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Granata d’assalto: il reparto avanzato ha finalmente cambiato marcia

I numeri certificano i segnali di risveglio di una Salernitana che – pur costretta a rimandare ancora l’appuntamento con la vittoria – ha smesso di recitare il ruolo di vittima sacrificale che una volta incassato il primo gol si scioglieva come neve al sole chiudendo il match con svariate reti al passivo.

Il pareggio contro la capolista Milan è il terzo di fila, e prolunga la serie di X (sicuramente accolti con meno entusiasmo) aperta da Colantuono contro Genoa e Spezia. Per la prima volta in questo torneo i granata restano imbattuti per tre gare consecutive.

Che la strada verso la salvezza sia ancora lunghissima e faticosa è confermato dal fatto che la Salernitana sia ancora peggior attacco e peggiore difesa, ma i granata sono andati sempre in gol nelle ultime 4 sfide e con Bonazzoli “on fire” che ha marcato in tutte le sfide in cui è stato chiamato in causa, nel mezzo il 2-2 con lo Spezia che lo vide al centro di un piccolo caso poi rientrato. Per l’ex Samp arriva il sesto centro in campionato, il primo allo Stadio “Arechi”, dopo le cinque marcature esterne.

Cinque reti in tre partite, tradotto una ogni 54 minuti. Per realizzare le precedenti 14 c’erano voluti 1890 minuti, quindi i supporters dell’ippocampo hanno “esultato” una volta ogni 135 minuti. E’ solo un ricordo quindi anche l’anemia offensiva dello scorso autunno quando i granata creavano poco e realizzavano col contagocce. Per la seconda volta la Salernitana rimonta un match da 0-1 a 2-1; era successo a Venezia con l’acuto di Schiavone. Questa volta Rebic (che non segnava da 5 mesi) ha cambiato il finale.

Funziona l’asse Djuric-Bonazzoli: come a Genova la sponda del bosniaco ha spalancato le porte al numero nove. Uno schema che dopo il match di Marassi, Walter Sabatini aveva commentato così: “Djuric si è fidato di un cross che non era scontato ed è andato su quel pallone, allo stesso modo poi Bonazzoli ha creduto nella sponda di Djuric e si è lanciato…”

Una rete che per pochi secondi è finita sul tabellino nella prima mezz’ora di gara, una zona tabù per la Salernitana che prima della doppietta di Verdi allo Spezia non aveva mai trovato il gol nei primi 30 minuti di gioco.

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