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Moviolone Salernitana-Lecce, Chiffi non perfetto: manca un rosso a Stepinski

La Salernitana si è lamentata molto dell’operato del signor Daniele Chiffi, arbitro dell’1-1 di ieri sera contro il Lecce. A parte il calcio di rigore concesso ai salentini, in cui Mancosu è bravo a cercare il contatto, seppur lieve, mentre Lopez pecca di ingenuità nell’episodio, ci sono state altre occasioni che hanno portato Castori a protestare, fino a rimediare il cartellino rosso.

Procedendo con ordine. All’11’ la Salernitana sblocca il risultato. Bravi in questa circostanza arbitro ed assistenti a giudicare regolare la posizione di Capezzi al momento del passaggio di André Anderson, non facilissima da cogliere ad occhio nudo. Due minuti più tardi Mantovani interviene su Pettinari, tamponandolo da dietro: l’arbitro decide di richiamare soltanto verbalmente il difensore granata. Passano altri 7 minuti e sugli sviluppi di un calcio d’angolo vengono a contatto Lopez e Lucioni con quest’ultimo che va a terra. Il capitano del Lecce è l’unico dei suoi a reclamare il rigore, ma la circostanza sembra rientrare nella categoria degli “abbracci reciproci” su cui spesso si sorvola; per il direttore di gara, l’ex sannita si lascia andare troppo facilmente, giusta la decisione di non interrompere il gioco. Al 29′ Dziczek si prende il primo giallo della partita per un abbraccio un po’ troppo “affettuoso” nel cerchio di centrocampo che impedisce a Mancosu di ripartire: il fallo c’è, forse il giallo è affrettato. Dopo quello per i granata, si fa attendere pochi secondi il primo giallo in casa Lecce; Coda colpisce (forse anche involontariamente) il volto del difensore Aya con una gomitata. L’ex pisano cercava l’anticipo sull’attaccante ed ha accentuato probabilmente le conseguenze del colpo, tuttavia legittimamente da considerare irregolare. L’arbitro decide di sanzionare Coda con l’ammonizione. Nella stessa occasione, viene ammonito anche Milan Djuric dalla panchina che continuava a protestare nei confronti del direttore di gara: il bosniaco rivendicava l’espulsione ai danni dell’attaccante dei pugliesi. Chiffi cerca di mostrarsi autoritario nei confronti delle panchine, con l’aiuto del quarto uomo, Marini. A 3 minuti dallo scadere del primo tempo ammonisce per proteste anche Lanna, allenatore in seconda del Lecce, per questa partita sostituto di Corini.

La ripresa comincia subito con un’altra ammonizione, questa volta per Castori vede sventolarsi il cartellino giallo per aver detto qualcosa di troppo al direttore di gara. Al 52′ arriva l’episodio cardine della moviola.

“Qualcuno mi ha mandato un messaggio sul cellulare, dicendo che il rigore assegnato al Lecce è generoso, ma non ho rivisto il replay”, ha detto Castori ieri in conferenza. La decisione di Chiffi, nello specifico e rivedendo i fermoimmagine, in realtà ci può stare. In un primo momento, i salentini reclamano un calcio di rigore per un presunto fallo di mano di Mantovani, giustamente non fischiato in quanto il pallone sbatte sul basso ventre del difensore granata (screenshot al lato) e non sul braccio. In seguito al rimpallo, però, la sfera giunge sui piedi di Mancosu, che non appena vede l’arrivo di Lopez, sicuramente irruento, cerca il contatto e va a terra. Per l’arbitro – posizionato bene rispetto alla dinamica dell’azione – è penalty, trasformato dallo stesso numero 8 leccese. Nel replay si nota che il contatto è evidente, anche se il giocatore ospite sicuramente accentua la caduta. Al 74′ è Tutino, sul fronte opposto, che prova a guadagnarsi un tiro dagli undici metri lasciandosi andare in area di rigore avversaria: effettivamente non avviene nessun contatto fra lui e Meccariello, giusta dunque, la decisione di non concedere la massima punizione e di ammonire l’attaccante del cavalluccio per simulazione. All’89’ arriva il secondo giallo per Castori, anche stavolta per proteste; pertanto il tecnico granata è costretto a rientrare con qualche minuto di anticipo negli spogliatoi.

Le rimostranze dell’allenatore sono conseguenti a un fallo di reazione a palla lontana da parte di Stepinski su Aya che avrebbe meritato probabilmente una punizione maggiore rispetto alla semplice ammonizione, peraltro segnalata dal quarto uomo Marini: il difensore granata, nel tentativo di contenere l’avversario, effettivamente gli appoggia gomito e avambraccio sul collo, ma la reazione del giocatore pugliese è scomposta (immagine al lato), con un colpo intenzionale a palla lontana: c’era il cartellino rosso. Nell’ultimo e sesto minuto di recupero arriva un’altra ammonizione tra le file della Salernitana: Giannetti impedisce la rapida battuta del calcio di punizione assegnato ai giallorossi, non rispettando la distanza. Come da regolamento, giusto assegnare il cartellino giallo.

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