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Firenze a Liratv: “Torno tra 10 giorni. Grandi sogni a piccoli passi, Salernitana step by step”

Uno stop, un risentimento muscolare, ma Marco Firenze ha voglia di raccontarsi e farsi conoscere e lo fa in serata durante “Goal su goal” a Liratv, ospite della trasmissione condotta da Alessandro Ferro. Dall’infortunio di sabato che lo ha visto abbandonare il rettangolo verde prima del triplice fischio finale, al suo lavoro con mister Ventura e a Salerno, fino al suo passato e ai suoi valori. È un Firenze a 360 gradi che “a Salerno sto così bene che non torno a casa da tre mesi nonostante le pause” – ha sottolineato ai microfoni dell’emittente il centrocampista, tra una domanda dei tifosi e le considerazioni personali.

“Poniamoci obiettivi piccoli, a breve termine, solo così si potranno raggiungere obiettivi più grandi. Pensando alla lunga distanza, perdi di vista la concentrazione che ogni partita richiede. Questa squadra necessita di tempo per meccanizzare quello che dice il mister, un gioco che molti di noi non hanno mai fatto, non si può pensare che lui abbia la bacchetta magica e che in un mese e mezzo si diventi il Barcelona. Sono d’accordo con lui, abbiamo tanti margini di miglioramento – ha dichiarato il centrocampista granata –  e ne abbiamo consapevolezza. È chiaro che vogliamo raggiungere l’obiettivo più alto possibile, altrimenti sarebbe meglio stare a casa. Le dimostrazioni di entusiasmo si hanno tutte le domeniche, avere un pubblico così dalla nostra parte è un valore aggiunto, dobbiamo continuare a portare gente allo stadio portando l’ambiente a essere una cosa unica. Per noi è un fattore troppo importante. Ho giocato anche a Crotone, altra piazza calda, ma non è come Salerno. Qui è un’altra cosa, anche quando faccio una passeggiata in giro per la città l’amore viscerale verso questa maglia emerge. Ogni volta che siamo in campo dobbiamo trasmettere a loro quello che vogliamo fare. Io non torno a casa da tre mesi perché mi trovo bene qui. Sono cavolate quelle della pressione della piazza, io dopo il derby ad esempio ho trovato tifosi che ci applaudivano nonostante la sconfitta”. 

Sull’infortunio di sabato pomeriggio, in terra lagunare:  “Sicuramente il problema è meno grave di quello che pensavamo insieme allo staff medico, i tempi di recupero non li sappiamo ma sicuramente una settimana o dieci giorni ci vorranno tutti, poi valuteremo il da farsi e come starà il muscolo, salterò Perugia, spero di recuperare già per martedì ma ad oggi è troppo presto per dirlo, magari con l’Entella in casa. Annata un po’ sfortunata per gli infortuni, ma per il mister non è importante chi va in campo ma che la squadra faccia bene”. 

Non aveva mai subito infortuni muscolari Firenze e questo è il suo primo pit-stop. A giocare “contro” gli uomini granata anche le condizioni dei campi di allenamento, che per ammissione dello stesso mister di Genova, non sono poi il massimo. Tesi confermata dallo stesso calciatore: “E’ la prima volta per me, la sensazione che ho provato sabato era completamente nuova, sono stato preoccupato perché non avevo idea di cosa mi ero fatto, la risonanza ha dato un esito abbastanza positivo rispetto a quello che pensavo. Avere un terreno di allenamento in ottime condizioni non è facile, gestire un impianto dove ti alleni tutti i giorni con condizioni meteo avverse. I nostri campi non sono dei migliori sicuramente ma non sono alibi questi. Io poi devo pensare a fare il calciatore a queste cose ci pensa la società. Gli allenamenti con il mister sono intensi e si lavora tanto, sono cose che possono capitare gli infortuni e fa parte del nostro essere calciatori. Spero che io sia stato l’ultimo ad avere questo piccolo infortunio. Il mio ruolo ideale? Mezzala credo sia il mio ruolo ideale, che meglio corrisponde alle caratteristiche. Ho giocato anche esterno l’anno scorso, sia nel 3-5-2 che nel 4-3-3. Dal primo giorno che ho firmato ricevo affetto e tanti messaggi di incitamento e di fiducia. Il gioco che chiede il mister bisogna cercare di mettersi al servizio della squadra cercando di mettersi al servizio della squadra e non pensare al singolo. Magari qualche giocata fine a se stessa ho cercato di eliminarla per essere più funzionale alla squadra. Il gruppo può esaltare il singolo, non viceversa”. 

