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Le ambizioni sportive di Iervolino: “Sabatini sarà con noi, proveremo a restare in A”

Al suo battesimo ufficiale da presidente della Salernitana Danilo Iervolino ha affrontato ampiamente il tema sportivo. L’imprenditore ha rinnovato l’ambizione di rimanere in massima serie, confermando le indiscrezioni su Sabatini nuovo ds. L’attenzione sarà al rapporto con le istituzioni sportive, al calciomercato, ai giovani e alle strutture. “Proveremo a rimanere in A. La squadra è fatta da giocatori che hanno bisogno di fiducia, l’essere vincente è uno stato d’animo, a Verona è successa una cosa incredibile. I bookmakers davano a 10 la vittoria, hanno fatto male i conti perché questa è una squadra orgogliosa, proveremo a salvarci. Non abbiamo tempo per programmare, serve un instant team di giocatori che vengano per entrare nella leggenda, non per soldi. Chi verrà dovrà dare tutto, restare in A vuol dire fare la storia. Non restare in A ci dispiacerebbe, dipenderebbe anche da come si andrebbe in B: ci metteremo tutta la professionalità, è comprensibile che se si dovesse andare in B perché abbiamo fatto zero punti l’alchimia non avrebbe funzionato, se si va per mezzo punto, allora ci riproveremo. Oggi c’è la reale convinzione che possiamo farcela, le sfide sono belle perché si possono anche perdere, questa mi ha appassionato in modo particolare. Stiamo preparando una strategia, avremo un ds che ormai tra poche ore dovrebbe essere Walter Sabatini che ha grande esperienza, a cui verrà totalmente affidato il dominio del settore calcistico. Tra tre anni spero di avere una società sana, che ha creato valore sui giovani. Secondo me calcisticamente saremo in alto. La Serie A è cucita addosso alla Salernitana, si può anche fare un buon campionato di B e poi risalire. Per i miei progetti e per l’entusiasmo della città è la categoria congeniale: mi auguro che tra tre anni ripresenteremo una squadra in A, magari che non sia mai scesa”.

Il progetto sportivo di Iervolino

Ci sarà un presidio attento anche da parte mia, ma l’aspetto calcistico sarà tutto affidato al direttore. Poi andremo a giudicare i risultati. Punteremo sugli uomini a cui daremo delega per fare e dopo un periodo di tempo andremo a valutare l’operato con monitoraggio attento. Chiedo un po’ di pazienza e comprensione perché sono nuovo e preso dalle migliori iniziative e con i migliori auspici per iniziare questo percorso che sono convinto sarà entusiasmante: mi auguro che non ci siano incidenti di percorso, ma se ci saranno chiederò pazienza. Il progetto sta prendendo forma, ci stiamo mettendo testa e braccia io e tutto il mio team, sono fiducioso e ottimista. “Il pessimismo non ha mai vinto una guerra”, diceva Eisenhower. Mireremo a essere la prima società sportiva improntata sulla sostenibilità, sul benessere dei lavoratori, dei tifosi e un territorio per gli stakeholders. Sabatini è un vincente, l’ho incontrato col prof. Fimmanò, siamo arrivati entrambi con un reciproco sospetto. Lui non sapeva quale fosse la mia strategia e io ero preoccupato perché lui è sempre stato nelle grandi squadre. A un certo punto ci siamo fatti dei complimenti al limite del mieloso: ha idee chiare, ci crede, ha una capacità e una ferocia nell’essere determinato che mi ha fatto impazzire. Voglio creare uno nuovo modello di calcio, un nuovo paradigma di calcio. Mi piace in generale il modello americano, dove non si sale e non si scende e si può programmare diversamente dal calcio italiano, dove ci sono obbligatoriamente link con le università e ci si autosanziona se si ha un pubblico violento e se non c’è uno statuto comportamentale. Oggi il calcio non può andare avanti con le offese o la violenza. Adotteremo quanto prima un dirigente della compliance e metteremo a bordo un organismo di vigilanza molto attento, se fosse interessato il generale Marchetti sceglierei lui perché qui è stato un galantuomo. Mi piace tanto il modello Atalanta, è un modello vincente, apprezzo l’attenzione per il vivaio”.

