

Salerno è stata la scelta calcistica per togliersi la ruggine di dosso e ritornare ai livelli di un tempo. Rispettivamente il 7 agosto e il 2 settembre dello scorso anno Alessio Cerci e Thomas Heurtaux si legavano contrattualmente alla Salernitana dopo la burrascosa esperienza con i turchi dell’Ankaragucu. L’esterno e il difensore dovevano essere le punte di diamante della rosa, la guida per i più giovani, il surplus tecnico e di esperienza per un campionato di vertice, forti anche della loro voglia di rivalsa. Non è andato tutto però secondo i piani, rivelandosi un’errata scelta dirigenziale. Fin dall’inizio sono stati accompagnati dai dubbi sulle loro condizioni fisiche, con l’auspicio che avrebbero fatto presto la differenza, caricandosi la squadra sulle spalle.

Cerci ha assaporato il campo quasi subito, alla terza giornata nel derby casalingo col Benevento; quattro presenze nelle prime nove giornate, poi lo stop. Cinque mesi, da ottobre a febbraio, senza scendere in campo, i mugugni dei tifosi e nel frattempo Ventura lo aspettava e provava a fargli da scudo. A gennaio il classe ’87 e la società sono andati ad un passo dalla separazione, a causa di un referto medico postato dall’attaccante su Instagram, salvo poi ricomporre la frattura e proseguire insieme. Tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo qualche segno di risveglio, con due prestazioni positive a Frosinone e in casa col Venezia. La pandemia purtroppo ha bloccato Cerci sul più bello. Il suo contratto prevedeva un opzione di rinnovo che la Salernitana non eserciterà, la firma dell’appendice ha solo allungato la sua agonia. Dalla ripresa in poi il calciatore romano non ha più alzato l’asticella, anche il suo padre calcistico Ventura ha dovuto svelare le sue difficoltà fisiche. Sono 331′ totali racimolati in una stagione conclusasi venerdì scorso contro lo Spezia con l’ultima solitaria camminata a fine partita sul manto erboso dell’Arechi.

Il green di Via Allende lo ha calpestato per appena 327′ l’amico Heurtaux. Problemi burocratici e soprattutto muscolari hanno frenato il centrale francese per ben quattro mesi. Qualche test con la Primavera, poi la prima fugace (appena 60”) apparizione dell’ex Udinese è arrivata a Pescara il 19 gennaio, all’inizio del girone di ritorno; da lì in poi anche lui si è visto ad intermittenza. 90′ minuti nell’ultima partita pre lockdown a Perugia, poi è sceso in campo con Juve Stabia, Ascoli, Cittadella e Pordenone alla ripresa, alternando cose buone e cose meno buone. Due mesi fa la dirigenza sembrava intenzionata a proporgli il rinnovo, alla fine è arrivato l’inevitabile e sensato passo indietro.

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