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La Serie A degli abusivi e delle lucciole: l’Arechi riapre con le solite piaghe

Il profumo del calcio dal vivo, quell’emozione scalino dopo scalino, l’adrenalina del prepartita e l’emozione del post-gara dopo una vittoria. Erano trascorsi 531 giorni dall’ultimo calpestio degli spalti da parte del pubblico e i 2476 tifosi presenti ieri per Salernitana-Reggina, questa tanto agognata riapertura degli stadi – seppur parziale e nonostante un meccanismo di ingresso ancora da oliare – se la sono goduta tutta. Se la sono goduta anche loro, gli immancabili. Quelli degli unici “buonasera” sgraditi rivolti al “capo” di turno.

“Tre euro… a piacere”

Stadio aperto uguale… parcheggiatore abusivo pienamente operativo. E non è certo una novità in via Allende. Passa il tempo, ma il ritornello è sempre lo stesso di tre anni fa (clicca qui per leggere) e di ancora prima. Tutto invariato. Anche ieri, a partire da almeno un’ora e mezza-due ore prima del fischio d’inizio, diverse persone – qualche giovane purtroppo anche in stato di lieve alterazione presumibilmente dovuta all’uso di sostanze stupefacenti – hanno “preso servizio” nei piazzali di parcheggio dello stadio, sia fronte tribuna, sia fronte curva sud (mentre dal lato curva nord sono state fatte le prove di isolamento del settore mediante l’installazione di recinzioni mobili, foto in alto). Spesso, non lontano anche dalle inermi forze dell’ordine che continuano a non avere grosse armi per debellare l’asfissiante fenomeno. Diverse anche le segnalazioni pervenute alla nostra redazione, come quella di Mario: “Agli ormai noti problemi organizzativi per l’accesso, file interminabili, lentezza – e non oso immaginare quando il Covid ci permetterà di riempire lo stadio – si aggiunge la tangente da dare agli abusivi. Si è passato dal ‘capo nu cafè’ alla tariffa di 3 euro“. Anno nuovo, categoria superiore, modus operandi vecchio quanto il mondo. Tutto con chi dovrebbe esercitare il controllo a pochi passi e comunque occupato in altre mansioni. Peraltro, ieri non erano presenti gli addetti di Salerno Mobilità per riscuotere il pagamento (quello legale) del ticket parcheggio sulle strisce blu in occasione delle partite.

Prostituzione sotto i riflettori

A proposito di mestieri antichi, i dintorni di via Allende e dello stadio sono – ahinoi – spesso “vetrina” notturna per la brutta piaga di chi vende – spesso per costrizione – il proprio corpo. A Salerno i controlli non mancano e le forze dell’ordine fanno ciò che possono nell’ambito dell’attività antiprostituzione, grazie all’aiuto anche di associazioni di volontariato. Ieri sera è bastato lasciare lo stadio poco dopo la mezzanotte, come qualsiasi giornalista-addetto ai lavori fa per completare i propri compiti nel dopogara, per trovare nel piazzale dell’Arechi e nei viali di accesso-uscita dallo stadio alcune “lucciole” in attesa di clienti. Tutto mentre lo stadio è ancora illuminato e con all’interno alcuni dei lavoratori (tecnici, maestranze, steward) intenti ad effettuare procedure di smontaggio e chiusura. Anche queste scene, purtroppo, non sono affatto nuove per chi lascia lo stadio un pizzico dopo il grosso del deflusso della tifoseria.

Biglietto da visita poco edificante

Tra dodici giorni la Salernitana ospiterà la Roma di Mourinho e, durante il campionato, riceverà grandi campioni, personalità, giornalisti e telecronisti di rilievo nazionale, soprattutto tifosi da altre città che potrebbero portare beneficio alle attività ricettive e commerciali in una sorta di vero e proprio turismo sportivo. È questo – tra parcheggiatori abusivi e prostituzione – il biglietto da visita che Salerno vuol dare a chi verrà da fuori? È mai possibile che non si riesca a fare nulla per mettere la parola fine a queste “attività” nel 2021? Serve salire in Serie A anche sotto questo aspetto. Urgono misure rigorose per contrastare questi fenomeni, chiaramente non solo in occasione delle partite. È una questione di civiltà, una battaglia di legalità per una città che si è meritata sul campo di stare al tavolo con le grandi. Ora deve farlo anche fuori.

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