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Fabiani a OttoChannel: “Diamo filo da torcere a tutti. Per la Serie A farei un passo indietro…”

“Non parliamo di promozione. Andiamo a Lecce e cerchiamo di fare il massimo”, non fa voli pindarici Angelo Mariano Fabiani. Il direttore generale della Salernitana, intervenuto telefonicamente ad OttoChannel, si è soffermato soprattutto sul futuro prossimo, ovvero la sfida di venerdì al Via Del Mare e il prosieguo del torneo: “Lo stimolo è andare a giocare a Lecce, sapendo di essere temuti. Non è la prima volta che succede, la squadra dà filo da torcere a tutti. Questo è un obiettivo raggiunto ed è importante. Non facciamo previsioni, ma andiamo un passo alla volta. Bisogna vedere cosa succederà più avanti. Il Covid è una variabile, possono saltare le partite. Il pericolo è sempre dietro l’angolo. Dopo il Lecce sfideremo il Frosinone, poi l’Empoli che è primo, ma ora ha tante positività. Il Venezia è una sorpresa, due anni fa si giocava con noi i playout, ora gioca benissimo. Tutte le squadre che sono al vertice con noi sono temibili. Le squadre impegnate in lotta retrocessione saranno fastidiose e cercheranno di fare punti anche contro le big ovviamente. Se ci fossero stati i tifosi sarebbe stato un grande vantaggio in questo momento della stagione”. In Puglia la Salernitana potrebbe avere qualche defezione, visti i problemi fisici soprattutto di Aya e Gondo. Lo staff tecnico dovrà fare anche i conti con i rientri in extremis dei calciatori dagli impegni con le nazionali. Domani pomeriggio in città arriverà Belec, in tarda serata Veseli, addirittura giovedì mattina Adamonis: “Il ritorno dei nazionali è un problema – dice Fabiani – Domani un nostro incaricato andrà a prelevare Veseli a San Marino subito dopo la partita. La problematica c’è e la affrontiamo. Insomma le squadre certamente non sono felici di ritrovare a poche ore dalle partite i calciatori”.

Il dirigente granata si sofferma anche sull’operato nel corso del mercato invernale per rinfozare la rosa di Castori: “A gennaio le squadre che hanno obiettivi importanti si sono tenute strette i pezzi migliori. Abbiamo provato anche con qualche calciatore di massima serie. Per una serie di circostanze contrattuali e di cartellini non siamo riusciti. Alcune squadre hanno posto dei veti, per non rinforzare una diretta concorrente come la Salernitana. Comunque abbiamo Tutino, Djuric, Gondo non è un giocatore di seconda fascia. La squadra, come detto dal mister, poteva prendersi soddisfazioni e lo sta facendo”. La Salernitana della gestione Ventura ha chiuso amaramente la scorsa stagione, fallendo l’aggancio ai playoff all’ultima giornata. Castori è riuscito ad alzare l’asticella: “La stima per Ventura è immutata e c’è da tempo – precisa Fabiani – Lo scorso anno il Covid ci ha stoppati a lungo, alla ripresa probabilmente ci siamo disuniti, abbiamo perso il filo conduttore della prima parte. Le colpe non sono di nessuno. La squadra era valida anche lo scorso anno. Quest’anno si sono concatenate una serie di situazioni positive e Castori è stato bravo. Premio promozione? Non parliamo di promozione o quant’altro. Io ho parlato di premio produzione”. 

Dopo annate complicate, con la categoria salvata per due volte ai playout e piazzamenti di metà classifica, quest’anno la Salernitana si è finalmente stanziata nelle zone alte di classifica. Fabiani analizza le passate stagioni: “Esistono squadre dopo essere salite dalla C, sono subito andate in A, a noi non è successo. Nel primo torneo di B, nonostante avessimo Coda e Donnarumma, abbiamo fatto i playout. Ricci è arrivato in nazionale. I sacrifici di questi anni però non sono stati buttati. Quando sono arrivato i tifosi mi hanno chiesto di lasciare la C e salire in B, per poi toglierci soddisfazioni. Vincere in Serie B non è mai semplice, ci sono 20 squadre competitive. In C ci sono tante piazze importanti, con passati gloriosi, come Catania, Bari e Avellino. Non sempre prendere i calciatori più forti assicura la vittoria. La Ternana sta vincendo dopo aver speso per tanti anni, il Bari ha investito tanto, ma non è primo. A Salerno sono passati tanti calciatori validi negli ultimi anni, forse non si sono create le alchimie giuste. La società però non ha mai fatto mancare l’appoggio economico”. Chiosa finale sulla discussa questione multiproprietà. Come noto, l’articolo 16 bis delle Noif obbliga Lotito e Mezzaroma a lasciare il timone societario in caso di promozione. Secondo Fabiani però, prima o poi, si troverà la quadra del problema: “Sarei ben lieto di fare un passo indietro rispetto ad una categoria superiore. È un nodo che andrà prima o poi risolto. Non trovo giusto il vincolo di parentela, è un qualcosa di pretestuoso. Il problema è falso da sempre. In Serie A ci si deve prima arrivare, il problema poi si risolve“.

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