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Il club vale 80 mln: il cartello “vendesi” e la holding estera, da lunedì scenari più chiari

C’è il cartello “vendesi”, ma anche la dicitura “no perditempo”. Noif chiare, la proprietà della Salernitana dovrà cambiare entro l’11 giugno – salvo diverse decisioni o deroghe del consiglio federale in programma lunedì 17 maggio – ed è partito inesorabilmente il countdown. Dalle dichiarazioni di Lotito (“Rispetterò le norme, per chi sa leggerle”, clicca qui per l’articolo) e Mezzaroma (“Troveremo la migliore soluzione per la Salernitana”, clicca qui per leggere) la sera della vittoria di Pescara, alle parole di commiato di Cristina Mezzaroma ed Enrico Lotito pronunciate 24 ore dopo, fino a quelle nuovamente attendiste di Marco (clicca qui per l’articolo), co-patron come socio di maggioranza della Morgenstern che detiene il 50% delle quote dell’ippocampo. Insomma, un argomento molto delicato e complesso. Complice la fretta – deadline dietro l’angolo – e la passione dei salernitani, vogliosi di sapere quanto prima cosa accadrà all’assetto proprietario della loro squadra del cuore, si rischia di fare anche un po’ di confusione nel mare magnum delle informazioni.

Attesa e trattative sotto traccia. L’iscrizione al prossimo torneo va fatta entro il 21 giugno e dovrebbe essere l’attuale proprietà a realizzarla. La principale strada porta all’acquisizione del club da parte di una holding estera, capace di sobbarcarsi realmente costi importanti. Secondo quanto riportato stamani dal quotidiano Il Mattino, Lotito e Mezzaroma avrebbero fissato il prezzo della Salernitana in 80 milioni. Una cifra molto alta, in relazione anche al realistico incremento dei contributi che il club potrà incassare, tra diritti tv, merchandising e quant’altro, senza dimenticare le prospettive ai botteghini, le sponsorizzazioni che potrebbero fioccare e un parco giocatori che ha comunque accresciuto il suo valore. Certo, anche i costi aumenterebbero (non poco) in massima serie, sotto tutti gli aspetti, a cominciare proprio dai calciatori. In questa fase c’è necessità anche di scremare i possibili interessati, separando le voci infondate e i personaggi in cerca di visibilità dalle corsie seriamente percorribili. Soltanto dieci anni fa, del resto, Salerno si rendeva protagonista della narrazione di una vicenda dai contorni simili, seppur meno felici dal punto di vista sportivo e finanziario: la proprietà riconducibile ad Antonio Lombardi stava facendo annegare il club economicamente e dopo l’eliminazione in finale playoff di C contro il Verona scattarono delle corse contro il tempo che non portarono a nulla. Anche in precedenza le acque erano state tutt’altro che limpide, con i vari mister X e la farsa Cala (al suo annuncio, l’entusiasmo dilagante, con cavallucci a stelle e strisce comparsi sulle bacheche social senza neppure il tempo di informarsi sulla reale portata del soggetto), per non parlare della pletora di imprenditori che si accostarono alla Salernitana solo sui media, quasi esclusivamente per protagonismo. Dunque, grande attenzione. Se i fari di Claudio Lotito e Marco Mezzaroma sono comprensibilmente spenti in questo momento in cui muoversi con grande circospezione, quelli della stampa e soprattutto del pubblico sono accesi. Rischiano però di accecare, con la fuoriuscita di nomi e cognomi letteralmente inventati che non hanno nessun fondamento. La sensazione è che fino a lunedì non accadrà nulla: la Figc in consiglio federale darà il suo ultimatum sulla vicenda, che è inserita nelle discussioni dell’ordine del giorno, e soltanto dopo l’attuale proprietà granata – tutt’altro che sprovveduta e ben consapevole del “problema” a cui sarebbe andata incontro con la promozione in Serie A – opererà per rendere nota “la soluzione migliore per la Salernitana”. Staremo a vedere.

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