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Il moviolone di Salernitana-Entella: penalty ok, graziato Di Tacchio nel finale

L’anticipo della 14^giornata fra Salernitana ed Entella non dà particolari problemi al fischietto ligure Ghersini. sufficienza per l’arbitro di Genova, la cui designazione era stata accompagnata da qualche malumore nella tifoseria granata che aveva malvisto l’abbinamento di un arbitro corregionale con l’impegno dell’Entella. In realtà, la regola è cambiata da anni: il veto non è più sulla regione, ma sulla provincia di residenza. Anche la Salernitana è stata spesso accompagnata da assistenti arbitrali campani in questi ultimi anni. L’episodio più importante del match è senza dubbio il calcio di rigore assegnato alla Salernitana.

LA PARTITA. Dopo 120 secondi arriva il primo richiamo della gara. Lopez trattiene un po’ troppo vistosamente De Luca a ridosso dell’area di rigore: l’arbitro, prima di far riprendere la battuta della rimessa laterale, lo rimprovera verbalmente. Al 6’ arriva anche il primo giallo della partita, a tinte biancocelesti: Bonini commette fallo stendendo Gondo con un intervento da dietro. L’attaccante ivoriano, che si involava verso la porta, si sarebbe potuto rendere molto pericoloso; giallo sacrosanto. Al minuto numero 12 viene giudicata irregolare la partenza di Gondo, che una volta ricevuta la palla, attaccava minacciosamente l’area di rigore. Questione di millimetri. Sette minuti più tardi, altro episodio rivedibile per Ghersini: Poli si aggrappa alla maglia di Tutino sulla tre quarti di campo, impedendo all’attaccante napoletano di controllare il pallone come avrebbe voluto. Malgrado la trattenuta fosse abbastanza evidente, il direttore di gara lascia correre. A metà della prima frazione Settembrini, a palla lontana e forse involontariamente, rifila un pestone a Di Tacchio. Quest’ultimo a sua volta reagisce con un buffetto sulla nuca dell’avversario; L’arbitro, per calmare gli animi, richiama entrambi ristabilendo l’ordine. Al 38′ arriva il gol dell’ ntella e va detto, grazie anche alla bravura del giudice di gara: nonostante la trattenuta di Schiavone ai danni di Koutsoupias, l’arbitro applica la regola del vantaggio e fa sì che l’azione possa terminare.

Nella ripresa, al minuto 57, arriva il primo cartellino giallo anche fra le file della Salernitana. Schiavone, come nel primo tempo, cerca di interrompere la ripartenza in questo caso di Schenetti; giusto il giallo. Al 64′ Lopez prova un’imbucata per un compagno; la traiettoria però viene interrotta dal tocco con la mano di Settembrini. Possiamo parlare di una svista da parte dell’arbitro in quanto non viene assegnato il calcio di punizione, né il cartellino giallo che poteva starci. Dopo un giro di lancette, ecco l’episodio principale della moviola con la decisione del direttore di gara di assegnare il penalty ai granata. All’interno dell’area di rigore, Poli trattiene Tutino e lo tira giù. Non ci sono dubbi sulla scelta del signor Ghersini. Al 74′ arriva un altro cartellino giallo, questa volta ai danni di Cleur: il difensore biancoceleste entra in ritardo su Cicerelli, corretta l’ammonizione. Così come lo è tre minuti più tardi quella che arriva per Veseli. L’albanese, entrato da poco, trattiene Brunori impedendogli di andargli via; anche qui il giallo è sacrosanto. A 10′ dal termine viene graziato Di Tacchio che rischia molto allargando il braccio, vedendo l’arrivo di Settembrini che tentava di andare a contrasto. Il fischietto ligure probabilmente non si accorge dell’intenzionalità del gesto; il giocatore ospite viene colpito sul petto e non sul volto, ma per la gestualità il capitano della Salernitana poteva anche essere sanzionato gravemente. Nel primo minuto di recupero arriva la quarta ed ultima sanzione per i liguri. Nella fattispecie è Petrovic che vede sventolarsi sotto il naso il cartellino giallo per aver tirato la maglia a Casasola che tentava di ripartire; ammonizione che ci sta tutta. Al 94′ Brunori trattiene Cicerelli in ripartenza proprio sotto gli occhi di Ghersini: l’ex foggiano chiede il fallo a centrocampo, ma si lascia un po’ cadere e l’arbitro lascia continuare.

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