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La Lega B affila le armi, la Salernitana pure. È guerra sul nodo multiproprietà

Tensione a distanza, messaggi poco cifrati ed un campionato che si avvia al suo rush finale. “La classifica si guarda a marzo”, hanno sempre detto gli allenatori, diversi. Ora non può non farlo la Salernitana, terza in un mucchio equilibrato, con minime possibilità di errore se vuol davvero coltivare il sogno promozione. Ma c’è anche la bufera in Lega B, camuffata da acque chete di note stampa milanesi che – con toni concilianti – mettono all’ordine del giorno situazioni fino a ieri tralasciate, dimenticate. “Infine è stato affrontato il tema delle seconde squadre e delle multiproprietà: le commissioni competenti sono state incaricate di esaminare in modo esaustivo le relative fattispecie”, c’è scritto sul finire del resoconto del consiglio direttivo pubblicato ieri dalla Lega B. Una frecciata (anche) alla Salernitana.

C’è da dire che, dopo il cambio della governance in via Rosellini, il club granata ha agito con due richieste di sospensiva in ambito federale, poi trasformatesi in ricorsi al Tribunale Federale e alla Corte Sportiva d’Appello, entrambi respinti. Ora, Lotito e Mezzaroma hanno portato la questione dell’elezione di Balata svolta a distanza (con una serie di altre osservazioni che sfociano addirittura nel mancato rispetto della Costituzione, clicca qui per leggere l’articolo) davanti al Collegio di Garanzia del Coni, terzo ed ultimo grado della giustizia sportiva nazionale. “Una questione di principio”, ha commentato il costruttore romano. Evidentemente lo è anche per la Lega B, almeno per la fazione – in maggioranza – che ha appoggiato la rielezione di Balata. Il motore trainante è in Brianza, con Adriano Galliani che è diventato vicepresidente del direttivo in luogo proprio di Marco Mezzaroma, determinando letteralmente un capovolgimento di linea politica. Con lui i consiglieri Neri (Ascoli), Sticchi Damiani (Lecce), Lovisa (Pordenone), Salerno (Reggiana), Mattioli (Spal) e gli indipendenti Messuti e Pizzigati. Che ieri, discutendo di tagli stipendi, diritti tv, contenzioso con la Serie A (clicca qui per leggere l’articolo), hanno deciso di gettare nel calderone anche la questione multiproprietà e seconde squadre. Nulla di male, anzi. Già nel 2018, quando si ventilava l’approvazione della Figc – poi arrivata – del progetto delle seconde squadre, Balata tuonava: “Siamo fermamente contrari”, limitandosi però a commentare solo un possibile salto in B della Juventus U23 che avrebbe chiaramente impedito ai baby bianconeri di essere promossi in Serie A. All’epoca Mezzaroma era vicepresidente di Lega B. Ora le gerarchie sono cambiate, gli scambi di frecciate – anche pesanti – diventano frequenti ed ecco che Milano decide di dare un’accelerata: le commissioni della lega cadetta esamineranno pro e contro della faccenda, per poi elaborare un documento che possa rappresentare l’opinione della maggioranza della B in seno alla Federcalcio, che dovrà ovviamente avere l’ultima parola. Nel mirino del direttivo e di Galliani, vero deus ex machina del nuovo corso politico in cadetteria, ci sarebbero anche le operazioni tra Lazio e Salernitana in termini di trasferimenti di calciatori. Sarebbe spuntato fuori anche il caso – solo potenziale, ad oggi – del Bari (col Napoli) con quello similare del Mantova (Verona). Due anni fa, Gravina si esprimeva così sul tema multiproprietà: “Ne esistono di occulte, a questo punto riflettiamo se introdurle alla luce del sole. Sono sempre stato contrario, ma bisogna anche essere leali nel riconoscere che oggi ci sono multiproprietà ufficiali che si stanno concretizzando con alcuni arrivi dalla LND, ma ci sono anche multiproprietà in termini di collaborazione diretta e altre indirette. Quelle che derivano dalla capacità di alcuni presidenti di prendere in valorizzazione esclusiva, come esclusiva attività della proprio mission, calciatori da altre leghe professionistiche e vivere solo su aspetti legati alle valorizzazioni. Questo credo non sia il modo migliore di parlare di formazione, credo sia l’ora di guardare in faccia al futuro togliendo quel cosmetico di superficialità costante. È il momento del coraggio e credo che io per prima devo assumermi le responsabilità di adattare i provvedimenti necessari. Il nostro mondo ha bisogno di scelte decise, decisive ed importanti. Il momento di rinnovamento deve portare a trovare la migliore soluzione e il miglior equilibrio in un mondo pieno di insidie e contraddizioni che sicuramente è migliore di quello che tanti vogliono farlo apparire”.

Insomma, la Salernitana attacca, la Lega contrattacca tra tribunali, direttivi e note stampa. Una “guerra fredda”, come definita dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, che di certo non aiuta nessuno. La società granata sembra essere in minoranza, ma comunque non sola: Pisa, Pescara e Brescia sarebbero dalla sua parte e Lotito, che ha mantenuto un posto in consiglio federale pur “perdendo” le elezioni (appoggiava Sibilia alla Figc, nda), resta figura in grado di muovere pedine importanti. Ma occorre farlo con chiarezza, perché il cavalluccio è lì al terzo posto in classifica e ha la concreta possibilità di andare in Serie A dalla porta anche principale. L’impedimento non sta nel farlo, ma nelle immediate conseguenze: “Chiaramente se dovessimo andare in massima serie, dovrei cedere la società”, si è limitato a dire Lotito fino a un paio di anni fa, quando non era un traguardo vicinissimo. Ora il co-patron da tempo non affronta vicende granata, mentre Mezzaroma si è sempre dichiarato tranquillo. Il ds Fabiani ha più volte parlato di “falso problema”. Non si tratta di imprenditori sprovveduti pronti a regalare una società di calcio senza debiti, tutt’altro, dunque occorrerà attendere davvero la possibilità che questo obiettivo si concretizzi per poi capire quale sia la soluzione prediletta: c’è già un potenziale acquirente in caso di A? C’è la voglia di andare al muro contro muro e allentare i vincoli dell’articolo 16 bis, consentendo a Mezzaroma di restare unico proprietario? Un fatto sembra chiaro: mentre nei deludentissimi anni scorsi non è stato fatto molto per provare ad agguantare la massima serie, stavolta allenatore e squadra si stanno superando. In campo la truppa di Castori sta giocando un’altra battaglia, onorando la maglia e provando a tagliare il traguardo.

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