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Cessione granata, quelle strade che (ri)portano a Roma: “Non chiediamo cifre fuori mercato”

Ancora un faccia a faccia, ancora petali della margherita che volano. Ma la cessione della Salernitana si concretizzerà certamente entro la scadenza del 25 giugno. Il pericolo della mancata iscrizione della squadra al prossimo campionato non è da considerare, sebbene il ritardo accumulato (è passato più di un mese dalla fine del campionato) abbia dato origine a un po’ di apprensione inevitabile nella piazza.

Più interlocutori per la cessione

Ci sarebbe più di un interlocutore a discutere in questi giorni con Claudio Lotito e Marco Mezzaroma, che ieri hanno fatto il punto della situazione, cercando di imprimere l’accelerata necessaria al passaggio delle quote in mano a un nuovo imprenditore (o gruppo imprenditoriale) romano. Insomma, ben conosciuto dai due co-patron. È questa la strada più gettonata, con i discorsi maggiormente avanzati e che trova riscontri effettivi nella difficile jungla del momento, con l’impenetrabilità degli interessati e la ridda di fantasiose ipotesi che trovano libertà soprattutto nel mare magnum di internet. La cessione del 100% del pacchetto azionario sembra la soluzione più plausibile, ma tutto dipenderà dalle cifre che saranno investite da chi subentrerà: la richiesta è di 80 milioni, l’offerta è poco più della metà ed è ritenuta fuori mercato. La stima è sui 60 milioni e la sensazione è che proprio a metà strada si possa trovare un’intesa. Se ciò non dovesse accadere e, dunque, l’offerta massima si fermasse a cifre più basse, la cessione sarebbe soltanto di una percentuale di ampia maggioranza e Mezzaroma resterebbe con quote minoritarie, senza operare controllo, né influenza dominante sulle decisioni societarie.

“Lavoriamo giorno e notte”

La scrematura della banca d’affari (e non solo) è stata abbondantemente fatta, alcune verifiche pure sui reali interessati. È sullo sfondo, ma sembra non essere tramontata del tutto l’ipotesi di fondi di investimento con sede all’estero. Potrebbe essere un’ancora di salvataggio nel caso in cui qualcosa andasse storto. Più del trust paventato da alcuni? Assolutamente sì: quest’ultima è un’ipotesi che alla Figc non piace, come già ribadito più volte. Stiamo lavorando giorno e notte per vendere la Salernitana. Delle offerte non faccio menzione, sono vincolato dal segreto e le misuro quando sono depositate dal notaio. – ha detto Lotito sulle colonne del quotidiano Il Mattino Parliamo di una società senza debiti. Non chiediamo cifre fuori mercato. Ai tifosi dico di stare tranquilli perché stiamo facendo tutto il possibile ed anche di più. È un problema di tempo. In caso di malaugurata mancata vendita? Saranno gli avvocati a trovare la soluzione”. 

La grana assemblea

Per Lotito ieri è stata la solita giornata movimentata. In mattinata ha dapprima trovato il tempo di ritirare un premio al Salone d’Onore del Coni, dove ha incontrato – fra gli altri – il numero uno dello sport italiano, Giovanni Malagò, ma anche Zdenek Zeman e Marco Tardelli. Poi, sorridente, ha timbrato la presenza virtuale in assemblea di Serie A. Si è svolta in videoconferenza, c’erano pochi (e non divisivi) temi. Non ha minimamente affrontato il discorso multiproprietà: dal presidente Dal Pino avrebbe avuto le stesse – piccate – repliche di lunedì. Non c’è ancora la data della prossima riunione, presumibilmente tra decina di giorni e sicuramente prima della deadline del 25 giugno: sono rimasti in sospeso lo spezzatino e la nomina del consigliere federale indipendente. La sensazione è che anche per questo motivo l’esperto manager stia cercando di velocizzare ulteriormente le operazioni di cambio ai vertici della Salernitana. Che continuerà a non essere invitata alle assemblee, finché non metterà a posto la situazione. Il club granata ha bisogno di presenziare e votare ai prossimi appuntamenti, importanti dal punto di vista politico e non solo. Lotito lo sa, conosce le alternative che ha dinanzi sé, è imprenditore scaltro – con Mezzaroma – e non lascerà scendere l’ultimo granello di sabbia dalla clessidra senza aver chiuso la faccenda con la Salernitana in A.

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