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Iori sfida la Salernitana: “Vincere per i playoff, l’Arechi vuoto non sarà un problema”

Ha già segnato quattro gol in stagione e di professione farebbe il mediano di costruzione davanti alla difesa. Manuel Iori non è solo il capitano del Cittadella, è il simbolo di un movimento in continua crescita da cui prendere solo spunto. Sabato la squadra di Venturato sarà di scena all’Arechi e come sempre a guidare la banda di ragazzini ci sarà Iori. La carta di identità recita 37 anni, ma a vederlo giocare non si direbbe affatto. Il Citta arriva a Salerno da settima in classifica, per continuare a sognare i playoff sabato servono punti. Ma la Salernitana non si può permettere di sbagliare ed è obbligata a vincere e anche a sfatare il tabù Cittadella che all’Arechi fa sempre festa: “Negli ultimi incontri con la Salernitana abbiamo sempre disputato ottime gare, speriamo di ripeterci anche sabato – ha detto capitan Iori a Radio Alfa  – Sarà difficile, ma la nostra classifica ci obbliga a prendere punti per rimanere attaccati ai playoff. Sappiamo che la Salernitana non viene da un periodo facile e ha fame, ma dobbiamo vincere. Loro prepareranno la partita per metterci in difficoltà ma anche noi faremo lo stesso”.

Iori sabato ritroverà anche Gregucci, suo allenatore ai tempi del Legnano ben 16 anni fa: “Ho un ricordo piacevole del mister, abbiamo condiviso l’esperienza di Legnano ed eravamo entrambi molto giovani. Aveva tanta voglia e tanta passione, poi la carriera che ha fatto parla con lui. Mi farà piacere salutarlo”.

Per la seconda volta consecutiva i tifosi diserteranno e l’Arechi sarà vuoto. Non sarà un problema per il Cittadella, più per la Salernitana: “Ricordo Salerno come ambiente caldo ma è sempre una bella trasferta, noi non abbiamo sempre tanto pubblico quindi è bello giocare con tante persone allo stadio. Capisco che se le cose non vanno bene il pubblico può essere un problema, ma può essere anche una spinta in più: a noi non cambia nulla se ci sarà lo stadio pieno o lo stadio vuoto”.

Oltre al pubblico mancherà anche Davide Di Gennaro che praticamente non è mai diventato un giocatore della Salernitana. Uno dei tanti problemi che ha afflitto l’amara stagione del cavalluccio: “Credo che Di Gennaro sia un giocatore importante per la categoria, non conosco i problemi che ha avuto a Salerno ma è un calciatore che ha fatto tanto anche in Serie A, è di altissimo livello. Credo che la Salernitana abbia fatto un buon inizio di campionato con Colantuono ma anche con lui ci sono stati problemi, altrimenti non ci sarebbe stato il cambio in panchina. I problemi sono continuati ma noi dobbiamo stare attenti perché i granata hanno individualità importanti e se non avesse avuto tanti problemi sarebbe molto più in alto in classifica”.

Il Cittadella è ormai una delle realtà più belle del campionato di Serie B e da sorpresa è presto diventato una certezza: “Certamente è impossibile fare un paragone con Salerno. Da queste parti si guarda soprattutto alla costruzione di un credo e di un identità. Il nostro ds va a pescare in categorie inferiori calciatori che si dimostrano sempre all’altezza della situazione e il mister è bravo e preparato e ci fa giocare bene. Il segreto è non fare il passo più lungo della gamba”.

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