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Moviolone Salernitana-Spal: Irrati grazia tanto, recupero in confusione (con Rossi)

Diversi calciatori graziati e un finale totalmente nel pallone per la terna arbitrale condotta dal signor Irrati di Pistoia. Sarebbe filato tutto liscio, se non fosse stato per gli episodi agli sgoccioli di Salernitana-Spal che hanno scatenato le (non poche) proteste da parte dei padroni di casa. Un rigore (giustamente) assegnato ed un altro clamorosamente non accordato. È bastato poco per macchiare una gara diretta tutto sommato bene e amministrata in modo autorevole, nonostante i pochi cartellini estratti, dal fischietto toscano che è internazionale ormai da quattro anni.
I dettagli. Al 9’ Ranieri entra duro in scivolata ed in ritardo su Coulibaly. Il suo intervento avrebbe meritato il cartellino giallo in quanto il difensore colpisce soltanto le gambe del suo avversario e non la palla; il direttore di gara decide di graziarlo. Sei minuti più tardi anche Di Tacchio interviene in maniera irruenta su Segre rischiando il cartellino giallo: più gambe che palla. Anche in questa occasione l’arbitro, decidendo di adottare lo stesso metro di giudizio, la fa passare liscia al capitano granata, richiamandolo soltanto verbalmente senza estrarre il cartellino. Sanzione che però arriva al 36’ ai danni di Kiyine che è in ritardo su Segre e lo tampona da dietro, nei pressi della bandierina. Il suo intervento viene punito con un’ammonizione che ci può stare.
Il secondo tempo, sulla falsa riga del primo, vede il direttore di gara abbastanza tollerante nei confronti dei 22 in campo. Al 67’ Coulibaly ferma con una scivolata la ripartenza di Segre a metà campo: poteva starci il giallo. Il giudice di gara decide però di tenere il cartellino nel taschino. Scelta che viene fatta anche quattro minuti più tardi: Jaroszynski interviene in ritardo su Esposito nel tentativo di riconquistare la palla sulla metà campo. Il difensore polacco viene ammonito ma soltanto verbalmente.
A due minuti dal 90’ Irrati assegna un calcio di rigore alla Salernitana: Anderson che salta di netto Berisha in uscita; il portiere estense, non potendo più prendere il pallone, colpisce, seppur minimamente, con la mano sinistra le gambe di Anderson. L’intervento, che provoca la caduta di quest’ultimo, porta giustamente il direttore di gara ad indicare il penalty e ad ammonire l’estremo difensore. Va detto che il calciatore granata cerca il contatto, ma l’intervento a valanga di Berisha non può non cagionare la massima punizione. All’ultimo secondo dell’extra-time, arriva l’episodio incriminato. Gondo, tentando di eludere l’intervento di Sernicola con un sombrero in area, fa carambolare il pallone addosso al proprio avversario. È vero che la distanza è minima, ma la sfera finisce visibilmente sul braccio largo del difensore spallino. Irrati non se la sente di assegnare il secondo tiro dagli undici metri, lasciando correre; subito dopo… c’è un altro errore perché non viene concesso il calcio d’angolo alla squadra di casa alla ripresa del gioco, cosa che era abbastanza solare dopo il tocco ad allontanare oltre la linea di fondo dello stesso Sernicola. Insomma, un finale in confusione per l’arbitro e per il suo assistente Rossi che, da posizione sicuramente privilegiata, avrebbe potuto e dovuto illuminare Irrati sia sull’episodio del tocco di mano, sia sul successivo corner da far battere al cavalluccio.

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