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Covid e nuova stagione: cambia protocollo, in ritiro tamponi facoltativi per chi ha green pass

La Figc ha pubblicato oggi il nuovo protocollo anti-Covid per il calcio professionistico, che sarà valido fin dal ritiro precampionato, compresi allenamenti e amichevoli.

Tra le altre cose, la Federcalcio fa sapere che “al fine di preservare i gruppi squadra e garantire continuità e regolarità del calendario sportivo, i contatti dovranno essere limitati a quanto strettamente necessario allo svolgimento dell’attività sportiva” prevedendo gli stessi programmi di “testing”, leggasi ciclo di tamponi, per i vari soggetti esterni che in qualche modo dovessero entrare in contatto col gruppo squadra (ad esempio giornalisti, tecnici, e tutti coloro che avranno il permesso di operare nel recinto di gioco e negli spogliatoi durante una partita). Si punterà a dotare i componenti del gruppo squadra dell’ormai famoso green pass. Indicativamente 48-72 ore prima dell’inizio degli allenamenti, ognuno dovrà sottoporsi a un’anamnesi accurata che dividerà i soggetti in guariti, vaccinati e suscettibili al contagio, alla visita medica, al test sierologico e poi ovviamente al tampone molecolare (o antigenico rapido a immunofluorescenza). La supervisione spetterà ovviamente al responsabile sanitario della singola società, per la Salernitana il dottor Epifano D’Arrigo (foto in alto).

Le novità sui test dei giocatori

Dal giorno della ripresa degli allenamenti e fino alla partenza delle competizioni ufficiali, i test sierologici dovranno essere ripetuti a cadenza mensile per i “suscettibili”, mentre resteranno facoltativi per gli altri. Invece i tamponi dovranno essere fatti ogni 6-7-8 giorni obbligatoriamente per i soggetti “suscettibili” e per chi non ha ancora completato il ciclo vaccinale, mentre saranno facoltativi per i vaccinati completamente (fino al nono mese dal completamento) e per i guariti da non più di sei mesi. Nel caso di partite ufficiali – esempio, la Coppa Italia – che si disputeranno prima dell’aggiornamento del protocollo diramato oggi, resterà ferma la vecchia regola, quella del tampone obbligatorio per tutti entro le 48 ore precedenti al calcio d’inizio. Per le amichevoli precampionato, invece, tamponi rapidi obbligatori nei due giorni precedenti solo per i suscettibili del gruppo squadra, compresi arbitri e anche giocatori avversari di eventuali compagini dilettantistiche sparring partner, che dovranno dunque adeguarsi al livello di “testing” dei professionisti nel prepartita.

La logistica

Addio ai pullman doppi in caso di trasferte (ma restano “da evitare” le soste nelle aree di servizio e le carrozze esclusive in caso di viaggi in treno) e di stanze singole nei ritiri. Fino allo scorso campionato era obbligatorio, stavolta – soprattutto per i soggetti vaccinati – sarà possibile tornare alle camere doppie o triple. Una decisa agevolazione in vista dell’inizio del romitaggio estivo. Fino ad eventuale nuovo protocollo, escluso il numero degli spettatori che potrebbero essere consentiti nel prossimo torneo, saranno ammesse negli stadi di Serie A fino a un massimo di 600 persone per finalità logistiche organizzative, dai giocatori ai giornalisti, passando per sponsor, operatori e tecnici. Tale numero sarà incrementabile solo per le forze dell’ordine e in presenza di specifiche autorizzazioni e criticità da risolvere.

Tornano ingressi congiunti e conferenze in presenza?

In occasione delle partite ufficiali, resterà l’obbligo di arrivo delle due squadre in momenti differenti, ma in alcuni impianti (quelli che lo consentiranno dal punto di vista della larghezza degli spazi) sarà ripristinato l’ingresso sul terreno di gioco delle due squadre in maniera congiunta. Rientro scaglionato, invece, all’intervallo e a fine gara. Resta il divieto dell’accompagnamento di bambini mano nella mano. Per dialogare con gli arbitri, i calciatori dovranno rispettare il metro e mezzo di distanza sociale. Niente mascotte, niente strette di mano e foto di gruppo scattata solo dal fotografo ufficiale. Via le mascherine in panchina: dovranno indossarle solo gli operatori medici. Potrebbero tornare le conferenze stampa in presenza, a patto che le misure di sanificazione e distanziamento vengano rispettati in base anche alla capienza delle sale stampa.

La presenza dei tifosi

La speranza è quella di riaprire l’Arechi. L’ultima gara con pubblico presente è ormai datata 3 marzo 2020 (Salernitana-Venezia 2-0). Se i tifosi tornassero in via Allende, ci sarebbero ovviamente delle novità rispetto al passato. In primis la prenotazione e l’assegnazione di un posto a sedere e specifico (a distanza di almeno un metro l’uno dall’altro) con modalità di vendita dei biglietti preferibilmente digitale. Ci sarà obbligo di misurazione della temperatura all’ingresso e di tenere la mascherina per tutta la durata dell’evento. In zona bianca o gialla, gli spettatori non dovranno avere nessun certificato o tampone negativo per accedere allo stadio nelle manifestazioni con il 25% della capienza o con non più di 1000 spettatori. Potrebbe essere il caso, ad esempio, delle amichevoli precampionato dei granata. Per capienze più grandi, servirà invece il green pass.

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