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Pagellone Lecce-Salernitana: Coulibaly double face, Bogdan-Mantovani ingenui. Poco dai cambi

BELEC 6,5. Si ferma a 726′ la striscia di imbattibilità in condominio con Adamonis, ma lo sloveno fa l’impossibile per evitare di subire gol. Supera parata su Lucioni di testa all’11’, la replica sugli effetti del successivo corner. Salva anche su Henderson al 29′ di piede, con riflessi da grande portiere; tre minuti più tardi lo salva la traversa. Non può nulla sui gol. Nega il tris a Yalcin.

BOGDAN 4. Scivola pericolosamente e spiana la strada a Henderson per la conclusione che appena prima della mezzora Belec neutralizza. Poco dopo è impacciato su Coda e ci pensa… la traversa. Chiude la sua serata storta con il (sacrosanto) rosso diretto per il tackle sul bomber leccese lanciato verso la porta: un’ingenuità commessa proprio nel momenti migliore dei suoi.

GYOMBER 6. Quando resta nel seminato contiene agevolmente Pettinari. Leggere sbavature in fase di impostazione che vengono cancellate dall’ormai abituale sicurezza delle giocate difensive.

MANTOVANI 5. Castori gli ridà fiducia 41 giorni dopo l’ultima volta: non assaporava il campo da Ascoli. Salvataggio in estirada al 10′ che per poco non inganna Belec. Attento nelle letture e abile negli anticipi per 40′. Poi si fa attrarre da Henderson e si dimentica completamente di Pettinari sul gol locale.

CASASOLA 5,5. Ha spesso praterie nel primo tempo, ma altrettanto spesso viene ignorato. Col passare dei minuti è costretto giocoforza ad arretrare il raggio d’azione. Inizia la seconda frazione avanzando, poi i granata restano in dieci e Castori lo dirotta a sinistra: da quella posizione Maggio si accentra e fa il raddoppio.

COULIBALY 6. Determinante in fase di contenimento, troppo grezzo quando si tratta di avviare una ripartenza o fare l’ultimo passaggio in fase offensiva. Tenta un tacco alla mezzora che fa imbufalire Castori. Nella ripresa rientra trasformato: più attento, più preciso, ma anche più stanco. I lampi svaniscono con l’inferiorità numerica. (dal 30′ st KRISTOFFERSEN 5. Non pervenuto).

DI TACCHIO 6. Cerca un contatto in area avversaria in avvio e Chiffi sorvola. Salvataggio sulla linea provvidenziale al 32′. Ci prova da fuori area a inizio ripresa. Dopo il raddoppio salentino cerca di limitare i danni come può.

CAPEZZI 6,5. Parte subito forte, esce a ringhiare su Majer e Maggio all’occorrenza. Mostra subito la volontà di inserirsi in fase offensiva, poi deve pensare più a contenere. A inizio ripresa torna propositivo e va a dar fastidio alla difesa del Lecce. Tenta l’acrobazia senza successo. (dal 22′ st KUPISZ 5. L’impegno non manca, lo spunto sì).

JAROSZYNSKI 5,5. Compiti prettamente difensivi per questa partita. Tenta un disperato recupero in occasione del gol di Pettinari. Timido nella conclusione in apertura di ripresa. Non perfetto sul raddoppio leccese. Chiude da braccetto sinistro. (42′ st CICERELLI sv. Entra a partita compromessa).

TUTINO 6. Fin dall’inizio cerca di spaziare lungo tutto il fronte d’attacco, ma arrivano pochi palloni. Il Lecce schiaccia la Salernitana nella sua metà campo e ad un certo punto si mette a fare anche il difensore aggiunto nel primo tempo, mostrando grande spirito di sacrificio nel ripiegare. Grande chance a inizio ripresa, l’unica, con palla – deviata – fuori di pochissimo. (dal 30′ st SCHIAVONE 5. Si fa notare per un tiro sbilenco in fase offensiva).

DJURIC 5,5. Al pronti-via fa capire agli avversari che è meglio non sfidarlo nei duelli aerei. Prova a fare il suo gioco, ma la Salernitana pensa esclusivamente a difendersi nei primi 45′. Va un po’ meglio nella ripresa. Casasola gli toglie dalla testa un pallone che avrebbe potuto colpire in modo interessante in area. (dal 22’st ANDERSON 5. Non incide).

ALL: CASTORI 5. Non cambia strada, non certo adesso. Contiene e riparte, ma nei primi 45′ riesce solo la prima missione. La gara si incattivisce, i granata sono fin troppo rinunciatari e alla fine capitolano. Erroraccio di posizionamento difensivo sul gol del suo figliol prodigo Pettinari. Nell’intervallo la partaccia sembra funzionare: i suoi tornano in campo con grande voglia di costruire anche azioni da gol. Lo fanno, poi però Bogdan mette tutti nei guai con l’espulsione. Castori getta nella mischia Kupisz e Anderson, spostando Jaroszynski come braccetto difensivo e Casasola a sinistra in un 3-4-1-1, con l’italo-brasiliano dietro Tutino. Niente da fare. Gli ingressi di Kristoffersen e Schiavone non danno brio, tardivo l’inserimento di Cicerelli per sperare in una fiammata utile.

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