La scelta Sabatini

“Lo sentiremo parlare, ho sentito parole al miele riguardo questo progetto nuovo del calcio che vuole rivoluzionare tutti i gangli e le opacità. Manca poco, abbiamo fatto l’atto da qualche ora, poi faremo una conferenza anche con lui. Parlerò con lui anche dell’allenatore, ad ora non ho affrontato l’argomento, non c’è stato il tempo perché gli ultimi giorni abbiamo corso tanto. Sabatini vuole parlare di persona con me tra domani e dopodomani. Andremo sul mercato, siamo qui per provare a non retrocedere, abbiamo due partite in meno e possiamo farcela, c’è la spinta necessaria. Capisco che oggi dal punto di vista delle certezze contano i fatti, i numeri e le circostanze. Devo parlare con Sabatini per il budget; non mi dispiace investire, mi dispiace gettare anche un euro, ma sono un grande investitore. Sabatini me l’ha chiesto, io ho detto che dipende: se c’è da fare degli investimenti li faremo, se c’è da comprare giocatori stanchi per dare alla piazza una maggiore immagine, io non vivo di stellette e non sono venuto qui per prendere la ribalta. Sono venuto qui per fare i fatti concreti. Il calcio è spettacolo, questo passa dai giocatori che vengono acquistati e dall’allenatore. L’allenatore li mette in campo, Sabatini li deve far crescere. Aver preso il ds è il vero colpo. Lui ha tutte le frecce per poter pensare realisticamente di restare in A facendo un grande spettacolo, credo fortemente nel suo scouting. Con lui faremo due contratti, quello reale e un gentlemen agreement: in questa fase della sua vita vuole essere un guerriero affinché la squadra possa rimanere in A. Con la B sono due mondi differenti, ci siamo rimandati a fine giugno per correttezza, quando le persone si comprendono bene fanno così”.

Ribéry e Calciomercato

“Balotelli? Prendere le figurine non mi interessa, vorrei puntare sui giovani. C’è bisogno di gente che ha gamba, cuore. Anche giocatori di esperienza, il progetto lo produrremo da qui a pochi giorni anche perché la fine del mercato è vicina. Ho un’adorazione per Ribéry, certo non è il futuro della Salernitana e non vuol dire che non possa rimanere un altro anno, ha 38 anni. Da qui alla fine del campionato e forse anche il prossimo anno sarà fondamentale. Su di lui si dovrà puntare, ha carisma, ha vinto, sa dettare i tempi di gioco. Personalmente non mi vedrete mai interferire con le idee del mister e del ds. Lo ritengo un buon acquisto, ha dato vetrina a Salerno, da qui a fine campionato può fare la differenza, quando gioca la fa. La squadra mi è sembrata di qualità. Non è che a Verona si è vinto per caso, le occasioni ci sono state, anzi si potevano fare altri due gol. Il successo è meritato e deriva da una squadra che non è ultima per organico, andava motivata, ha creato secondo me poco nella prima ondata di campionato. Ha delle potenzialità, va rinforzata, altrimenti non avremmo pensato a Sabatini in virtù del mercato di riparazione. Lo scheletro c’è, quando i ragazzi giocano, qualcosa di buono si vede”.

