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Djuric canta sotto la pioggia, tripletta per rimontare il Cittadella: 4-2 e salvezza vicina

TABELLINO SALERNITANA-CITTADELLA 4-2 

SALERNITANA: (4-1-4-1): Micai; Pucino, Mantovani, Migliorini, Lopez; Di Tacchio; Casasola, D.Anderson (13’ st Rosina), Minala (32’ st Odjer), Jallow (39’ st Mazzarani); Djuric. A disp. Vannucchi, Vuletich, Gigliotti, Calaiò, Memolla, Schiavi, Orlando, A.Anderson, Perticone. All. Gregucci

CITTADELLA (4-3-1-2): Paleari; Ghiringhelli, Adorni, Drudi, Benedetti; Siega (34’ st Proia), Iori, Branca; Schenetti (23’ st Panico); Diaw (34’ st Scappini), Moncini. A disp: Maniero, Parodi, Settembrini, Camigliano, Frare, Panico, Pasa, Bussaglia, Cancellotti. All. Venturato

Arbitro: Niccolò Baroni di Firenze (Soricaro/Schirru). IV uomo: Luigi Pillitteri di Palermo.

NOTE. Marcatori: 6’ pt, 14’ st, 26’ st Djuric (S), 13’ pt Moncini (C), 19’ pt Iori (C), 17’ st Minala (S); Ammoniti: Micai, Jallow, Minala (S), Adorni, Iori (C); Angoli: 8-6; Recupero: 1’ pt – 6’ st ; Spettatori: 2910 di cui 13 da Cittadella .

Dall’inferno alla resurrezione, tutto in 45 minuti. I secondi 45 minuti, quelli che servono a Milan Djuric per essere finalmente protagonista. Il bosniaco fa per la prima volta in carriera una tripletta, si porta a casa il pallone e probabilmente anche la salvezza. Contro il Cittadella finisce 4-2, ma all’intervallo i granata perdevano 1-2. Poi sotto un violento nubifragio Rosina e Djuric trascinano tutta la squadra verso la rimonta, i granata vincono e Gregucci tira un enorme sospiro di sollievo. Al di là della contestazione a metà, degli spalti ancora una volta desolatamente vuoti, tutto ciò che contava era vincere e tornare a respirare. I tre punti sono arrivati e adesso la salvezza è davvero vicinissima.

LA CRONACA. Gregucci sceglie il 4-1-4-1 mettendo Di Tacchio a uomo su Schenetti dietro la linea dei centrocampisti. Djavan Anderson fa la mezz’ala (malissimo), Minala accompagna ma a parte il gol non tocca altri palloni. Almeno inizialmente non c’è Rosina e la sua assenza pesa tantissimo: Jallow e Casasola giocano larghi, Djuric regge da solo (alla grande) il peso dell’attacco. La Salernitana parte bene, ordinata e aggressiva. Va al tiro dopo 40 secondi con Di Tacchio e poi segna al 6’ con Djuric: grandissimo cross di Casasola e tuffo del gigante bosniaco che sfoga la rabbia e va in gol per la terza partita consecutiva, non gli accadeva dal 2016. Fatto l’1-0 la Salernitana tira i remi in barca e fa entrare in partita il Cittadella. Grave errore. Con un po’ di ritardo la squadra di Venturato inizia a far circolare il pallone dimostrando ancora una volta di saper giocare un calcio pulito e fantasioso. Schenetti riesce a liberarsi dalla marcatura di Di Tacchio e dà tanto fastidio tra le linee, aprendo spazi alle incursioni delle mezze ali Siega e Branca. Proprio il mancino del Citta ha il merito di riaprire la partita, con un cross precisissimo per la testa di Moncini al 13’ lasciato colpevolmente libero da Migliorini. La Salernitana accusa il colpo e comincia ad innervosirsi, così il pubblico sempre meno numeroso dell’Arechi. Il Cittadella prende confidenza e fa subito il 2-1: segna Iori in rovesciata sugli sviluppi di un corner, sbaglia Lopez di posizione e di scelta. In mezzo anche una parata doppia di Micai che poi si farà ammonire scioccamente per proteste.

Sembra la solita Salernitana, fiacca e senza idee. Nessuno si assume la responsabilità di trascinare la squadra, se non Milan Djuric. Al di là della tripletta, la prestazione del bosniaco è da applausi per intensità, generosità e anche pulizia di gioco. I gol il giusto premio per un attaccante finalmente ritrovato, probabilmente l’attaccante che avrebbe voluto avere Colantuono nel girone d’andata.

Nel primo tempo la squadra di Gregucci rischia il tracollo. Iori e Benedetti colpiscono dalla distanza Micai, la difesa non regge e il Cittadella passeggia. Poi arriva l’intervallo, si scatena un nubifragio ed entra Rosina al posto di Djavan Anderson. E il mondo della Salernitana cambia. Naturalmente è l’ingresso del 10 a essere l’unico fattore rilevante. Al primo pallone toccato Rosina mette sulla testa di Djuric il cross del 2-2 al 14’ che rianima la Salernitana. I granata sono finalmente determinati e convinti e si vanno a prendere la partita. Minala al 17’ fa entrare tutta la panchina in campo piazzando il 3-2 all’angolino dopo una bella azione che si è sviluppata sulla sinistra, orchestrata da Rosina e impreziosita dall’assist dal fondo verso il dischetto di Jallow. Il pase della muerte caratteristico del calcio spagnolo, il passaggio vincente impossibile da fallire. Mai la Salernitana in questo campionato era riuscita a entrare con così tanti uomini in area di rigore, lo ha fatto contro la miglior difesa del campionato. Arriva anche il poker circa dieci minuti dopo con Djuric all’interno dell’area piccola dopo una corta respinta di Paleari. Prima del fischio finale, accademia e un’occhiataccia di Rosina libero a centro area ma non servito dal solito egoismo di Jallow.

A fine gara, il sospiro di sollievo per Gregucci che ottiene la vittoria che serviva per scacciare la crisi e avvicinare la salvezza. La matematica resta un dettaglio da non sottovalutare, ma con altre cinque partite da giocare ai granata serve pochissimo per mantenere la categoria. Al triplice fischio smette anche di piovere. E dopo la pioggia arriva sempre l’arcobaleno.

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