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Il pagellone di Torino-Salernitana: disastro collettivo, esordio horror per Gagliolo

BELEC 4. Troppo bloccato tra i pali. Sui primi due gol del Torino si ha la sensazione che avrebbe potuto osare di più e tentare di uscire. Può poco sugli altri.

GYOMBER 5. Parte con praticità. Gioca sul dolore dopo aver rimediato una distorsione alla caviglia nel corso del primo tempo. Dal suo piede parte l’occasione pericolosa per Djuric di inizio ripresa. Troppo falloso, Aureliano lo rimprovera, lui s’innervosisce e dopo pochi minuti becca un giallo… letto. Rischia il rosso e Castori lo richiama in panca (dal 21′ st RIBÈRY 6. Si toglie la casacca per entrare quando il risultato è di 1-0, ma mette piede in campo con i suoi sotto di due gol. Non c’è niente da fare, il pianeta è un altro. Guida una ripartenza magistrale che Bonazzoli non riesce a trasformare in palla gol. Si piazza da trequartista, però poi è costretto ad arretrare il raggio d’azione per cercare un briciolo di palle giocabili. Alza gli occhi al cielo dopo il 4-0).

STRANDBERG 5,5. Riprende il suo posto al centro della difesa dopo il turno di squalifica e l’intermezzo in Nazionale. Governa il reparto come può. Sempre elegante e raramente fuori posizione, senza alcun dubbio il migliore nel reparto che fa acqua da tutte le parti.

GAGLIOLO 4. Esordio horror in maglia granata, non sarebbe nuovo ai dettami del castorismo ma su due palle alte si lascia sorprendere in maniera decisiva. Sanabria gli salta addosso in occasione del vantaggio locale, Bremer fa altrettanto sul raddoppio. Il comune denominatore e la palla calciata da sinistra – col destro – da Ansaldi. Legge bene le situazioni arretrate, arcigno negli uno contro uno, ma è poco. Fuori posizione sulla sponda che genera il tris di Pobega, umiliato da Lukic sul 4-0.

KECHRIDA 4,5. Sugli spalti ha un “team” di quattro amici tunisini con la sua maglia addosso e tiene a far bella figura. Risulta però frettoloso e inconcludente nelle frequentazioni offensive. Non va meglio in fase di contenimento. Nella sua zona il 35enne Ansaldi fa il bello e il cattivo tempo: dai piedi dell’argentino parte il cross del vantaggio torinista. Idem con patate sul raddoppio. Leggero, troppo, sul 3-0 firmato Pobega.

M. COULIBALY 5. Lunghe leve per correre e arginare pericoli. Solita partita di sostanza in mezzo al campo, ma pasticcia troppo col pallone tra i piedi. Finisce la benzina a metà ripresa, esce quando la spia della riserva è accesa da un bel po’ (dal 40′ st SCHIAVONE sv. Entra a giochi già fatti).

DI TACCHIO 4,5. Vince il ballottaggio con Lassana. Maluccio nei primi disimpegni: dai suoi piedi potrebbero nascere ripartenze interessanti, però le getta alle ortiche. Prova a farsi perdonare al 37′, quando colpisce il palo di testa sugli sviluppi di un corner. Se va male, guadagna qualche fallo d’astuzia. Ma gli avversari vanno a un altro passo. A 11′ dal termine cerca gloria personale dopo un contropiede interessante e cerca la conclusione in porta anziché servire i compagni. Viene murato, non è giornata.

OBI 5,5. Torna nello stadio che fu casa sua nel triennio 2015/18. Cerca di dare dinamismo in appoggio alla manovra d’attacco, ma ben presto deve retrocedere il suo raggio d’azione a mordere tra Lukic e Linetty. Lo fa con diligenza (dall’11’ st L. COULIBALY 4,5. Pesta i piedi a Di Tacchio e poco altro).

RUGGERI 5,5. Subito presente. Chiude bene su Sanabria al 9′. Singo è cliente vivace e potente fisicamente. Una bella sfida che lo costringe, però, a rare sortite offensive. Concorso di colpa con Gagliolo sul primo gol avversario. Si fa male dopo un generoso scatto poco dopo il vantaggio torinista: si teme uno strappo (dall’1′ st RANIERI 5. Ha immediatamente l’opportunità di “fare di tutto per trasformare i fischi in applausi”. S’impegna ma il naufragio è dietro l’angolo).

BONAZZOLI 5. Prima del match saluta uno ad uno i suoi ex compagni e tutta la panchina torinista. Nel primo tempo combatte. Conquista una serie di calci di punizione importanti per salire e respirare. Cerca di fare reparto, si danna, attacca i portatori avversari. Da una sua forsennata pressione su Milinkovic Savic per poco non nasce il vantaggio al 36′. Nella ripresa si spegne e diventa quasi nocivo.

SIMY 4,5. Prima da titolare col cavalluccio sul petto, ma non è ancora al top e si vede. Bremer non fa molta fatica a limitarlo (dall’11’ st DJURIC 5,5. Subito pericoloso, ben appostato sul secondo palo non riesce a deviare in porta un bel cross di Gyomber. Prova a metterci il fisico, si danna, ma può poco).

ALL: CASTORI 4,5. Salernitana umiliata. Ritrova un po’ di pedine utili rispetto alla gara contro la Roma, getta subito nella mischia il pretoriano Gagliolo e si affida alla coppia Bonazzoli-Simy. Partita di sacrificio nella prima fase per far sfogare gli avversari. Dovrebbe però trasformarsi in altro, invece diventa un passo indietro rispetto alla confortante prova di Bologna. Approfitta del cooling break al 25′ per spiegare più di un concetto alla coppia di attaccanti. C’è confusione negli ultimi venti metri. In un paio di situazioni, dal 35′, i suoi iniziano a diventare anche pericolosi. Ma è solo un’illusione. Il Toro passa quando sembrava chiusolo 0-0 all’intervallo. Per giunta, si fa male Ruggeri. Non va meglio nella ripresa. Lascia perplessi la scelta di sostituire Obi e non un opaco Di Tacchio. Col doppio svantaggio inserisce Ribéry e passa al 4-3-1-2. Barlumi di speranza e poi ancora tenebre: quasi inesistenti i sussulti offensivi, è dura affidarsi esclusivamente sulle sponde di Djuric. La difesa non tiene, il centrocampo non filtra. Lascia la panchina furibondo al triplice fischio di Aureliano.

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