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Lutto Boniperti, il cordoglio granata. Gallo: “Suo stile mancherà. Per Salerno fece un’eccezione”

Poche settimane prima di compiere 93 anni, ci ha lasciato Giampiero Boniperti. Leggenda del calcio italiano, che ha dato tutta la sua vita alla Juventus. Esempio impareggiabile di eleganza dentro e fuori dal campo, dal portamento indistinguibile nei primi passi sul rettangolo verde così come negli anni da presidente onorario del club torinese. E non a caso la sua frase più celebre è diventata il motto dei bianconeri. Ha voluto omaggiarlo anche la Salernitana, con una nota sul sito ufficiale: “L’U.S. Salernitana 1919 e la Salerno sportiva tutta si stringono attorno al dolore che ha colpito la famiglia Boniperti e tutto il mondo del calcio italiano per la scomparsa di Giampiero, leggendario calciatore e illustre dirigente sportivo“.

In campo, Boniperti è stato la nemesi del colore granata, non quello della Salernitana però. Detiene il record di gol segnati nei derby contro il Torino, ma non ha mai segnato contro il cavalluccio, che ha affrontato due volte nella stagione 1947/48 e che riuscì a strappare anche un punto con uno 0-0 nella gara di andata a Salerno, allo stadio Comunale, oggi Vestuti. Vi sarebbe poi tornato nel 1987, accompagnato da Gaetano Scirea per l’inaugurazione del club di tifosi della Juventus che è stato intitolato proprio a lui, rispondendo alla chiamata di Pasquale Gallo, fondatore del club, suo amico salernitano con un passato alla Juventus, il quale lo ricorda così: “In pochi lo sanno ma Salerno è stata la sua unica eccezione, nella sua vita quarantennale tra giocatore e presidente non è mai andato in nessun club di tifosi. Poi ne ha fatta un’altra quando doveva presentare il suo libro «Una vita a testa alta», mi chiese di presentarlo qui e lo fece al Lloyd’s Baia Hotel. Lui mi volle nella Juventus, e per me è stato un secondo padre. Negli ultimi anni non l’ho sentito ma la mia storia juventina è tutta sua. È venuto meno un pezzo di me. Sono affranto, non vedo l’ora di andare a trovarlo a Torino, dove riposerà. Ho avuto questa notizia che speravo non arrivasse mai, erano già pronti i miei auguri per il suo compleanno il 4 luglio. È un giorno triste. Il suo stile è qualcosa che pochi possono capire oggi e che mancherà tremendamente al calcio. Ricordo che mi portò a casa di Omar Sivori a Buenos Aires, quelle di loro due erano le mie figurine preferite da piccolo. Senza di lui non avrei potuto raggiungere le vette umane e professionali a cui sono arrivato. Sono stato fortunato a vivere quotidianamente con lui per 25 anni“.

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