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Delio Rossi dopo il mercato: “Svincolati possono non essere utili, Simy non basta”

La Salernitana dovrà lottare col coltello tra i denti per mantenere la categoria. Chiuso il mercato estivo, la rosa a disposizione di mister Castori presenta ancora alcune lacune, ma secondo Delio Rossi, tecnico granata dal 1993 al 1995 e dal 1997 al 1999: “Se la Salernitana ha operato in questo modo sul mercato vuol dire che erano le operazioni giuste da portare a termine” ha dichiarato l’allenatore originario di Rimini nel corso di una intervista pubblicata dall’edizione odierna del quotidiano Il Mattino. Calciomercato che potrebbe proseguire con i calciatori attualmente senza contratto: “Se sono svincolati, forse, tanto utili non possono essere. Spesso, infatti, vuol dire che sono calciatori con delle lacune tecniche e con aspetti caratteriali non semplici da gestire” spiega Rossi dall’alto della sua esperienza. Un calciomercato che – inevitabilmente – è stato influenzato dalle vicende societarie: “Penso avessero già programmato tutto questo in tempi non sospetti, del resto si sapeva del rischio, ovvio però che se hai una società solida indubbiamente tutto può funzionare meglio”.

Castori può sorridere per l’arrivo di Simy: “Stiamo parlando di un giocatore che potrà certamente dare il suo contributo nel corso della stagione, ma onestamente non è un giocatore che può fare la differenza come i grandi, vedi Messi o Ronaldo per citare proprio i migliori, e che quindi si può mettere sulle spalle una squadra intera. Ci sarà bisogno dell’apporto di tutto il gruppo per provare a raggiungere la salvezza. Auguro a Castori il meglio, che possa diventare davvero l’uomo in più della Salernitana. È un allenatore che ha fatto la gavetta e che si è conquistato tutto con merito. Raggiungere la salvezza al termine del campionato vorrebbe dire aver raggiunto un obiettivo ancora più importante, prestigioso e storico della promozione in A ottenuta a maggio scorso”.

Rossi non vede similitudini tra la Salernitana di Castori e quella da lui allenata in Serie A: “Sono squadre completamente diverse, ma soprattutto l’epoca è diversa, il calcio è diverso. Non si può fare un paragone a mio avviso”. E sulla lotta salvezza con Empoli, Spezia e Venezia. “In linea di massima, oggi, tenderei a direi che è proprio così, ma sicuramente potrebbero cambiare gli scenari nel corso dei prossimi mesi. L’Empoli, ad esempio, potrebbe diventare una possibile rivelazione, così come una squadra un po’ più di blasone potrebbe ritrovarsi a lottare per non retrocedere in B. Negli ultimi anni è capitato anche a Torino e Fiorentina di ritrovarsi in posizioni di classifica decisamente complicate”.

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