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#NonTiScordarDiMe. Enrico Pepe il maltese… campano: “La Nazionale, che vetrina!”

Arrivò a Salerno nell’estate del 2008, dopo essersi messo in mostra con la maglia del Campobasso tra i dilettanti. E adesso a distanza di tredici anni è uno dei pilastri del Birkirkara e della Nazionale maltese, lui che è nato a Vico Equense. Stiamo parlando di Enrico Pepe. Il difensore centrale classe ’89 è intervenuto ai nostri microfoni riavvolgendo i nastri di una carriera che ha raggiunto forse il culmine nella trasferta dello scorso 30 marzo contro la Croazia, valida per le qualificazioni ai Mondiali del 2022. In alto la foto di squadra, Pepe è il quarto in piedi da sinistra.

Per Enrico, Malta è diventata proprio una seconda casa dal 2015 in un’avventura iniziata col Floriana e proseguita con la maglia dell’Hamrun Spartans, prima di approdare nel suo attuale club: “Mi sono trasferito a Malta sei anni fa, quando ero un po’ più giovane (ride, ndr). Avevo offerte da alcuni club in Serie C e non solo, ma ho voluto provare questa esperienza lontana dall’Italia. Mi sono trovato bene anche perché il livello organizzativo qui è decisamente superiore. Poi lo stesso campionato è cresciuto tanto con l’aumento del numero massimo di stranieri in rosa. La possibilità di qualificarti ogni stagione per una competizione europea ti stimola e non poco”. E adesso l’esperienza con la Nazionale guidata in panchina da un altro italiano come Davis Mangia: “Qualche mese fa mi hanno chiamato dalla Federazione chiedendo se volessi vestire la maglia della Nazionale e prendere di conseguenza anche il passaporto maltese. L’occasione l’ho presa al volo anche perché alla mia età si è prospettata una nuova vetrina internazionale. E’ stata una bella emozione”. Sono tre in totale le presenze in Nazionale per Pepe.

Riavvolgendo però il nastro dei ricordi, si torna a parlare di Salernitana. E pensare che nel 2008, quando arrivò in granata, in panchina sedeva proprio Fabrizio Castori: “Diciamo che con mister Castori ho fatto pochi allenamenti, in quanto stavo spesso in Primavera. La svolta è arrivata con mister Mutti. Mi convocò per il ritiro di Roma alla Borghesiana, e a sorpresa decise di darmi fiducia nella trasferta di Bari. Fu una bella emozione anche perché c’erano i miei genitori sugli spalti del San Nicola e non sapevano che avrei giocato (ride, ndr)”. La Salernitana perse, Pepe si ritrovò contro un Kamatà scatenatissimo nelle file dei galletti di Antonio Conte. Fu l’unica presenza in quella stagione, mentre in quella seguente furono ben quindici anche perché quella Salernitana, già alle prese con la crisi societaria, decise di dare spazio ai giovani con ampio anticipo in una stagione disastrata, culminata con la retrocessione in terza serie: “Giocare in cadetteria per un giovane è sicuramente motivo di orgoglio. Tornai la stagione seguente dopo l’esperienza di Cassino in C2, e tanti giovani come me ebbero la fortuna di trovare spazio. Quella Salernitana era nata per fare un altro campionato, basti pensare ai vari Cozza, Caputo, Stendardo, Polito ecc. Purtroppo ci fu la retrocessione, ma per noi giovani fu una bella vetrina. Essendo giovane semmai sentivi di meno la pressione della crisi societaria, pensavi solo a giocare e a fare bene”.

L’avventura granata – iniziata con la squadra Primavera – si concluse nell’annata successiva in Serie C1. “Mister Breda puntava tanto su di me, ma ebbi in estate un brutto infortunio al piede che mi tenne fuori quattro mesi. Rientrai nella trasferta di Gubbio, ma i granata avevano già trovato la quadra dietro. Decisi così di lasciare Salerno a gennaio per sposare il progetto del Siracusa. Sicuramente fu difficile lasciare i granata, ma volevo mettermi in mostra”. Dopo gli aretusei, due stagioni e mezza alla Paganese, seguite da un anno e mezzo da giocatore del Messina, con cui ha avuto la possibilità anche di presentarsi all’Arechi da ex di turno nella Serie C 2014/15. La stessa voglia di mettersi in mostra dimostrata con la maglia della nazionale maltese; la storia di un campano che rincorre un sogno nello stato membro più piccolo dell’Unione Europea.

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