I rapporti col governo del calcio

Ho fatto già sentire la mia voce a Dal Pino e Gravina, entro in punta di piedi, ho un carattere mite, cercherò di farmi conoscere. Sono anche un rivoluzionario, un combattente, uno che quando crede nelle proprie cose le porta avanti con dialettica, argomentando, cercando non pretestuosamente di convincere gli altri, ma cercando di ragionare. Il cambiamento spaventa, nessuno vuole cambiare realmente perché si liberano nuove energie, nessuno vuole volti nuovi soprattutto nel calcio ma io sono al contrario, spero che tra qualche anno venga il nuovo Iervolino. Credo nell’ascensore sociale, bisogna interrompere il flusso delle disuguaglianze e nella democratizzazione delle opportunità perchè sono uno startupper nel dna. Noi presidenti dobbiamo ripensare a come si fa azienda, al fair play finanziario, alla tutela dei ragazzi e delle famiglie allo stadio; è necessario ottimizzare ed efficientare la questione dei diritti, c’è bisogno di più perequazione per le categorie inferiori e ripensare a come e quando andare allo stadio se la crisi sanitaria andasse avanti. Non ho una ricetta e non penso che la mia sia la migliore, penso che il calcio vada rifondato e spero che qualcuno mi ascolti, poi se ci sono idee migliori… meglio. Le partite contro Udinese e Venezia, rispetto a sentenze già uscite, si dovrebbero recuperare”.

Il settore giovanile, strutture e nuove… tecnologie

“Non abbiamo speranze, ma certezze. Realizzeremo l’academy Salernitana, in un modo o nell’altro, in forme e tempi che non posso vedere, voglio investire sui giovani, lo faremo senz’altro, non abbiamo ancora individuato una figura che coordini il settore giovanile, ne parleremo con Sabatini. Stiamo elaborando un progetto con Technogym per un laboratorio di medicina personalizzata per le performances degli atleti nel settore calcistico. Il progetto in questione mira a prevenire infortuni, migliorare la dieta, è un percorso con algoritmi di intelligenza artificiale. Questo è il futuro, altrimenti le squadre sonno ostaggio della fortuna o della sfortuna: chi becca ad esempio il Covid è sfortunato rispetto agli altri e questo non è un bene, la competizione non deve essere falsata. Tra le prime cose voglio capire cosa fare con le infrastrutture, come migliorarle. Per me l’Arechi è uno stadio mitologico, qualche anno fa sono stato a vedere una partita della Salernitana, non avevo l’occhio clinico del proprietario della Salernitana: oggi guarderò anche i gradini e i bagni, tutto. Evidentemente quando sono andato con l’occhio del tifoso mi sembrava uno stadio grande; penso sia l’impianto più prossimo al mare che ci sia in Italia. Voglio andare a vederlo con un altro occhio. Dipenderà molto anche da quello che ci diremo col sindaco, dalle aspettative nostre e dall’idea di investire progettualmente insieme a noi”.

Napoli, una fede mai nascosta

“Io sono nato nel mito di Maradona e ho anche scritto qualcosa sul Napoli, ne sono stato sponsor. Quando le persone devono ripudiare i loro amori è pazzesco. Nasco tifoso del Napoli e mi auguro che possa vincere lo scudetto, ma in primis voglio che la Salernitana si salvi. Ho dovuto spiegare a mio figlio che mi diceva “due mesi fa siamo andati a vedere la partita del Napoli, che succede?”. Vengo da Palma Campania che dista 18 Km dal centro di Salerno e 25 dal centro di Napoli. Sono più prossimo a Salerno. La mia azienda più importante è stata fondata a Salerno, l’amore verso questa città è stato incredibile. Da giovane il 90% delle volte uscivamo a Salerno e non a Napoli. È chiaro che calcisticamente noi ragazzini siamo nati nel mito di Maradona, ma posso assicurare che ogni volta che avevo la possibilità di prendere i biglietti andavo a vedere la partita della Salernitana anche in categorie differenti. Il calcio è coinvolgimento, emozione, tante cose messe insieme. La Salernitana ora me le sta dando tutte, mi sono innamorato di nuovo, nella vita non si può essere condannati perché prima avevi un amore e ora ne hai un altro. Col Napoli mi auguro che la Salernitana possa vincere e poi gli azzurri le vincano tutte per vincere lo Scudetto”.

Subito contro… Lotito

Non ho sentito Lotito e non lo conosco. Contro la Lazio sarà emotivamente forte, c’è l’ex proprietario, li prendiamo immediatamente in un momento difficile per noi, sarà una partita per cuori forti e io sarò allo stadio”. 

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