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Multiproprietà, ancora un ‘no’ per ADL: “Così provano a strappare club a prezzo basso, come a Salerno”

Ancora un ‘no’ alle multiproprietà ed in particolar modo a quella targata De Laurentiis. Nelle scorse ore la Corte Federale d’Appello a Sezioni Unite ha respinto il ricorso presentato da Aurelio e Luigi De Laurentiis dopo la decisione del Tribunale Federale Nazionale, che lo scorso 4 maggio aveva rigettato il ricorso dei presidenti di Napoli e Bari avente ad oggetto l’impugnazione della delibera relativamente alla modifica dell’articolo 16 bis delle NOIF.

Quest’ultimo, infatti vieta le partecipazioni in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto, del suo coniuge o del suo parente e affine entro il quarto grado, obbligando i soggetti che si trovano in questa condizione a porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza della Stagione Sportiva 2024/2025. Una svolta regolamentare maturata in seguito alla vicenda della Salernitana, promossa in Serie A poco più di un anno fa, con gli ex proprietari Claudio Lotito Marco Mezzaroma costretti a cedere le quote del club.

La battaglia legale

Ad ogni modo, la famiglia De Laurentiis non sembra volersi fermare: “Sinceramente mi aspettavo questa decisione, ma credo fermamente nel ricorso e ci rivolgeremo al Coni” ha dichiarato Luigi De Laurentiis, figlio di Aurelio e presidente del Bari, fresco di promozione in Serie B. Parole a cui hanno fatto seguito quelle di Mattia Grassani, legale di fiducia di ADL: “Il sistema non può introdurre una norma sulle multiproprietà in questa breve durata, è illegittimo. In questo modo non ci sarà mai trattativa, ma tutti proveranno a strappare il prezzo più basso possibile, com’è accaduto con la Salernitana” ha dichiarato l’avvocato ai microfoni di Radio Kiss Kiss. La battaglia a suon di carte bollate, dunque, non è finita.

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