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L’importanza di affidarsi al turnover: Ventura cambia e vince la crisi, Pinto e Gondo armi in più

L’importanza di dar sfogo al turnover. Ieri la Salernitana ha battuto l’Entella ritornando alla vittoria oltre un mese dopo. Il 2-1 sui liguri permette ai granata di tornare a respirare, dopo aver volato troppo alto ed essere state vittime di capogiri da vertigini. Poi è arrivato ottobre, gli infortuni si sono intensificati e Ventura ha avuto difficoltà a gestire la rosa. In campo sono andati sempre gli stessi e sempre gli stessi non hanno potuto garantire prestazioni di qualità soprattutto perché obbligati a scendere in campo sempre a riserva. Sul cruscotto di Ventura si è accesa una spia rossa, due punti in quattro partite e nono posto. Ma a far male al tecnico ligure è stato soprattutto vedere i tifosi del cavalluccio perdere entusiasmo, racimolato con difficoltà a inizio torneo con le tre vittorie nelle prime quattro partite.

Serviva una scossa, serviva un cambiamento. Servivano novità e motivazioni, serviva dar sfogo al turnover. All’improvviso Ventura ha deciso di abbandonare le sue certezze e con coraggio di giocarsi le carte fin qui nascoste talmente bene nelle maniche della camicia quasi da risultare introvabili. Pinto in difesa al posto di Jaroaszynski, Lombardi largo a destra per novanta minuti, Gondo al centro dell’attacco a far compagnia a Lamin Jallow. Un cambio significativo per reparto, tre prestazioni che hanno cambiato il volto della Salernitana.

Pinto si è rivelato sicuro palla al piede e diligente in fase difensiva, senza sbavature e senza emozione per la sua prima in B. Il difensore scuola Fiorentina è stato anche provvidenziale a metà primo tempo, una sua diagonale impeccabile ha fatto tirare un sospiro di sollievo a Micai già pronto a dover calare la prima parata della sua partita, solo rimandata. Naturalmente Jaroszynski è e resta il titolare, ma adesso Ventura sa che può contare su un’alternativa in più.

A destra Lombardi ha finalmente giocato 90 minuti, per la prima volta schierato titolare e per la prima volta in grado di giocare tutta una partita. Purtroppo l’alternanza con Cicerelli sta venendo meno, quando sta bene l’uno l’altro non c’è e viceversa. “Ma immaginate se possiamo averli entrambi in forma”, ha detto Ventura al termine della partita. Lombardi ieri ha corso, tanto, garantendo doppia fase e spinta. Il piede va solo un po’ tarato, ma l’ex Venezia arriva facilmente in area di rigore e la sua spinta aiuta tutta la Salernitana a salire compatta e armoniosa.

E infine Cedric Gondo, la vera sorpresa di questo campionato dei granata. Già con il Pisa si erano intraviste alcune delle sue qualità, esplose definitivamente con l’Entella. In campo dall’inizio al fianco dell’amico Jallow con cui ha dato spettacolo al gol del 2-0 (“esultanza provata in allenamento“), Gondo ha giocato una partita generosa ma di assoluto livello, mettendosi a disposizione dei compagni e garantendo fluidità al gioco e soluzioni diverse da quelle che avrebbe proposto Milan Djuric. “Gondo ha entusiasmo e voglia di arrivare, Djuric invece ha dato tantissimo in queste settimane”, il commento di Ventura. Che ieri non ha avuto paura di cambiare e ha vinto: rispetto alla gara con il Pisa, l’ex cittì ha cambiato cinque undicesimi della formazione iniziale. Mai aveva ritoccato così tanto gli undici di partenza da una partita all’altra. Finalmente Ventura dà sfogo al turnover, finalmente la rosa della Salernitana inizia ad aprirsi. Martedì torneranno in tre, poi si aspetterà Patryck Dziczek che è l’unica stonatura di una sinfonia finalmente dolce suonata dall’orchestra di Ventura riscopertasi all’improvviso numerosa e varia. Per tornare alla vittoria bastava aprire il dizionario e soffermarsi sulla parola turnover: senza paura, anche affidandosi a chi magari non ha tanta esperienza. E adesso la Salernitana è tornata terza, a sette giorni dalla sfida con la Cremonese. Ora Ventura ha tante armi in più da poter sfoderare.

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