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Mendicino a Radio Alfa: “Tutino è dinamite. Castori il migliore. Lotito? Ci vuole equilibrio”

Gennaro Tutino è prossimo a vestire la maglia della Salernitana. Il calciatore scuola Napoli è stato compagno di squadra di Ettore Mendicino nel Cosenza che conquistò la promozione in Serie B nel 2018. Mendo lo ha ricordato nel corso della trasmissione “Speciale Ritiro“, in onda su Radio Alfa Lab: “Tutino è un giocatore in rampa di lancio, l’abbiamo visto negli ultimi anni: è esploso nei playoff dell’anno in cui abbiamo vinto il campionato e si è riconfermato in quello successivo. Promette grandi cose, non è una prima punta, è esplosivo, ama staccarsi e giocare coi compagni, è generoso, un ragazzo che corre e lotta. Che ha i colpi, insomma. Può essere un giocatore molto utile e penso anche che dal punto di vista umano possa legarsi all’ambiente. Il suo ruolo? Secondo me da esterno rischia di perdersi, almeno per come l’ho conosciuto io. Ha bisogno di svariare e non avere compiti precisi, di sfruttare lo spazio essendo esplosivo e veloce. Può sfruttare il lavoro di Djuric e delle mezzali e della squadra, negli ultimi trenta metri può inventare la giocata perché è anche un buon rifinitore”.

La punta milanese approva anche la scelta di Castori sulla panchina della Salernitana: “Lo dissi già pubblicamente al momento della sua firma, secondo me è un’ottima scelta, anzi la migliore. È un allenatore completamente diverso rispetto a quando allenò la prima volta la Salernitana. Sono passati tanti anni ed è giusto riconoscere che è l’allenatore che vanta il più alto numero di panchine in B, oltre ad essere comunque uno che ha vinto. Se ne vedono pochi di allenatori che vanno avanti vincendo campionati. Spesso si vedono quelli che giocano bene, o quelli legati ad alcuni presidenti. Castori ha vinto dalla Promozione alla Serie B, di campo ne sa. Ho avuto il piacere di conoscerlo ed è una persona vera, con valori veri“.

Da calciatore uscito dal settore giovanile della Lazio, Mendo chiude con un pensiero sull’atmosfera che si è più che mai raffreddata tra la piazza e la proprietà granata: “Queste contestazioni c’erano già ai tempi in cui ero anch’io a Salerno. Penso che per quanto si possa criticare questa proprietà abbia fatto delle ottime cose. Capisco che giustamente una piazza come Salerno meriti di lottare per vincere, ma non bisogna dimenticare che ce ne sono tante altre di ottimo valore che sbagliano scelte e investimenti, ma non gli viene contestato il fatto che non ci sia interesse a salire. È difficile capire dove siano le reali intenzioni e dove le responsabilità. In passato sono state fatte operazioni con nomi altisonanti, ma se poi non vinci risulta sempre la stessa cosa, escluso l’ultimo anno dove è stata costruita una squadra con molti giovani. Anche le scelte degli allenatori (Colantuono e Ventura) non credo siano state deficitarie. A volte bastano anche scelte minori, basta pensare al Pordenone quest’anno. Finora il campo non ha dato ragione alle scelte effettuate e capisco le esigenze della piazza. Sicuramente quello della multiproprietà è un problema, ma è bello vedere la Salernitana che lotta in Serie B, quindi ci vuole un po’ di equilibrio nei giudizi“.

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