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Lombardi, un’assenza che pesa: col Venezia sarebbe stata la “sua” partita

Sarebbe certamente stata la sua partita. Cristiano Lombardi giocava Salernitana-Venezia con la maglia opposta il 5 giugno scorso nella finale d’andata dei playout. Aveva scelto i lagunari per ripartire dal mese di gennaio, dopo una prima parte di stagione di “parcheggio” a Formello ad allenarsi. Una situazione che più di un tesserato della Lazio ha vissuto nel corso degli anni. L’esterno aveva fatto le sue prime esperienze in B col Trapani, in C con l’Ancona, trovando poi discreto spazio nei biancocelesti, prima di essere ceduto in prestito al Benevento. Insomma, una parabola… altalenante per il classe 1995 che lo scorso anno collezionò 13 partite, senza gol, con la casacca arancioneroverde. E una retrocessione bruciante, avvenuta dopo i playout contro la Salernitana disputati con quasi un mese di ritardo, tra carte bollate, ricorsi e quant’altro.

Cristiano Lombardi esulta in granata. In alto, con la maglia del Venezia nel playout dell’anno scorso (foto Tanopress)

Chissà se – sotto sotto – Lotito aveva già previsto per lui un approdo a Salerno qualche mese dopo. Fatto sta che Lombardi giocò interamente i 90′ dell’Arechi e i 120′ del Penzo al ritorno ed avrebbe incontrato più che volentieri sul campo la squadra che lo accolse dopo sei mesi di naftalina l’anno scorso. Il serio infortunio muscolare rimediato due settimane fa a Verona, però, lo terrà lontano dal campo ancora per un po’. Al momento, effettua solo fisioterapia e spera di tornare in campo tra un mese e mezzo, al massimo due. Quando, però, alla fine del torneo mancheranno poche partite. Magari quelle decisive.

Un’assenza che pesa. “Se avessimo avuto giocatori diversi nell’uno contro uno, avremmo potuto fare cose diverse sugli esterni”, la frase ovvia e pesante allo stesso tempo, detta con pacata amarezza da Gian Piero Ventura nella sala stampa dello Stirpe l’altro ieri. Tre gol e quattro assist in 19 gettoni di presenza con la Salernitana per Cristiano Lombardi. “Sono arrivato qua per mettermi alla prova in una grande piazza con un grande allenatore e vorrei riprendermi la Serie A. Per alcuni problemi ho dovuto rinunciare la massima serie e tornare in B che praticamente non ho mai fatto. Voglio mettermi alla prova”, diceva il 25enne a San Gregorio Magno nei primi giorni di ritiro agli ordini di Ventura. Uno che il suo zampino, nell’operazione rilancio del calciatore, l’ha messo sicuramente. Non resta che attendere il recupero del ragazzo.

 

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