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In panchina tocca (ancora) a Bocchini, un idillio con Castori nato in provincia nel ’96

Tocca al 48enne Riccardo Bocchini, ancora una volta. Il carattere focoso di Fabrizio Castori ha consentito spesso – tramite le sue espulsioni – al vice allenatore di guidare da solo la squadra in panchina e anche stasera allo Stirpe sarà così per Frosinone-Salernitana. Non una novità, non un esperimento. Anche perché dagli spalti vuoti dello stadio frusinate, il mister marchigiano si farà certamente sentire anche dai suoi in campo.

Già contro la Reggina, alla prima giornata di campionato, Bocchini si era accomodato in panchina da allenatore “titolare”, dovendo Castori scontare ancora una giornata di squalifica, residuo del precedente campionato con il Trapani. Finì 1-1 all’Arechi. Stasera proverà a conquistare l’intera posta in palio, lui che lavora con Castori – non continuativamente – dal lontano 1996: l’idillio tra i due nacque a Tolentino, dove Bocchini arrivò da difensore per rinforzare la rosa del team marchigiano che aveva appena conquistato la salvezza in Serie C2. Arrivava dal Sansepolcro e in precedenza aveva vestito la casacca del Foligno: giocò 44 partite in un anno e mezzo, il tempo di guadagnarsi la fiducia del mister, prima di un grave infortunio a dicembre del 1997. “Lui e Fabrizio sono fatti della stessa pasta. Di Bocchini ho un ricordo lancinante: il suo trasferimento all’Ascoli era fatto, invece si ruppe la tibia. Avrebbe meritato qualcosa in più in carriera. Si è creato un bel sodalizio con Castori che va avanti da anni: parlano la stessa lingua calcistica, fatta di valori e generosità, ha recentemente raccontato al quotidiano Il Mattino Ivano Ercoli, ex presidente di quel Tolentino dei miracoli. Bocchini nel 1998 cercò (invano) fortuna in B alla Fidelis Andria, poi tornò in C con Montevarchi, Castel di Sangro, Atletico Catania e Lanciano. In Abruzzo lo rivolle proprio Castori, per proseguire il fortunato sodalizio: altre 65 partite (con un gol) in rossonero, poi il passaggio comune dei due al Cesena. Un’altra storia di attaccamento e di tante battaglie: 80 per la precisione tra il 2003 e il 2005, con tanto di promozione in B. Bocchini era in campo nell’infuocato pomeriggio di Lumezzane, divenuto famoso per il brutto gesto di Castori ai danni dell’ex granata, Strada, di cui poi si è pentito con una sincera lettera di scuse. E fu leader della difesa romagnola anche in cadetteria, categoria che aveva sognato tanti anni prima, alla “tenera” età di 32 anni. Ha chiuso la carriera tra Ancona e Monopoli in terza serie nel 2006/07, per poi diventare subito parte integrante dello staff al Cesena di Fabrizio Castori, che ha seguito a Salerno già nel 2008, nella prima e poco fortunata esperienza del mister in Campania. E poi Piacenza, Ascoli, ancora Cesena, Carpi e Trapani, prima di riapprodare alla Salernitana. Tutto molto diverso oggi.

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