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Merino cuore granata: “Salernitana, devi crederci! Tifosi all’Arechi per amore”

Tuta sociale, maglia di Akpa Akpro indossata e tantissima appartenenza. Ieri Roberto Merino è stato ospite negli studi di Radio Alfa Lab e ha potuto mostrare tutto il suo amore per i colori granata. Merino è un tifoso della Salernitana, ama definirsi pisciaiuolo ma resta una voce da ascoltare per esperienza e professionalità. Il numero 10 peruviano nel corso della trasmissione ha toccato tantissimi aspetti, a cominciare dal più caldo. “Nonostante abbia perso Lombardi, l’uomo più in forma che sfornava assist per Djuric, la Salernitana ha l’obbligo di crederci – ha detto – Conveniente giocare contro il Livorno che è ultimo, la Salernitana è quinta e ogni partita è un libro aperto. Ci sarà un allenatore molto osannato qui a Salerno come Breda. Quando ero con lui la squadra era un po’ in bilico, lui è una persona che sa trasmettere le sue motivazioni e la sua esperienza, garbato e che sa comunicare con l’atleta. questo è importante, al di là della teoria e della pratica che fai sul terreno di gioco. tratta tutti nella stessa maniera e fa capire fin dal primo giorno che tutti i calciatori sono importanti nella rosa. Breda mi ha insegnato a essere un giocatore polifunzionae, in una partita mi fece fare addirittura il terzino sinistro, mi convinse dicendomi che avevo velocità, tecnica, capacità fisica e tecnica, pieno di complimenti, sembrava che mi stesse parlando Babbo Natale, per cui entrai in campo convinto di poter fare anche un ruolo che non avevo mai fatto, neppure nelle giovanili del Barcellona“.

Un episodio che ricorda tanto Kiyine a Verona. Anche se alla Salernitana servirebbe un calciatore alla Merino: “Non so se manca un Merino a questa squadra. Molto… umilmente (ride, nda) quando Merino stava bene faceva la differenza, quindi in questa Salernitana avrebbe potuto fare qualcosa di importante“.

Il Livorno è in caduta libera, situazione non nuova per Merino: “Vissi una situazione simile a Salerno. Bisogna provare a fare gruppo e stare tutti sulla stessa barca. Analizzando bene, Breda verrà a giocarsi una grandissima finale. Sarà difficile per il Livorno: quando punti per andare ai playoff è un conto, quando lotti per la retrocessione è un altro. L’aspetto mentale è determinante. Gli acquisti di gennaio sono molto importanti, puoi avere infortuni, squalificati e devi fare la differenza quando arrivi all’ultimo scatto. C’è un perchè se arrivi vicino all’obiettivo. Secondo me serviva qualcosa in più sul mercato. Ora senza Lombardi e Akpa ci sarà Djuric costretto a combattere da solo lì davanti. Certo, Ventura è garante nei confronti della gente per una riscossa. A volte la regola del calcio è maledetta vittoria, benedetta sconfitta“.

Contro il Livorno sarà difficilissimo arrivare a diecimila spettatori, sempre più complicato il rapporto tra i tifosi e la squadra: “L’illusione non deve diventare disperazione. Quando giocavo io ho avuto la fortuna di giocare con 40mila anime, ricordo le partite contro Avellino e Bari, con le persone che venivano per amore all’Arechi. Il calcio è pane, una coppia non andava a mangiare la pizza per avere un soldo in tasca in più per comprare il biglietto. Non si può perdere il valore della trasmissione della passione calcistica di padre in figlio che rappresenta il bello che c’è in Italia, anche in altre piazze”.

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