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Fabiani e il futuro della Salernitana: “Attendo comunicazioni, intanto faccio il mio dovere”

La gioia per il ritorno in massima serie fa spazio già all’attualità. Da ieri pomeriggio tiene banco la questione societaria a Salerno, dopo l’addio annunciato da lady Lotito. Per i prossimi trenta giorni circa la fase di transazione sarà nelle mani di Enrico Lotito, figlio di Claudio e proprietario della Omnia Service che controlla al 50% il club, sul piano sportivo gestirà tutto il dg Fabiani, sotto contratto fino al 30 giugno. “Quel che accadrà d’ora in poi non dipende dal sottoscritto. Non mi auguro nulla – dice il dirigente sulle colonne de Il MattinoMagari a Salerno verrà un nuovo imprenditore che avrà intenzione di rinnovare tutto: se così fosse, non avrebbe neppure bisogno di mandarmi via, perché io sono un dipendente della Salernitana fino al 30 giugno. Vale anche per il mister. Posso parlare di calcio, non affrontare discorsi amministrativi. Se Cristina Mezzaroma ha parlato di una nuova proprietà, ci saranno delle buone ragioni. Ne prendo atto. Da un punto di vista professionale, penso a lavorare per questa società per il prossimo mese e mezzo. Se mi fosse richiesto di governargli società in questa fase transitoria, ne parleremo, dopodiché la nuova società provvederà ad assegnare nuovi incarichi. Il problema c’è, non so come vogliano risolverlo. Io ho un ottimo rapporto con Lotito e Mezzaroma, ma al momento non mi hanno detto né di trovarmi una nuova squadra, né cosa accadrà con la Salernitana. Chi vivrà, vedrà. Smentisco categoricamente che io possa rilevare la società. Dove prenderei i soldi?“. Insomma il futuro di Fabiani dipenderà dai nuovi proprietari.

Il dg però, fino al 30 giugno come detto, continuerà a dedicarsi alla Salernitana, provando già a programmare la massima serie: “Da qui al 30 giugno non si sta mai con le mani in mano, nell’ordinario sono previste tante situazioni e farò il mio compito. Se la questione si interrompesse prima, vedremo. Non vado certo in vacanza, devo stare sul pezzo. Aspettiamo una settimana, dieci giorni. Poi credo che i co-patron mi chiameranno, come tutti gli anni, e diranno come stanno le cose. Per ora, godiamoci la promozione”. In realtà appena 24 ore dopo la promozione Fabiani era già rientrato in città per altre questioni, senza gustare fino in fondo il traguardo: “Solitamente le amarezze sono più lunghe da digerire, mentre le gioie passano in un batter d’occhio. Sicuramente vincere a Salerno ha un sapore diverso, abbiamo raggiunto un traguardo importante. Ma al risveglio, dopo Pescara, ho dovuto pensare già ad altre cose. Non sono potuto andare allo scoglio di Santa Rita per venire di corsa a Salerno e risolvere con le autorità la questione dell’accoglienza dell’autobus della squadra. Abbiamo deciso di spostare i festeggiamenti, tra il divieto di assembramenti e questa tragedia che ha coinvolto un nostro tifoso in un incidente”.

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