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Jolly o no, c’è da tutelare tutti: qual è il ‘piano B’? Dalla Germania l’idea: squadre in bolla

Tra sette giorni c’è un’assemblea importante e chissà che la soluzione non sia mandare tutti in auto-quarantena preventiva. Perché il virus corre veloce, è impossibile da governare e soprattutto nel garantire la regolarità del campionato si dovrebbe continuare a tutelare anche le squadre che avessero la sfortuna di incorrere in casi di Covid da qui alla fine, nonostante il calendario sia stracolmo. C’è chiaramente anche una lotta politica sullo sfondo, che emerge in maniera chiara, peraltro con numerosi ricorsi pendenti (c’è quello della stessa Salernitana contro la Lega B che sarà discusso nelle prossime settimane al Coni, riguardo le modalità di elezione di Balata, e quello del Chievo contro la decisione del giudice sportivo di disporre il recupero contro l’Empoli).

Tirarlo fuori dal cilindro non sarebbe la cosa auspicabile perché il campionato fili liscio, ma neppure una cosa impossibile da pensare. Il famigerato jolly è un’idea che la Salernitana non può non prendere in considerazione in vista della partita contro il Monza, che è decisiva per ipotecare il terzo posto. Il club granata preferirebbe scongiurare l’ipotesi, presentarsi in campo e magari far punti. Ma se non dovesse riuscire a preparare adeguatamente la gara per motivi riconducibili ai contagi da Covid, non sarebbe da escludere la richiesta di rinvio della partita in ossequio al regolamento sottoscritto dai 20 club nel comunicato ufficiale numero 29 del 13 ottobre scorso. Quello, sostanzialmente, che concede a ciascuna squadra la possibilità di un unico bonus, prima di perdere le successive gare a tavolino, in caso di mancata presentazione sul campo. Ma gli interventi delle Asl, si è visto, hanno poi reso questa seconda eventualità merce rarissima, che ha condannato solo la Reggiana.

Il problema non va sottovalutato, perché scoprire uno o più positivi a ridosso della ripresa del rush finale, con o senza interventi delle Asl ed in una qualsiasi delle 20 squadre partecipanti al campionato (paradossalmente anche il Pescara, “artefice” involontario del blocco con slittamento, che ieri ha visto salire a 9 il numero di contagiati), comporterebbe un’inevitabile, ulteriore scivolamento. Ma entro il 27 occorre finire tutto, perché alle porte ci sono le Nazionali, ed il tempo per recuperare altre partite non c’è: la Lega B ha optato per l’incastro massimo e definitivo, incrociando le dita. Nessuno si può più permettere di rinviare una partita, sebbene il regolamento consenta almeno un bonus a tutte: chi avesse la “sfortuna” di doverne usufruire alla quartultima, alla terzultima, alla penultima o all’ultima, cosa dovrebbe fare? C’è un piano B? È la domanda che molti presidenti – a questo punto non solo il co-patron della Salernitana, Mezzaroma – si faranno venerdì 30 aprile in occasione della prossima assemblea di Lega B, l’ultima prima della preventivata ripresa del campionato. Possibilmente, per dare origine anche a delle risposte che impediscano un finale di stagione inquinato da veleni, ricorsi e disagi. Chissà che una soluzione non possa arrivare dalla Germania: i calciatori e gli staff delle squadre della Bundesliga e della Zweite Liga (la seconda serie) andranno letteralmente in bolla per garantire la regolare conclusione dei campionati. Lo faranno in due fasi: la prima fase inizierà il 3 maggio, quando i componenti dei gruppi squadra saranno autorizzati a recarsi solo presso campi d’allenamento e stadi, dormendo nelle proprie case; a partire dal 12 maggio, invece, andranno tutti in ritiro nei propri centri sportivi per una sorta di auto-isolamento, con tanto di aumento della frequenza dei tamponi anti Covid.

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