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Mounard campione di lealtà: “Quella denuncia ha condizionato la mia carriera…”

“Alla mia età è più difficile fermarsi e poi ripartire, il problema però è molto serio. Spero ovviamente che riprendano tutti i campionati per arrivare alla fine, ma la vedo difficile. Bisogna capire bene questo virus, tornare in campo comunque sarebbe una preoccupazione in più”, non è fiducioso l’ex granata David Mounard, in diretta sul nostro account Instagram, in merito alla ripresa dei campionati post Coronavirus. Il calciatore francese fu uno dei colpi del rinato Salerno Calcio, all’alba della stagione 2011/12, rimanendo anche nelle successive due stagioni e mezzo: “Quando accettai per me era già la Salernitana, il Salerno Calcio era solo questione di tempo. Scegliere la D, nonostante avessi offerte più importanti, fu uno stimolo perché c’era ambizione di vincere. I due campionati vinti furono momenti importanti, l’Arechi ti faceva sentire calciatore vero senza differenza di categoria. Mi ricordo i gol con Foligno e Arzachena, la punizione col Gubbio. Geppino Rinaldi era un grande compagno. Purtroppo ho avuto qualche infortunio di troppo, ma anche in C1 e C2 non ho sfigurato. Mi dispiacque quando lasciai la Salernitana che poi affrontai subito con il Catanzaro, ma purtroppo non giocai dall’inizio. Lanzaro fece un gran gesto, giocando nonostante la perdita del papà. La società a mio parere non lo ha trattato bene, doveva provare a trattenerlo in qualche modo”.

Il classe ’80 parla anche del suo rapporto con gli allenatori avuti a Salerno:Galderisi lo conoscevo bene, avendolo avuto anche a Foggia e a Benevento. Mi ha dato tanto, era una grande persona e un grande allenatore, il nostro rapporto era speciale. Purtroppo non andò bene a livello di risultati. Anche con Gregucci all’inizio ci fu intesa”. L’ex Benevento torna anche sulla sua denuncia, il 4 maggio 2013, della tentata combine per Salernitana-Gavorrano: “Quel gesto ha influito sulla mia carriera, nonostante fosse la cosa giusta da fare. Non è stato facile, mi sono sentito solo. Con la società non ho mai avuto problemi, venivano messe voci in giro per mettermi in cattiva luce, ma io ho solo fatto il mio dovere da uomo e da sportivo. Non fu facile perché poi, ironia della sorte, giocammo col Gavorrano in amichevole estiva. Io mi feci male seriamente alla caviglia per il tackle di un avversario e sui giornali fu scritto che fingevo”.

Il calciatore di Chantilly non rimpiange nulla sull’andamento della sua carriera: “Con la mia personalità mi sono guadagnato quello che ho fatto, e non avrei mai cambiato il mio essere uomo. Forse potevo fare qualcosa in più per mezzi tecnici, magari giocare in categorie superiori, ma sono contento di come sia andata la mia carriera”. Mounard non ha dubbi sulle ambizioni della Salernitana attuale: “La società è forte e sa come si vince. Lotito e Mezzaroma sono una garanzia nel calcio di oggi. Quest’anno hanno messo su una squadra forte con un allenatore importante. Salire direttamente sarebbe stato difficile, ma i playoff potevano essere una possiilità. La multiproprietà è un bel problema, difficile da risolvere. Va trovato un acquirente affidabile perché questa piazza merita la Serie A. L’esterno è rimasto legato alla città di Salerno, dove vive tuttora con la famiglia: “Qui mi sento a casa, la città è splendida e la mia famiglia sta benissimo. Restarci a vivere è stata una scelta voluta”.

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