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La B vuole ripartire, in caso contrario: “Il format non va cambiato. Merito sportivo solo per il Benevento”

Il calcio italiano continua a navigare a vista. Al momento sotto i riflettori c’è la Serie A, per la quale però non vi è ancora una data certa per il ritorno in campo. L’idea è quella di far ripartire la massima serie per la metà di giugno, di riflesso la Serie B potrebbe ripartire per fine giugno o inizio luglio. I club cadetti comunque si stanno organizzando tra test e allenamenti individuali, in tutta sicurezza. La voglia di tornare in campo è tanta, come conferma il numero uno del Frosinone Maurizio Stirpe ai microfoni di Rete8: “La curva dei contagi ha assunto un andamento tale da permettere la ripresa di allenamenti e campionati tra qualche settimana, non vedo perché non si debba dare al calcio la possibilità di riprendere la sua attività. Se si optasse per fermare i campionati senza promozioni e retrocessioni, nessun problema, ma se lo stop portasse alla cristallizzazione della classifica con promozioni e retrocessioni, il regolamento parla chiaro: tre retrocessioni dalla A e tre promozioni dalla B. I playoff la B li ha introdotti per rendere più avvincente il torneo, ma se si ragiona in termini di merito sportivo, questo ce l’ha solo il Benevento. Nell’altro caso, ci siamo anche noi nel discorso promozione. Altrimenti procederemo per vie legali: solo il campo non lascia strascichi”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente del Cosenza Eugenio Guarascio, così alle colonne del Corriere dello Sport: “Siamo convinti che la B debba riprendere e ci siamo presi una decina di giorni in attesa del nuovo protocollo. Il campionato andrà concluso, ovvio in tutta sicurezza, se questo sarà possibile. In caso di cristallizzazione della classifica non credo che il Cosenza sia a rischio perché se non si giocherà, la colpa non sarà nostra. Il decreto del Governo che ha fatto da paracadute alla Figc parla pure di riforme. E se non le facciamo ora, quando allora? Non si possono risolvere i problemi con le retrocessioni a tavolino. Confido molto nel presidente Gravina che è persona qualificata e attenta a que ste dinamiche. Non creerà disparità tra le squadre per le valutazioni e le decisioni che eventualmente prenderà in Consiglio Federale”.

Il patron dell’Entella Antonio Gozzi, ai microfoni di Radio Sportiva, si è espresso sui costi che comporterebbe l’applicazione del protocollo e sulle soluzioni in caso di mancata ripartenza: “La situazione è in realtà di incertezza. Oscilliamo tra giornate in cui ci sembra più probabile la ripartenza ad altre in cui la ripartenza ci sembra ancora lontana. C’è una convergenza di valutazione da parte di tutti i presidenti di B che valutano dai 400 ai 500mila euro il costo relativo fondamentalmente al confinamento e al ritiro, e questo significa avere alberghi disposti ad ospitare solo la squadra e lo staff. Non ci dimentichiamo dei tamponi che, se numerosi, sono difficili da reperire e costosi, e poi dei voli charter. Le società cadette hanno un deficit già significativo. La mancata ripartenza è un argomento super delicato. Credo che sarà la Lega di B e i presidenti che dovranno affrontare questo problema se mai si dovesse porre. Io credo che la bussola che deve condurre tutti noi è quella del merito sportivo e quella del minor cambiamento possibile delle regole del gioco. Nel senso che se si cambiano le regole del gioco poi ognuno può sentirsi favorito o sfavorito da questo cambiamento. Invece le regole ci sono, i format della B prevede playout e playoff e credo che non dovremmo distanziarci da quelle regole lì. Introdurne di nuove non sarebbe giusto. Il merito sportivo è naturalmente la classifica di oggi ma bisogna altresì tenere conto che mancano dieci partite, non tre o quattro, al termine e quella classifica poteva ancora modificarsi, escludendo il Benevento che è fuori discussione per quanto dimostrato”.

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