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Pagellone Foggia-Salernitana: Akpa, chi l’ha visto? Male tutti, Calaiò entra e ci mette spirito

MICAI 4,5. Evidenti responsabilità sul gol che sblocca la partita, con una respinta corta e centrale che è troppo invitante per Deli.. Spiazzato sul rigore, spesso fuori posizione. Non basta il buon intervento che limita i danni su Mazzeo a inizio secondo tempo.

PUCINO 5,5. Mezzo voto in più perchè è l’unico ad andare – da capitano – a invitare i suoi compagni a salutare la tifoseria dopo l’ennesima débacle. Lo seguono solo in tre, più Gregucci. Un qualcosa di emblematico. In principio dato per esterno mancino, scala dietro per il forfait di Gigliotti. Pronti-via e prende botte da Iemmello, a ruoli quasi invertiti. Il primo e unico tentativo pseudo-pericoloso della Salernitana è suo, su calcio di punizione, al 25′. Arriva dal suo lato il cross per il gol di Iemmello. Era diffidato, è stato ammonito: salterà il Cosenza.

MIGLIORINI 4,5. Si riprende il posto dopo la brutta prova di Schiavi contro il Carpi. Becca subito un’ingenua ammonizione per proteste che ne condizionerà la prestazione. A vuoto sul cross di Deli che Iemmello trasforma nel 3-1, le responsabilità sono in condominio con Memolla.

MANTOVANI 5. Il tecnico lo getta nella mischia dal 1′ nonostante i problemi muscolari accusati nei giorni scorsi. Prova a giocare di anticipo su Mazzeo, l’unico che prova a salvare il salvabile di una retroguardia che fa acqua ad ogni partita, non riesce nell’intento. (40′ st D. ANDERSON sv. Spiccioli da terzino per giustificarne la doccia negli spogliatoi).

CASASOLA 5. Frana goffamente su Deli nel tentativo di impedirne il gol del vantaggio. In ombra per tutti i 45′, Gregucci lo tira fuori nell’intervallo per cambiare modulo (1′ st CALAIO5,5. Subito volenteroso. Prova a cambiare volto alla manovra offensiva dei suoi. Mette in difficoltà la difesa foggiana nel primo quarto d’ora della ripresa, cerca la deviazione di testa con palla di poco al lato e di assistere i compagni al meglio. L’unico che sembra crederci fino alla fine).

AKPA AKPRO 4. Trattenuta troppo ingenua su Ranieri in area di rigore per uno con la sua esperienza: regala a Greco la palla del raddoppio e si becca un giallo inutile. Molle dall’inizio alla fine, monocorde. Non strappa, non accelera, non contiene.

MINALA 4,5. Gli tocca la cabina di regia, non esattamente la specialità della casa, in virtù dei problemi fisici di Di Tacchio. Legna, o almeno tentativi di farne, e poco altro.

ODJER 5. L’ex compagno Busellato vince di gran lunga il faccia a faccia. Impreciso, timoroso, inefficace nella prima frazione. Unico lampo nella ripresa, quando ha il merito di fornire l’assist a Jallow per il momentaneo 2-1. Poi, null’altro.

MEMOLLA 4,5. La squalifica di Lopez gli spiana la strada al suo secondo match in maglia granata. Per la verità, nella prima stesura della formazione l’albanese figurava in panchina, con Gigliotti in campo e Pucino quinto mancino. Sembra uno dei pochi motivati in partenza: un paio di caparbie scavallate in avanti ma Gerbo non è l’ultimo arrivato. Progressivamente, si spegne. Rischia grosso a 5′ dall’intervallo con un controllo sbilenco nel chiudere una diagonale. Nella ripresa scala a fare il terzino in una retroguardia a quattro: perde abbastanza facilmente Iemmello sul 3-1 rossonero.

MAZZARANI 4,5. Ha il compito di fare da raccordo tra il (folto) centrocampo e l’unica punta. Un po’ pesta i piedi a Minala, un po’ si decentra perdendo incisività, un po’ si accentra impattando sul convinto Greco: insomma, finisce per perdersi nel traffico, alla perenne ricerca della giusta posizione. Eppure ha sul sinistro la palla del possibile 2-1 a fine primo tempo, un rigore in movimento che sbaglia. Il cambio di scarpini nell’intervallo non gli porta nuova linfa, continua a scivolare e il tecnico lo sostituisce. (19′ st ROSINA 5. Entra a partita già compromessa, per giunta su un terreno un po’ appesantito dal mini acquazzone dell’intervallo. Cerca di far meglio del compagno, tra le linee. Il contributo, in termini di brio, è minimamente superiore a quello di Mazzarani).

JALLOW 5,5. Gregucci si aspetta da lui punture in profondità che puntualmente non arrivano. Si impegna, ma produce pochissimo anche perchè troppo isolato. Quando è costretto a rinculare per riconquistare palloni, in avanti spuntano solo salsole rotolanti. Il trainer gli affianca Calaiò nella ripresa, ne trae un pizzico giovamento e mette dentro il gol che accorcia momentaneamente le distanze. Sfiora il 3-2 a pochi minuti dal novantesimo dopo una preziosa sponda dell’Arciere.

ALL: GREGUCCI 4,5. Sorprende tutti nelle scelte iniziali con un 3-5-1-1 che definire conservativo è poco. L’intenzione di partenza sembra quella di aspettare i satanelli, reggere alla sfuriata prevedibile e poi colpire in contropiede. Un atteggiamento rinunciatario che non premia. Di fatto, si consegna all’assatanato avversario ancor prima di iniziare. Una sola occasione pericolosa sul finire di prima frazione, poi passa al 4-3-1-2 con l’inserimento di Calaiò per Casasola (e Memolla che scala in difesa). Un sussulto con Jallow, poi le solite pecche di concentrazione dei suoi regalano la partita al Foggia. Tardivo l’inserimento di Rosina. Confuso tra gli Anderson a cinque dal termine: fa togliere la casacchina ad Andrè, poi annulla il cambio e spedisce nella mischia Djavan. Conferma il suo trend negativo a Foggia, la media scende al di sotto del punto a partita. “Non voglio una squadra in vacanza”, aveva tuonato dopo Brescia. La sensazione è che tutti non stiano aspettando altro che la fine della stagione. Una delusione.

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