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Manfredini a Radio Alfa: “Torneo insidioso, ma Salernitana solida. Conosco Lotito e…”

Non ha mai vestito la maglia granata, ma a Salerno è di casa. Christian Manfredini, nato in Costa D’Avorio, è stato adottato da una famiglia battipagliese all’età di cinque anni. A Battipaglia risiede tutt’ora: “Non mi aspettavo una Salernitana così in alto. Abitando a Battipaglia, io e i miei concittadini, speravamo in una squadra che tornasse ad alti livelli, ora ci auguriamo che rimanga in alto e se la giochi fino alla fine. Ci crediamo – ha detto ieri sera ai microfoni di Radio AlfaLa Salernitana è solida e consapevole della propria forza, altrimenti non sarebbe arrivata a tal punto. Molte squadre hanno fatto inesti importanti e ciò è significativo in un campionato lungo ed estenuante come la B. I calciatori hanno bisogno tutti di rifiatare, soprattutto se si gioca a stretto giro di posta. Spero che tenga alla lunga, ma credo che qualcosa possa perdere rispetto alle altre squadre. Con l’infortunio di Lombardi ha perso tanto, ma ci sono altri giocatori validi. Forse il mercato poteva portare qualcosa in più, ma bisogna pensare positivo”.

L’ex centrocampista ha vestito, nel 2002/03 e dal 2004 al 2011, la maglia della Lazio e conosce bene quindi Claudio Lotito: “Conosco bene il presidente Lotito e credo abbia anche una soluzione a questa situazione della multiproprietà. Sa bene dove arrivare e non resta mai indietro agli altri – ha spiegato in merito alla questione multiproprietà – Sotto la sua gestione la Salernitana finora ha fatto bene, ovviamente è un altro conto provare a salire. Questo non è sempre semplice. La città però dovrebbe essere contenta di avere una proprietà sana. Ci sono sempre pro e contro. Il calcio è cambiato. Ormai di proprietà italiane nel nostro calcio ce ne sono poche. Io sono favorevole alle multiproprietà, a patto che si facciano le cose per bene, in qualsiasi città”. Manfredini ha vestito anche la maglia del Chievo dal 2000 al 2002. Alla piazza clivense è rimasto fortemente legato, con una storica promozione in Serie A conquistata nel 2001: “Di Verona e del Chievo ho ricordi bellissimi. Ora è un Chievo diverso rispetto a quello in cui giocavo io. Sta avendo qualche difficoltà, non è semplice ora tornare in Serie A. Per tornare in massima serie servono gli investimenti, che forse sono un po’ mancati, e organizzazione. Il torneo è insidioso perché è competitivo e lungo. Ci sono tante partite ravvicinate e molte squadre che possono giocarsela. Serve avere una rosa ampia. Bisogna tenere il passo fino alla fine e chi reggerà di più avrà la meglio”.

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