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Cinque anni fa lo scatto decisivo verso la B, Moro: “A Pagani fu durissima, giocammo da grande squadra”

Tocca scavare nell’album dei ricordi per provare a parlare di calcio giocato. Era il campionato di Lega Pro girone C e la Salernitana il 1 aprile 2015, cinque anni orsono, iniziava a intravedere la luce in fondo al tunnel verso l’agognato ritorno in cadetteria, dopo la ripartenza dalla D. Un campionato punto a punto col Benevento che vide il sorpasso in testa alla classifica ai giallorossi nello scontro diretto dell’Arechi del 7 marzo 2015 (primo ko esterno della stagione per la squadra di Brini), con i ragazzi di Menichini che vinsero 2-0 grazie alle reti di Gabionetta e Calil. Le successive cinque giornate furono caratterizzate da allunghi e avvicinamenti in classifica, alla 33^ i granata espugnarono il Torre di Pagani 0-1, piazzando il più cinque decisivo in classifica, grazie alla sconfitta del Benevento a Lecce. Fu l’autorete di Moracci, su un cross basso dalla sinistra di Franco, a battere l’estremo difensore azzurrostellato Casadei. La matematica della promozione in B sarebbe arrivata tre giornate più tardi. Quel giorno a Pagani a comporre il centrocampo granata, insieme a Favasuli e Bovo, c’era Davide Moro: “Quel campionato si giocava sull’equilibrio mentale, fu estenuante il testa a testa col Benevento. Non c’era un attimo di respiro, bisognava vincere sempre e non abbiamo mai mollato. Eravamo due squadre forti e attrezzate per la B, le aspettative erano alte. Fu una partita decisiva e durissima, non riuscivamo a segnare. Provammo a giocare, ma il campo di Pagani era pessimo e ci penalizzava nel far possesso palla. Non eravamo abituati a giocare sporco, però ci adattammo da grande squadra alle difficoltà. Ci arrivò il risultato da Lecce, perché avevamo giocato prima, e la gioia fu tantissima, l’autogol di Moracci ci diede una grande mano. Poi qualche giornata dopo festeggiammo con la vittoria sul Barletta e il contemporaneo pareggio casalingo del Benevento col Messina”.

Il classe ’82 torna al presente, analizzando la situazione relativa al Coronavirus: “Stiamo dietro ai numeri, ai contagi. Non sappiamo però quanti sono poi quelli asintomatici. Se dovesse avvenire, la ripresa dovrà essere a porte chiuse e tra un mese e mezzo, con staff e tutti i giocatori sottoposti a tampone e non affetti. Serve un contorno di totale di sicurezza, ci stiamo impegnando tanto e basterebbe poco per compromettere la situazione. Per tornare alla totale normalità credo si dovrà aspettare fino a fine anno e quindi il prossimo campionato”. Da ex calciatore Moro spiega come il contesto da vivere non sia facile per gli atleti, sia dal punti di vista mentale che fisico: “E’ una situazione unica per i giocatori che devono provare quanto più possibile a mantenere la forma. Poi chi sarà più forte mentalmente, quando si tornerà in campo, vincerà le partite. E’ un periodo destabilizzante, stressante, i giocatori sono persone normali, preoccupate anche loro per i propri cari. Sarebbero da giustificare se, al rientro, dovessimo vedere partite brutte, risultati sorprendenti, o magari dovesse capitare qualche infortunio. Certo è che dopo un mesetto i calciatori possono rientrare in forma, ma l’impatto non sarà semplice”. L’ex empolese prova a soffermarsi anche sul calcio giocato, dando credito alla Salernitana verso la corsa alla promozione in Serie A, passando per la porta di servizio dei playoff: “La Salernitana ha tutte le carte in regola per centrare i playoff e per giocarseli al meglio con qualsiasi avversario. Gli spareggi saranno una lotteria, anche le squadre meno accreditate possono dire la loro, e ci saranno il fattore nervoso e il fattore campo da non sottovalutare. Se si dovesse giocare a porte aperte, ma ne dubito, l’Arechi sarà il dodicesimo uomo in campo. Data la totale emergenza però, credo che purtroppo non saranno dei playoff normali, come quelli degli anni scorsi”.

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