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Il campionato aspetta (tutti), la Salernitana può: una marcia di 15 gare per un segnale diverso

A quindici partite dalla fine, la Salernitana è a -2 dal totale di punti conquistati nella scorsa, sciagurata stagione. Per alcuni sarà sospiro di sollievo, per altri un rientro alla normalità delle legittime ambizioni di una piazza come quella granata. Che, dati alla mano, è entrata di diritto nel novero delle pretendenti alla promozione in Serie A. Anche senza passare per i playoff, da seconda. La classifica dice che si può, ma anche che bisogna stare molto attenti: -1 dalla seconda piazza (occupata da tre squadre), ma anche un ben poco rassicurante +3 sulla nona classificata, il Perugia, prima a rimanere fuori dalla griglia playoff se il campionato finisse oggi. Insomma, graduatoria cortissima e tanto pane duro ancora da mangiare.

Se da un lato può sembrare prematuro esaltarsi, tuttavia, dall’altro è giunta l’ora di accelerare con convinzione, se la Salernitana vuole realmente lottare fino alla fine per un obiettivo che sembra alla portata. I “sognare non costa nulla ed è lecito” possono servire a inizio stagione, ma a metà febbraio devono essere prossimi alla sostituzioni con convinte frasi da parte dei tesserati granata. “Io dico che la classifica non la guardo, non ha senso farlo ora, ma a fine marzo. Però i miei calciatori sì, la guardano. E quando le prime vincono tutte e tu hai l’obbligo di fare altrettanto, scendi in campo con un po’ di emotività. Non siamo pronti a giocare con l’obbligo di vincere”, il riassunto del pensiero espresso da Gian Piero Ventura dopo la sofferta vittoria di due giorni fa contro il Trapani. Il tecnico conosce testa e gambe dei suoi calciatori meglio di chiunque altro e la bontà della sua affermazione non va messa in discussione. Certo, oggi la Salernitana ha mostrato una diversa maturità, anche quel pizzico di fortuna che ti sorride quando la stagione deve essere quella giusta: tre mesi fa, contro il Trapani sarebbe arrivato almeno un pareggio, per come si è messa la partita nel secondo tempo.

Senza “l’obbligo di vincere”, ma con la convinzione che il campionato aspetta tutti ed è alla portata, la Salernitana sarà di scena lunedì al Bentegodi sul campo di una scontenta: solo due vittorie nelle ultime dieci partite per il Chievo, qualche assenza e una gara d’andata che finì in parità. Sulle ali dell’entusiasmo, una squadra giovane come quella guidata da Ventura può fare risultato contro chiunque ma anche brutta figura contro chiunque. “Dipende: se a Verona va la Salernitana del secondo tempo col Trapani, quella di Cittadella o quella di La Spezia, allora perderà. Se invece va quella di Benevento o di Pescara, può fare risultato”, il commento di Ventura. Che ha anche un’infermeria relativamente vuota e può attingere alla quasi totalità della rosa a disposizione. Certo, fosse arrivato anche qualcosa in più dal mercato, il segnale sarebbe stato ancor più preciso. Ma anche così com’è, la Salernitana può e deve giocarsi decisamente ogni carta. Poi, arriverà eventualmente il problema NOIF. E anche su questo, la marcia dell’ippocampo da qui alla fine sarà cartina di tornasole.

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