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Curiosità: Alessandria riscrive destino, 10 anni dopo si gioca la B contro Mandorlini

Dieci anni dopo c’è di nuovo Andrea Mandorlini alla guida di una squadra in finale playoff di Serie C. Nel 2011 era al Verona che superò l’ultima Salernitana di Antonio Lombardi, oggi il Padova, che si giocherà l’accesso in cadetteria con l’Alessandria (gara di andata oggi alle 18 all’Euganeo e ritorno giovedì in Piemonte). Mandorlini, dopo aver visto sfumare la promozione diretta con il Perugia per la differenza reti, ha eliminato Renate ed Avellino prima di approdare in finale.

E anche per l’Alessandria si tratta di un appuntamento con i playoff a 10 anni da un precedente che vide coinvolta la Salernitana. I “grigi” oggi guidati da Moreno Longo, un decennio fa erano allenati da quel Maurizio Sarri appena divenuto tecnico della Lazio di Claudio Lotito, e videro la propria corsa arrestarsi in semifinale per mano dei granata. Dopo l’1-1 dell’andata a Salerno, Carrus e Fabinho trascinarono Breda in finale con un 3-1 in rimonta entrato di diritto nella storia del club.

Fu quindi proprio la Salernitana ad evitare un “Alessandria contro Mandorlini” nel 2011 che avrebbe avuto un incredibile replay oggi. I grigi hanno, insomma, la ghiotta possibilità di riscrivere un destino diverso da quello di dieci anni fa. Se pensate che le similitudini siano finite qui vi sbagliate di grosso.

La vigilia di quella finale playoff di andata al “Bentegodi” fu movimentata dalle dichiarazioni di Andrea Mandorlini che facendo riferimento alle diverse situazioni societarie della Salernitana parlò di un maggior merito di andare in B da parte di un club con i conti in regola a dispetto di quello granata. Arrivarono poi due rigori concessi da Di Bello di Brindisi che di fatto ipotecarono la promozione con 90 minuti di anticipo.

Oggi che Mandorlini è di nuovo ad un passo dalla B, il refrain è ripartito ma la polemica è indirizzata alla Lega che ha fissato il fischio d’inizio alle 18 e non alle 18:30 come avrebbe gradito il tecnico ravennate: “L’orario non mi piace, non mi è piaciuto niente nella gestione di queste partite. Ci sono situazioni evidentemente più importanti della nostra, siamo qui a parlare di cose che si sarebbero potute gestire meglio”. Insomma, gli anni che passano non mutano le vecchie e legittime tattiche anche dialettiche. Se Mandorlini è per una mera coincidenza nello stesso punto in cui era un decennio fa, la Salernitana dopo una bella rincorsa è tornata nell’Olimpo del calcio italiano.

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