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Doppio ex Palmieri: “Con Ventura rapporto speciale, Lecce favorito ma occhio ai granata. A Salerno arrivai infortunato”

Francesco Palmieri è il doppio ex di Lecce-Salernitana, sfida in programma questa sera e valida per il Terzo Turno Eliminatorio di Coppa Italia. In palio il prestigio di affrontare la vincente tra Spal-Feralpi Salò a dicembre e, in caso di ulteriore vittoria, il Milan a San Siro. Ai nostri microfoni l’attuale responsabile del settore giovanile del Sassuolo ha voluto tracciare un ricordo delle esperienze vissute in terra salentina e campana, ma non solo.

Sulla gara di oggi Palmieri non ha dubbi: “Francamente vedo il Lecce favorito nella gara secca, in quanto milita in una categoria superiore. Stiamo parlando, comunque, di due buone squadre, allenate da due ottimi tecnici: uno emergente come Liverani, l’altro un maestro di calcio come Ventura. Il Lecce si sta attrezzando per tentare la salvezza in massima serie; la Salernitana ha allestito una buona squadra per il campionato di B”.

Con Ventura un rapporto importante. Palmieri lo ha avuto come tecnico nel biennio alla Centese (87-89), al Lecce dei miracoli (95-97) e alla Sampdoria: “Tutte le sue squadre praticano un bel calcio. Peccato per l’esperienza in Nazionale, ma oggettivamente il suo lavoro nel mondo del calcio non si può discutere. L’ho avuto per tanti anni e ne conosco bene pregi e difetti. Il rapporto tra di noi è stato forte, intenso. Caratterialmente non ero facile da gestire, ma lui mi ha sempre stimolato, ha cercato di farmi crescere. E questo l’ho apprezzato molto. Meglio una persona come lui, schietta e sincera, che altre che non sanno gestire questo tipo di situazioni. In più Ventura può contare su un collaboratore nonché amico come De Patre che è stato mio compagno di squadra e persino allenatore. Anche lui è una persona che vive di calcio, estremamente competente”.

Un passo indietro, ai ricordi dell’esperienza in terra pugliese, con Palmieri che, da barese, è stato capitano dei giallorossi: “Lecce è l’esperienza calcistica che più mi è rimasta nel cuore. I miei figli, ancora oggi, vanno in vacanza a Porto Cesareo. Anche io quando riesco a staccare dal lavoro e ho quei due-tre giorni di relax vengo lì. Ricordi bellissimi, un affetto smisurato da parte della gente. Mi preme, però, ricordare la figura di Giovanni Semeraro, ex presidente del Lecce, scomparso recentemente. Era molto di più di un presidente, un padre per tutti quanti noi. Non sono le classiche parole di circostanza, ma penso che ognuno dei miei ex compagni di squadra può confermare quanto dico”. 

A fine carriera la brevissima esperienza di Salerno: “Sinceramente a Salerno sono stato di passaggio. Sono arrivato all’Arechi infortunato, ho terminato l’esperienza ancor più “rovinato” con un problema al ginocchio che ha condizionato gli ultimi anni della mia carriera. Ho avuto poco tempo per esprimere le mie qualità, però, posso dire di aver vissuto una piazza calda, numerosa. Quella squadra aveva giocatori bravi. Io ho giocato poco e ho fatto un solo goal, mi sarebbe piaciuto dar di più, ma nel calcio capitano anche queste situazioni”.

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