E proprio con il passato, si è ritrovato a fare i conti, Marco Firenze, in una telefonata-amarcord in diretta da parte del suo ex allenatore Gianluca Grassadonia (oggi arrivato a Catanzaro) che ha elogiato uno dei suoi “pupilli”: “Marco è un giocatore forte che sposta gli equilibri, ha grande voglia di imparare e di emergere, un ragazzo intelligente – ha dichiarato Grassadonia – ha caratteristiche fisiche che gli permettono di svolgere più ruoli. Anche se a me piace da mezzala. Sicuramente Marco insieme alla squadra sta facendo un signor campionato e a Venezia non meritavano la sconfitta, ma ha tutto il tempo di riprendersi questa squadra e può arrivare in alto.”

Non tarda ad arrivare la risposta del calciatore, che rivive in diretta tv, un passato ad ostacoli, raccontando di sè: “Credo nei rapporti umani, di persone vere come il mister Grassadonia ne ho conosciuti davvero pochi, la mia carriera l’ha cambiata lui decisamente. Sono arrivato a smettere di giocare, cominciando a lavorare e aiutando i miei genitori nel negozio di famiglia. Sono riuscito poi con tanta tenacia a ritornare a questo livello è il mister è stato fondamentale perché mi ha dato qualcosa a livello tecnico che nessuno mi ha dato. Il calcio finisce per tutti, rimane l’uomo. Andai a Parma a 13 anni, lasciai la famiglia, poi ho girato e ho commesso degli errori di gioventù che in quel momento lì per me erano normali. Sono sempre stato una testa dura e non ho mai ascoltato nessuno, pensavo di essere più furbo ma in realtà non ero per niente. Decisi che non era la mia strada ma forse dovevo fare altro. E sono ripartito dalla serie D della squadra della mia città. È stato più difficile poi sfatare numerosi tabù sulla mia persona, iniziando poi la mia carriera 2.0. Spero di fare insieme alla Salernitana un passo successivo. Se uno non ha sogni o obiettivi ha già perso in partenza, io ad oggi non ho rimpianti. Se hai un sogno dai qualcosa in più che alla fine fanno una percentuale grande, quel punto in più che ti portano al conseguimento del tuo obiettivo. Vediamo adesso cosa riusciamo a fare tutti insieme, step by step. Con Ventura? Mister è una persona di esperienza, abbiamo rapporto normale e io ho molto rispetto per lui, non devo dire niente come allenatore. La carriera che ha fatto parla per lui. Per questa categoria lui è un lusso e noi dobbiamo seguirlo al 100% per raggiungere l’obiettivo”.

Infine, una parola buona per tutti i suoi compagni di squadra, segno che il gruppo, tanto voluto da Gian Piero Ventura, comincia ad amalgamarsi: “Il più simpatico? Lopez, ci fa fare un sacco di risate. Akpa è un grande ballerino invece. E poi…Cerci. Quando sarà al 100% diventerà un lusso, lui ha tanta voglia e sta lavorando al massimo per arrivare a ciò che può fare davvero e potrà farci fare la differenza, con lui ho instaurato un rapporto importante. Ha dimostrato tanto, viene da un’annata che non è stata fortunata e ha avuto l’umiltà di rimettersi in gioco in serie B ed è entrato in punta di piedi, mettendosi a disposizione dei suoi compagni. Tutti cercano di dargli una mano e ha qualità che non tutti hanno.”

 

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