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Mezzaroma schiva domande tecniche: “Analisi scorso anno porterà conseguenze. Non vendiamo, vogliamo Serie A”

News sul progetto tecnico? “Presto saprete”. Marco Mezzaroma schiva ogni domanda su allenatore, ds, e argomento tecnico nella conferenza di presentazione di magliette e iniziative per il centenario. Qualcosa, però, la lascia intendere.

“Le regole sono queste, risponderò solo a domande sul centenario e sulle iniziative, altri tipi di domande troveranno risposte in un secondo momento, non scappiamo di certo, ma stavolta abbiamo un menu che riteniamo già appetitoso”, l’esordio di Mezzaroma nella cornice del castello Arechi. Parole che alzano una coltre di fumo su quel che sarà della Salernitana 2019/20 dal punto di vista degli interpreti a tutti i livelli. Mancano venti giorni, forse meno alla partenza del ritiro. C’è da diradare questa nube quanto prima, anche perchè – pur essendo lodevoli e segno di un deciso cambio di passo rispetto al passato – non sono le iniziative di marketing a scendere in campo. Aiutano, però, a risollevare la passione della piazza che, nell’ultima stagione, ha confermato un trend al ribasso nei dati dei botteghini, dimezzati rispetto a quattro anni fa. “Vero, ma è una tendenza diffusa in tutta la serie B – precisa Mezzaroma – Io e Lotito abbiamo sempre dimostrato amore, attaccamento per questa società. Mi considero un salernitano di adozione se questa città vuole considerarmi tale. I presidenti storici? Presidenti siamo anche noi, lo abbiamo dimostrato con i risultati. La Salernitana non la viviamo solo il fine settimana. Venire a Salerno a fare passerella non è più efficace rispetto al lavoro serio a distanza e io con mi cognato lo faccio quotidianamente. Quando parleremo di progetto tecnico? Presto, quando avremo delle cose da proporre che possano interessare. Non abbiamo certo pettinato le bambole finora, avevamo una salvezza da portare a casa, con tutto ciò che comportava questa cosa”.

A chi chiede della posizione del management per il futuro, Mezzaroma risponde così: “Abbiamo fatto delle analisi sull’ultimo anno che porteranno anche a delle conseguenze. Ribadisco che un anno fa al pronti-via era di livello. A gennaio abbiamo fatto quello che poteva essere fatto compatibilmente con le condizioni. I matrimoni si fanno in due, ancora non è permesso rapire i giocatori e portarli a Salerno”. Una coltre di mistero, dunque, resta sulla conferma o meno del ds, da più parti contestato.

A marzo, la proprietà promise la massima serie, nero su bianco. “Vogliamo andare in Serie A, su questo voglio essere chiaro, l’ho sempre detto. La società darà quanto è nelle sue possibilità per cercare di raggiungere l’obiettivo. Purtroppo il calcio, al netto di errori, è la scienza esatta del giorno dopo. Solo a risultato acquisito siamo stati bravi oppure no ad aver fatto valutazioni. Io ci metto la faccia. La società può fare tanto ma ci sono una serie di fattori più o meno ponderabili che influiscono sul risultato finale, non dipende esclusivamente da noi”, afferma il co-patron prima di specificare che “la Salernitana non è in vendita. Offerte? Questo mondo è fatto molto di chiacchiere”.

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